Coa-cervo d’aprile

Prova. Bene. Rieccomi dopo tre settimane. Aprile. Oltre un mese dal ritorno dal viaggio. Hm.


Bah. Ma dico, io: è mai possibile che abbia avuto almeno una decina d’idee per l’incipit di questo nuovo, importante (?) post, e adesso, davanti al pc in atto da digitense, il nulla? Cioè: nemmeno il nulla – come è stato per gli scorsi giorni, che di fatto non ho scritto – ma l’insipido, l’insipiente. Mah: /me delude sé stesso. Ah: che poi, il nulla nemmeno esiste. Forse.


Cosa volevo fare? (Fare? Scrivere, semmai.) Una sorta di ricapitolazione di quel che è stato di (in) questi venti e passa giorni. Ma a cosa servirebbe? Il grosso lo sanno tutti. Almeno il grosso di ciò che è successo a livello internazionalcomunicativmediaticmasstelematico. Un mese che s’è aperto con gli occhi (anche elettronici) di mezzo mondo (ma ne siamo sicuri? Quanto fregava di tutto ciò ad un etiope senzapane e ancor più senza tivvù ma che prossimamente riavrà il suo bell’obelisco nuovamente a vista?) puntati sulla morte del papa. Ovviamente, continue rubriche aperte sui peli del Papa. Non proprio su tutti, ma almeno su una buona parte…


Poco da dire. [Le parole che seguiranno dopo chiusura parentesi quadra sono ricopiate paro paro (o ‘passo passo’?) da un incipit che è di raccordo tra due eventi guizzanti d’aprile.] Non sono solito guardare la televisione. Sul serio: se eccettuiamo i Simpson, la Gialappa’s, Markette e qualche qualsivoglia meteo – ma visti solo se capita, e vi assicuro che capita di rado – non guardo tv. Ciò non mi esime dal possedere un televisore – anzi, in casa ne ho addirittura parcheggiati due. Sapete, non sono contrario allo schermo del televisore: se ne possono fare usi carini. Specchiarsici. Vederci un bel dvd. Avere una tappezzeria rumorosa per coprire l’insistente miagolare del gatto. E poi, può capitare, una volta l’anno, di accendere il televisore e trovarvi dentro qualcosa di carino. Luttazzi che intervista Travaglio, Benigni che legge il Paradiso, Fo che parla di Caravaggio: cose così.


Bene: l’altra sera una speranza del genere era sopita nelle pieghe dell’oblio cosciente e coatto, come sempre: si accendeva la tv per trovare un meteo, circumnavigando tra arcipelaghi impantanati di fede cattolica e isole fatiscenti di elogi al Grande Karol, piuttosto orwelliano anzichenò. Ordinaria amministrazione: sono le nove in punto, Vespa che pare il Papa, Giompolsècond che pare un mascherone imbalsamato, Wojtyla che era dieci anni più giovane e parlava, ste cose qui.


Abbiamo il minitelecomando universale, di quello che ha solo il più e il meno per programmi e volume: più, più, tre. Sigla di Ballarò. M’aveva sempre detto signora che si tratta di un programma carino. Bah: lei si sofferma per la sigla; io intanto impreco già per farle spegnere la scatola. Gene Gnocchi che fa il cronista o politologo o giornalista, che festeggia annunciando i risultati delle elezioni, e cose ‘divertenti’ così. All’improvviso, un fotogramma. Un sorriso.


Un fotomontaggio. Un’illusione. Perché interferiscono il siparietto di Gene Gnocchi con immagini di un tizio sorridente? Perché il tizio sorridente è il (mesto?) capo del governo? Blasfemia? Vogliono proprio fare una cattiva fine?


Schizofrenia. Spunto DUE – ricopiato dagli archivi – finito. Post dove dovevo enunciare alcuni prossimi interventi, o anticiparli, o anzi farvi parte(cipi) dei pensieri di cose da scrivere e commentare. Il TRE è che avevo, tutto in me(nte), un post, un nuovo argomento su “tutto ciò che non avete ancora visto”, o qualcosa del genere. Dalle amabili bambole agli odiosi professori, dagli aggregati di palline ai papi bioetici, dai filosofi temporali al tempo instabile, dalle sorgenti aperte ai gruppi chiusi.


Basti al momento la soprastante sfilza di citazioni criptiche ma nemmeno tanto* di otto (8, che ruotato di 90° diventa infinito, ∞) argomenti che coi due (due o tre?) soprastanti fanno dieci, o anche più. Pazientate.

* I link li ho aggiunti solo dopo…

(Nessun post simile, per ora.)
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2 Commenti

  1. Pubblicato 24 aprile 2005 alle 19:29 | Link Permanente

    AhaHahAH..le palline! Me le ero dimenticate!
    Hai proprio ragione..quel post mi sembra lntano qualche mese invece è passato pochissimo tempo!
    Come vola il tempo!
    Cioé a me sembra ne passi molto invece è solo una giornata o al massimo due!
    Eì forse possibile che sia entrato in una dimensionce che mi consente di “vivere” di più?!

    La pace, la natura e tutto il resto del creato..boh!

  2. Pubblicato 24 aprile 2005 alle 22:15 | Link Permanente

    Oddio, non parliamo di Tempo, ti prego… :-P
    Comunque spero che per “vivere” di più, come scrivi, tu non ti sia gettato in una ‘situazione’ iperindaffarata…

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