L’altro pomeriggio ho avuto la fortuna di beccare il Biondo, neolaureato ingegnere, su aMSN. Convenevoli, come va, come mai non ci siamo visti quando sei tornato quaggiù, e subito i primi rimproveri da parte sua (per non aver voluto scendere a Catania per beccarlo nel suo breve rientro dalla Capitale: che vuoi farci, sono pigro). Mi becco un “misantropo”: non lo nego, e anzi ne vado fiero. Ma lui mi rimbrotta: pare che il non volermi “fare un giro” e “vedere un po’ di gente” sia estremamente biasimabile. Beh, semplicemente non mi andava di farlo a Catania (ok, dici che sono anche “comodista”. Verissimo anche questo): ’mbare, gli faccio, dopo 7 anni di Catania ancora osi sperperarci tempo? Meglio le vigne. Ma tu dell’essere scappato da Catania (in cui ricaschi: eh, l’amour…) e dalla Sicilia (in cui tornerai: la nostalgia…) te ne fai un vanto (eppure lo sai che tutto cambia): devo sentirmi in colpa per essere ancora qua?

Quel che però m’ha fatto davvero inkazzare è stata questa frase: «dato che nn credo piu nella ricerca interiore ad oltranza… hanno inventato il mondo …e mi sa che lo conosci poco». Mi si formulano subito due pensieri in mente (ma li malcelo nel seguito della discussione): uno, chi ti dice che chi si dedica alla “ricerca interiore” non conosce il mondo? e due, saresti tu quello che conosce il mondo?
In realtà poi l’asserzione del Biondo è così ricca di spunti, che in successione ho pensato pure che distinguere ancora tra ricerca interiore ed esteriore (mente e mondo) è assai stupido (a me sembrano due modalità di una stessa cosa. Spinoziano? Un pochino…), che il mondo lo inventiamo e reinventiamo noi momento dopo momento, nel tempo e coi significati (heideggeriano? Un pochino), e che la conoscenza del mondo è per definizione impossibile, e anzi lo stesso concetto di mondo è indefinibile e contraddittorio (kantiano? Un pochino).
Comunque, gli dico, guarda che ho smesso di cercare dentro me stesso.
Cioè l’ho sempre fatto (anche se l’occhio che guarda nel teatrino cartesiano della mente è un’immagine ormai svilente) e non l’ho fatto mai. Ma adesso il mondo, coi suoi detestabili problemi e la sua acre sofferenza, sta davvero invadendo la mia mente, e quindi, usando il becero linguaggio dualista, ho apparentemente smesso di spulciare la psiche, frastornandomi soverchio delle cose di fuori.
Oso dirgli che «se il mondo è una rete di relazioni sociali e di significati, preferisco immergermici il meno possibile».
Ho un carattere alquanto asociale: che posso farci? Del resto per lui il mondo è persone da conoscere; per me, idee da metabolizzare. E peraltro io so che uomo senza mondo non esiste: fuori di esso, fuori dal tempo, non si vive.
E do fiato alla mia disperazione per l’imminente futuro facendogli notare che «so che un giorno dovrò scendere a compromessi con la merda del mondo, ma per il momento rimando».
Ho anche le idee un po’ confuse. Forse proprio per questo ammetto di buon grado di “non conoscere il mondo”. In fin dei conti ho sempre avuto un’acuta e dolorosa autoconsapevolezza.
Ma ecco cosa mi rinfaccia il Biondo: «so solo che tutte le cazzate congetturate seduti su una sedia lasciano il tempo che trovano nella vita».
Lo dici a me? Io che ho la finezza di distinguere le Grandi Cazzate Congetturate dalle Vere Cazzate Compiute? La sedia può essere la stessa: è l’uomo seduto che cambia. (Presunzione da Filosofo e/o frustrazione contro l’Ingegnere? Può darsi.)
Gli replico, velenoso: «peccato che poi si campa comunque di cazzate fatte su una triste sedia d’ufficio».
Questo è stato un colpo basso, probabilmente. Però ammetto che forse non farò una fine diversa – io! con la mia dolorosa consapevolezza! – per cui è meglio non infierire.
