Un monito dal monitor #1

«Tòh, Brigan Tony in parrucca e chitarra!». Non avessi avuto un minimo di conoscenze1 in ambito chitarristic-rock-musicale, assai probabilmente avrei esclamato qualcosa del genere, alla vista di questo scempio di immagine. Eppure…


Eppure lo si direbbe quasi sofferente, con la scomoda Strato ‘tutta action’ con palettone ribaltato, giusto per emulare il maestro. E vi dirò: lo emula, lo supera almeno quanto a velocità mozzafiato, e riesce a rendergli pure un degno tributo. Nel G3 – Live in Denver, l’ultima traccia del dvd, suonata in tram – o in tris – dai noti velocisti, è giusto Voodoo Child (Slight Return), dell’antenato Jimi. E beh, il grande e grosso Malmsteen non può far altro che stupirmi, quanto a suono, piglio e cattiveria; anche la voce è sorprendente! Si vede che la notizia della morte di Hendrix scioccò davvero il piccolo Yngwie, e lo formò nell’animo già allora.
Dopo la necessaria – e dovuta, ché i fan suoi non vogliono che quello – corsa sul manico, ecco pennate stoppate, piede sul Crybaby, riffettone celebre, qualche giravolta alla chitarra, e la band che tutta attacca, con la possente voce del chitarrista svedese a guidare il brano.
Certo, la classe non può restare nascosta, diversamente dalla pappagorgia malmsteeniana e dal cattivo gusto della sfida che i tre, presto e puntualmente, imbastiscono.


E similmente, è assai triste vedere il Satch e il Little Italian Virtuoso perire già ai primi colpi, alle prime semi(bis?)crome stratosferiche del tanto odiato Malmsteen. Già: non m’ha mai fatto troppa simpatia costui, fosse solo per il suo atteggiamento, le sue composizioni, la sua ostinazione, la sua ripetitività, la sua totale mancanza di novità, le masturbazioni monomaniache e noiose che propone. Ma, ripeto, i fan vogliono questo, e nient’altro. Quanto avranno atteso una sfida del genere? Dunque, ancora più da commiserare sono gli escamotage meramente e prettamente rumoristici architettati dai due in Ibanez. Se questo è fare musica, e tener testa al contempo alla mano destra più ammirata dagli shredder – ché la sinistra è quella di Vai, a mio modesto avviso -, beh… ci sarei riuscito anch’io, non ne ho dubbi.


Ad ogni modo, è vedendo e rivedendo performance video come questa, che mi torna prepotente la voglia di suonare e di cercare spazi sconosciuti, di imbracciare anche per pochi attimi e per giunta unplugged2 una delle chitarre che giacciono dimentiche e impolverate nella mia cameretta.


Invero sono smanie che mi vengono anche quando metto su il dvd degli U2, ma poco conta: evidentemente, il mio amore per la chitarra elettrica valica i generi e i performer. Se sono momentaneamente3 pressochè fermo, è per forze di causa maggiore. Ma mi ripropongo seriamente di riprendere, almeno prima che il danno si faccia irreversibile. Non può andare a finire come per la pittura, no davvero. E soprattutto, non posso limitarmi a parole, a progetti, a schizzi4, dunque a mere immagini mentali: quel che giova, al più presto, è la semplice dimensione pragmatica, e nient’altro. E detto questo, aggiungo che sarei seriamente tentato di evitare di postare queste osservazioni con annesse riflessioni, e piuttosto andare di corsa ad accordare qualche chitarra – almeno questo. Se premo ‘invio’, è solo per avervi come testimoni di una eventuale, prossima disfatta.


1. Non di persone “di persona”, ma di persone “di fama”. Insomma: non ho avuto l’onore di conoscere YJM di persona, come del resto la maggior parte di voi, suppongo.
2. Dire “sconnessa” sarebbe stata una bestemmia.
3. Lo rimarco, solo per scaramanzia?
4. A tal proposito, avrei delle robe carine su carta, stese tra un appunto e l’altro su Damasio. Stay tuned, come si suol dire in queste occasioni…

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3 Commenti

  1. Don_Carlos
    Pubblicato 29 settembre 2004 alle 11:47 | Link Permanente

    hmhmhmh. il metal l’ho abbandonato anni fa.
    l’unico guitarist “virtuoso” (definirlo tale è un pò uno scempio)
    per via degli innumerevoli suoni che fa raggiungere alla sua guitar è Ian Williams(Don Caballero,Storm ‘n’ Stress,Battles-> http://www.bttls.com). Niente di progressivo ma tecnica dedita alle sperimentazioni + strambe.(l’unico vero Prog è Fripp).

    Attualmente quelli virtuosi jazzistici tipo John Zorn li adoro, e considero uno dei migliori chitarristi attuali Marc Ribot. http://www.marcribot.com

  2. elgheb
    Pubblicato 2 ottobre 2004 alle 01:47 | Link Permanente

    io Yngwie lo conosco “di persona”. abbiamo cenato assieme una sera, quando ancora dimoravo oltre il po.
    scherzi a parte, dove hai preso le immagini del G3??

  3. Pubblicato 2 ottobre 2004 alle 02:12 | Link Permanente

    Don_Carlos: sarebbe assai complesso risponderti, controbattere con le mie opinioni riguardo alla contorta questione del “virtuosismo”. Ti basti sapere che, a parte Fripp, non conosco niente degli altri: mea culpa:-( Però, magari più in là dedicherò un topic agli eventuali rapporti tra musica, creatività, tecnica, fantasia, e arte.

    Elgheb: le immagini del G3 ovviamente le ho scattate “di persona”. :-P

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