B.L.O.G.*: un’introduzione

Si cambia. Si cambia ancora, e ancor prima di cominciare, sostanzialmente. Il nuovo, estemporaneo pensiero – focalizzato giusto poc’anzi – è di utilizzare questo spazio per rapidi sprazzi, per schizzi e bozzetti, per spunti. Per qualsivoglia accenno appena intuito, per dirla alla Damasio in riferimento alla coscienza nucleare.
Niente più voglia di struttura, niente smania del finito: il blog ha da essere (anche) un’opera aperta, non solo per dirla alla Eco in riferimento ai testi – apparati semiologici -, ma anche pensando alle opere michelangiolesche in scultura, al Tiziano e ai più recenti impressionisti in pittura, a… beh, non mi viene in mente alcun esempio in letteratura – se non la leopardiana poetica del vago, che però c’entra un ghezzo -, e ciò mi ricorda che devo ricominciare seriamente a leggere, non tralasciando un ripasso della storia della letteratura, italiana e non.


Tornando a noi: la struttura del blog è aperta, e possiamo pensare tanto alla possibilità del commento offerta ai visitatori – sarebbe eccessivo parlare di “lettori” -, quanto alle opportunità offerte da uno script, da questo script che fa tanto quotidiano loggarsi: off-line non si pubblica nulla – nel senso che il layout della pagina non è pre-presente alla ftpzzazione: magie del PHP!
Andando – o venendo – al sodo: quante volte, la lamentela di non aver colto l’attimo, di non aver scritto quanto pensato, di non aver pubblicato il pensierino del momento? Bene – acqua passata. Almeno così auspico che sia. Poca – si fa per dire – attenzione alla curatezza, a tutto vantaggio della spontaneità. Compro un live del mio gruppo preferito, ne colgo un’immagine e delle impressioni, e voglio esternarle? Un paio di click, senza pietà. Rubano la prediletta Madonna di Munch, e senza pretese voglio omaggiarla? Sia fatto. Dei bifolchi buzzurri accoltellano e massacrano degli sparuti innocenti, meritando la pena di morte? Così sia.


Condivisione massima – soprattutto con le righe di html, prima ancora che con gli eventuali astanti -, con l’aggravante, onnipresente, della parzialità. C’è forse modo alcuno per esprimere, tastiera e mouse alla mano – ma foss’anche carta e penna – tutto un pullulare di immagini mentali? Un solo dittongo: NO.**

Abbiano inizio le danze.

* Bel Luogo Ove Gracchiare.
** Era una sillaba: poco conta.

Post simili:
Questo articolo è stato pubblicato in www.tommydavid.com e ha le etichette . Aggiungi ai preferiti: link permanente. Scrivi un commento o lascia un trackback: Trackback URL.

Scrivi un Commento

Il tuo indirizzo Email non verra' mai pubblicato e/o condiviso. I Campi obbligatori sono contrassegnati con *

*
*

Puoi usare questi HTML tag e attributi: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

Iscriviti senza commentare