Uff: ‘addio’. Cioè: sarebbe un ‘arrivederci’, visto che non sparirò del tutto dai luoghi che mi hanno incatenato in questi ultimi due mesi in particolare; tuttavia è sicuramente un addio alle abitudini oramai automatiche, ai medi modi del sentire-essere-agire, alla vita condotta finora (ma soprattutto ultimamente). Un taglio… un distacco da questa casa che attualmente mi ospita, così pregna di strepiti e frastuoni; una cesura da una famiglia che non ho scelto. Pressappoco un passo verso una vita in proprio, se non fosse che manco di fonti di reddito, al momento.

Niente. L’unica cosa da fare, in questi momenti, è ascoltare i Rush a ripetizione. Moving Pictures è in assoluto tra i miei album preferiti.

Mi va di vedere ben poche cose, in questa “nuova” vita. Ed effettivamente, sarò “costretto” a vedere solo queste, per fortuna.
Prima cosa:

Ricordo ancora come definiva quest’angolo di paradiso mia madre: «cielo, terra e luta» (dove luta sta per ‘sporcizia’), in riferimento alle uniche cose che scorgeva nei mesi di villeggiatura. Beh: cosa c’è di meglio? Mi fanno più schifo molti esponenti della specie umana che non le tenie terricole, e lo dico senza snobismo, essendo certo che per molti altri è così. Alla faccia del sentirsi “comunisti”…
Seconda cosa:

Già: oggi, finalmente il pacco. Il mio primo ordine da BOL (ma il prossimo lo farò su IBS, e anzi ho già pronti i nuovi titoli). Su, vediamo un po’ cosa è giunto – cosa si aggiunge alla mia biblioteca (che comincia a farsi rispettabilissima): devo stilare un elenco ordinato? …ma no: giù in fila. O. Sacks, L’uomo che scambiò sua moglie per un cappello, per amore della neurobiologia; S. Beckett, Aspettando Godot, perché, pur avendolo letto, mi mancava; J. Hart, Il danno, dietro prezioso suggerimento della dolce Araxe; U. Eco, Opera aperta, che ignominiosamente non ho ancora letto; G. Meyrink, Il Golem, per dare senso ad un’abusata metafora apocalittica dell’AI; I. Goncarov, Oblomov, in onore al titolo; M. Perniola, Il sex appeal dell’inorganico, ma di questo non vi dirò il perché; inoltre, due Dossier Art, rispettivamente dedicati a Klee e a Rembrandt.
Terza cosa:

Sennò, altrimenti, che caspita di angelo di disperazione sarei?
Quarta cosa:

Unica concessione ad un oggetto “tecnologico”, benché tutta la sua tecnologia stia racchiusa in un paio di bobine avvolte di filo ramato.
Bene: direi che può bastare così. La cosa che salta subito all’occhio è il voler tornare in una dimensione “produttiva”, per così dire: la ferma volontà di riprendere “sane” abitudini, all’incirca. Insomma: è ora di rispolverare quel lontano ideale adolescenziale, pieno di energie entusiastiche, ed arricchirlo dell’idoneo humus culturale che all’epoca scarseggiava.

(Piccola parentesi: la profezia si autoavvera anche stavolta. In imminenza della giusta partenza per l’ambita meta, un rotolone di acqua scarica giù da cumuli di cumulonembi, provocando duplice prolasso di gonadi al sottoscritto – complice anche la caduta di tensione elettrica, per la gioia del mio pc che si fece scuro in viso – e rendendo ancor più spettrale un paese già orrido di sé.)

Dimenticavo: Tommy David non va da nessuna parte senza un divano con bella ragazza inclusa…

Al prossimo aggiornamento di blog – se mai ve ne sarà. (Nessun post simile, per ora.)
4 Commenti
Non ho ben capito cosa hai intenzione di fare, ma se sarai felice sarà di certo la cosa giusta; nulla ha maggiore importanza soprattutto quando questa felicità non intralcia la vita altrui!
Liberarsi delle tecnologia è giusto e ammirevole, ma in fondo se si prendesse solo quello che c’é di buono in essa, non risulterebbe tanto cattiva e non ci sarebbe motivo per abbandonarla.
Avrai di certo le tue ragioni!
Lasciare un posto per avere indietro una “produttività” che prima ti apparteneva e che quindi faceva parte del tuo io il quale adesso si trova lacerato ed incompleto…è importantissimo!
Ritrova il tuo equilibrio, ma se posso darti un consiglio: in questi giorni pensa seriamente se vuoi che la tua vita sia fatta da poche persone e isolata dal mondo messo alla porta dal tuo ribbrezzo, oppure se sia il caso di abituarsi a questo ribbrezzo per cambiare il mondo con l’appoggio di quelle poche persone di cui sopra.
Auguri sinceri.
Antonicco
Ma sarà quello il divano su cui trascorrerai le serate con la tua consorte?
Mi complimento per la scelta dei libri. (Soprattutto Sacks, Eco e Meyrink.)
ciao admin….: )