Tommy Engineering

E, mentre che c’ero (mentre stendevo schizzi per il case per il rack), penso: perché non progettare pure una cassa? (Pensiero del resto quasi obbligato: dove avrei attaccato altrimenti tutto quel popò di roba? Nella Behringer BG412S?) Nel web, chi cerca trova: mi documento più che posso, e così esce fuori st’idea semiseria di assemblarmi una 2×12. Compilo liste indefinite ed interminabili di roba utile o necessaria al progetto, valuto costi e difficoltà, pro e possibili inconvenienti. Questo a febbraio. Passano i mesi: non è facile procurarsi tutto l’occorrente, a partire già dal legno (o betulla o morte mdf, è lo slogan dei costruttori di casse); mettere da parte i soldi per due coni è un’altra impedenza (!) non da poco. Passa marzo passa aprile (due mesi quasi anonimi, quest’anno). Arriva maggio, e qualcosa si sblocca. Se la gestazione è durata tre mesi, il travaglio ne impiega uno intero: ma alla fine, posso ben firmare con sommo orgoglio la baffle (beninteso all’interno), apponendovi trionfalmente la data 11/06/06.


Due Celestion Vintage30 in una cassa nemmeno troppo vagamente ispirata ad una Mesa Recto: suono massiccio, intubato, poderoso, straripante di bassi vibranti (anche troppo). Soddisfazione e sfinimento; pensieri di bissare il successo costruttivo si intrecciano a promesse di non assemblare mai più una cassa (fosse solo per la stesura della pelle…). Bah: vedremo. (Prenotàtevi, siòri!)


Desidero ringraziare vivamente anzitutto (e forse soprattutto) il grande Seba, senza il cui sapere gentilmente condiviso non avrei mai messo mano e sega su un vile pezzo di legno; il caro Orlando, prodigo di ottimi consigli nonché di materiale introvabile e irreperibile altrimenti; gli amici del forum di Varini che, pur non conoscendomi (o non riconoscendomi) bene, si sono tuttavia prodigati in indispensabili informazioni; tutti coloro che hanno sparpagliato, tra forum e community varie, notizie utili e validi pareri; infine, last but not least, mio padre per la pazienza, la condivisione dell’entusiasmo, i suggerimenti elargiti… e l’attrezzatura messa a disposizione.

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2 Commenti

  1. Pubblicato 7 luglio 2006 alle 00:05 | Link Permanente

    Mpare ma sei un pazzo!
    Sarei curioso di sentire vibrare questi bassi, ma l’ultima volta sono tornato a casa più rincoglionito che uscito da una discoteca!
    Il tuo salone, più di venti persone che fumavano in contemporanea, tu che suonavi, la sangria, il camino…che serata!

    Beh però a livello fiolosofico è molto nobile quello che hai fatto!
    Bravo!

  2. Pubblicato 14 luglio 2006 alle 20:37 | Link Permanente

    Molto nobile a livello filosofico, dici bene. Io già mi faccio i flashes su quale sarà il mio futuro… :-P

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