Una paranoia, e malattie ed epilessie che non vi dico. Giustificarmi dell’assenza? È un tòpos ormai sfilacciato, attonito. Attacco cavi e svuoto dati quando il vero cavo sono io. Cave cavum: eppure l’altro giorno, anzi gli altri giorni, ero stracolmo: bili e argomenti ben amalgamati. Poi sono impazzito, ma proprio come la maionese. Mi servirebbe una cromoterapia tapìoca.

Novembre, settimane di siccità, funghi sta funcia e cisterna vuota. Ma belle giornate di cui parlerei come se mi saranno interdette per sempre. Belle ho detto? Hm, ‘nsomma. Studi medievistici e infarcimenti pedagogici a parte.

Il pero e il ciliegio hanno ambreggiato. L’ho lasciati quasi spogli, troverò cadaveri.

Tutto ciò mi ricorda un paio cose: che in altri momenti avrei messo una mini photogallery; che dovrei aggiornare la pagina foto (e non solo); che potrei cominciare a sfruttare meglio il mio spazio Flickr.

E poi il rammarico di avere abbandonato Aldo. Chissà se lo ripescheremo.

Ci sono sempre momenti da ricordare e altri da dimenticare. Ma per alcuni il giudizio è difficile. Epurazione delle tracce mnestiche, ristrutturazione e ricoloratura emotiva, questo sì ci vorrebbe.

Un ritocco qua, un’aggiustatina là. Ma siamo già abbastanza bravi a mentire a noi stessi.

L’occhio orbo della Tempra. Avessi comprato i copertoni un giorno prima, avrei evitato il fracasso.

Ma tanto nel frattempo s’era pure già bruciata la guarnizione della testata. Dicesi culo, piangonsi lacrime avare. Post simili:
4 Commenti
Povera macchina…e quante gliene fai passare ogni volta ç__ç
Signù Tummy Davidi, banasira.
Sognu u signù Lu Ceciru e ci vuliva reri na cusa.
Dda machina ca ciavi Vassea iè troppu buna.
Parù mi pari ca ì truppu uliosa e fa fomu.
So ci ntarissa, ci pozzu dari u ma sciccu.
Cheddu se ì appiddaviru bbunu:
nun cunsuma ugghiu, né cupittuna e mancu binzina.
Sulu mangia pagghia, caca, ma nun inquina.
E quannu muri u pù fari a bruru, rustutu a fiddi, a zazezza uo a muttatilla
e ci pò mangiari ppi tuttu l’annu Vassea i a sa Signurinilla.
U vuli vinnotu, ua nu?
Adesso è come nuova – guarnizione della testata a parte -; anzi, col pezzo nuovo e riverniciato (contro ogni mio volere, da buon catanese ferrovecchiaro), è più lucida che nuova…
Signù Lu Ceciru, putìmu fari scanciu si Vassea vuli.