Mercoledì 30/03/05, 05:57
Calvario postpasquale
Pasqua? Manco per sogno. Non m’ha dato manco il tempo di accorgermi di essere giunto a fine mese. E nemmeno nulla c’è in cui sperare, per tutto aprile. Solo esami. Che passione. Niente uova di cioccolato per il povero Tommy, niente fuochi d’artificio a svegliarlo dai suoi sonni oscuri; ad ogni modo, settimana santissima, come da migliore tradizione cattolica. Catarsi. Sfogo. E iperstimolazione.

Sensi affranti, dolore e mistero. Uno solo? Ben tre – come patri figghiu e spiritu santu. Processioni, sfilate di corpi maciullati e macilenti, il paradosso del dio mortale, ecco l’uomo, ecco il re dei giudei, ecco il suo scettro, spugna d’aceto e mantello sciancato e barba incolta.

Memento mori, l’impiccato che al punto di morire ha un’orrida erezione, le esecuzioni per impiccagione eseguite con l’omino pendente dentro a un pozzo per celar le erette pudende, la crocifissione in cui la morte scaturisce per la posizione contorta che permette la croce, che si prendano una Momendol.

Croce o palo, testimone di Gesù come Giuseppe d’Arimatea o testimone di Geova come Charles Taze Russell, la fine del mondo è vicina e la annunciano terremoti e sciagure, tragedie e tsunami, vittime e carnefici, tossici e matti imitatori d’infinito.

Orrore dionisiaco, esperienza di carne, sangue e merda, splatter e pulp, danza orgiastica, religione che vive di terrore e di impressionante, gli ex voto in una chiesetta sperduta, il corpo mortificato ma motore di santità, il verbo che s’è fatto carne e la mente che è linguaggio e segno.

Aspettare la morte seduto in poltrona con la coroncina stretta in mano e le coronarie strette in cuore, o piuttosto appollaiato su una croce con i chiodi stretti sulle mani o meglio sui polsi, ulna e radio, dieci avemmaria pienadiggrazzia ilsignoreccontè tuseilabenedessàntamaria madrediddio pregapennòi.

Figli d’una religione antropocentrica, va’ uomo e nomina gli animali, fanne quel che vuoi, sbranali e usali per sfamarti, d’altronde il deserto ti offre poco, e poi il tuo dio non vuole rivali, e anche se mangi l’Ichtùs fa anche bene alla memoria ed è meglio del vero corpo ostiaceo di crasto.

Due bei seni tra rognoni, due bei reni tra sermoni, porco squarciato, il porco che squarcia i pacchi, allarga per benino le cosce che ti spacco, liquidi appiccicosi giù per il petto, mestruo suino e niente paillettes stasera che sennò mi macchio l’abito nuovo e torno a casa in bianco e senza ricevere bianco dentro.

Sobri sacerdoti, paramenti dimessi e sgargianti, crema cremisi, occhi bendati per non vedere il mondo, il mondo rotondo che gira e gira ma forse è piatto piuttosto e allora svolazza e barcolla come un freesbee, ma anche no se la terra è al centro di tutto e l’uomo al centro di essa e dell’universo intiero.

Ei fu. La tragedia fu. Siccome immobile e con sguardo sbarrato, occhio cupo da sgombro alla pescheria catanese, ferita nel costato, lancia di Longino, costata di maiale per giovedì grasso anzi no per lunedì di pasquetta, l’agnello di dio che toglie i peccati del mondo e mette il colesterolo in circolo.

Infine, quasi pentirsi d’aver fatto il blasfemo convinto di aver acculturato d’arte qualcuno per poi ottenere come risposta che se Nitsch è artista allora lo è pure Hitler come minimo e anche più; bene, cosa resta? Ho pietà per tutto il genere umano.

Buone meditazioni.





Hai scelto immagini immagini pazzesche! Chissà se i credenti vedendo quelle cose riescono a capire cosa prova un non credente entrando in chiesa…
Per il resto..gli esami..che gran rottura di coglioni!
Non credo che i cattolici si rendano bene conto della loro sanguinarietà e attaccamento al corpo - ma non era una religione spirituale?
Del resto, vedi salma del Papa esposta, vedi mummie di beati in certe chiese, vedi cristo martoriato su ogni croce - ma non era interdetto riprodurre l’essenza divina tramite immagini?
Io ho i brividi ogni volta che entro in una chiesa. Vedere quelle immagini “sacre” mi fa sentire come -minacciato-, come se da un momento all’altro debba essere punito da qualcosa. E poi punito come..con la pelle e le interiora squarciate da chissà quali fendenti!
Quando stavo a Milano andavo spesso da solo al Duomo per guardare la mummia di “uno” di cui non ricordo manco il nome e una statua terrificante che sta sulla destra del sagrato..un uomo che pare abbia un mantello sulla spalle, ma che invece ha su un cadavere che proprio accartocciato sembra davvero un manto; è fatto cosi bene che mi sono accorto della lugubre forma solo quando guardando i piedi ho notato un terzo piede penzolare accanto al polpaccio di quello alzato! Girato attorno alla statua ho visto il resto del corpo-mantello! Per fortuna è una statua e mancavano i colori, ma per quelli c’erano bellissimi quadri dalla dimensioni spropositate sulle pareti.
E poi il tetto..quel cavolo di coso altissimo mi causava degli effetti ottici da far mancare il fiato come se mi si stesse rubando l’anima..che grandi communicatori i cristiani, credo sarebbero dei grandi pubblicitari!
Mi ricordi, in ordine:
a) i dannati nel ‘Giudizio universale’ di Michelangelo;
b) la statua di San Bartolomeo scorticato di Marco D’Agrate;
c) le questioni che Biuso ha sollevato in un topic del suo forum.
Riciclando questo post pasquale, non posso fare a meno di linkarvi al sito (inesistente tre anni fa) di JAM Montoya, l’artista della crocifissione con erezione.
[...] Pasqua si sa, è la festa del sangue, della carne, del corpo martoriato e [...]
Ah già: quella era un’altra immagine della stessa sessione di scatti…
Trattasi di “Cristo alla colonna” a Biancavilla.