Il Biondo vuole approfondire, e mi chiede se la mia opinione derivi dalla televisione o dall’averlo vissuto.
Non capisco se sta ancora parlando della vita e della conoscenza del mondo o piuttosto del magico mondo dei cubicoli. (Ok: sgamare Messenger nelle ore di lavoro lo rende senz’altro meno triste: quasi t’invidio.)
No, caro: vedi, nonostante l’abbia più volte difesa (e quasi me ne pento), non uso la tv per farmi un’idea del mondo, ci mancherebbe.
L’importante, di fronte alla tv, è anche evitare l’effetto della “terza persona”: non tutti sono automi; il non-io non è nulla e non è meno di me, è semplicemente altro – né più alto, né più basso.
Biondo: «a me mi sa che deriva da una presunzione tutta siciliana di sapere cosa c e fuori senza mai averlo visto».
Penso io del suo atteggiamento, ma non glielo dico per eccesso di cortesia: «a me mi sa che deriva da una presunzione tutta siciliana di sapere cosa c’è fuori avendo visto solo mezza cosa». Che volete farci: il picciotto è a Roma…
Scendiamo in scambi di battute triviali aventi come oggetto la Verità (io la conosco, io no, io meglio di te perché la cerco ma non a casa mia e blablabla). La mia posizione finale, la mia Verità Ultima, è che «io non credo alla verità, dunque non necessito di cercarla: io credo alla quiete, alla pace e alla calma».
Eh sì, perché questi suoi, e di tanti altri della mia generazione, mi sembrano affanni adolescenziali, ultimi sprazzi di vita di gente che comincia ad avere i primi miseri mezzi – parallelamente perdendo il tempo e la libertà – e che dà sfogo a smanie che la vicinanza dei genitori e la ristrettezza del contesto non gli hanno mai permesso. Sarà che in questi ultimi anni io sono stato abbastanza fortunato, sarà.
Giustamente mi chiede se aspetto la morte o cosa.
Ma sai che ci penso spesso? È che sono codardo e curioso… (No, Biondo: non aspetto la morte, mi accontento dell’ozio, per adesso.)
Ha capito? Forse: «capito… aspetti serenamente che gli anni si consumino guardando sempre lo stesso muro e rimurginando su avventure mentali prodotte da qualche irreale nuova lettura, e cosi?». Può darsi.
I mesi li sto davvero lasciando consumare, da un paio d’anni a questa parte; appena cambio muro mi angoscio perché perdo la serenità; quando invece cambio pensieri e letture gioisco. Sono malato? Dovrei chiudere i libri e aprire la mente (per farla svuotare, come direbbe l’ottimo Raciti)? E se sì, l’unico modo per essere nel mondo è conoscere albanesi e pugliesi a Roma?
Torno al bramato otium, «anche se è poco possibile in questo mondo occidentale che ami tanto e che ti permette tante belle esperienze». E lui: «io non lo amo… ci vivo». Dici bene? Dici male? (continua…)
P.S.: Ciccio, senza astio, sia inteso. Solo divergenze di Weltanschauung.
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40 Commenti
Poscritto: in realtà il Biondo l’ho ormai beccato parecchi pomeriggi fa (credo fosse luglio), e dunque scrivevo le suddette parole qualche settimana fa. Inutile specificare che ho in parte mutato idee e visioni (ma solo in parte).
Inutile che ciascuno voglia far valere le proprie “verità”.Il punto è meno filosofico ed esistenziale di qnt appaia: tempi diversi, iter diversi, metodi diversi.
Se vale qsa il mio parere, beh sappiate che prima o poi la vita riserva il contrario di ciò che ci frullava in testa.
Per me vale sempre la lezione del mio buon Orazio.
(Tomasè, qua tutti partono, noi restiamo…che facciamo?
ah ah ah)
Meeeee, la chicca battiatomane….ecchè l’avevo vista?
Il contrario, l’esatto opposto? Non inquietarmi… Non sempre una strada alternativa va in tutt’altra direzione.
(Noi restiamo, appunto – finché possiamo. Che stai facendo? Eheheh…)
Che faccio? Doposcuola per giovani liceali e consulenza per neouniversitari.
Ma tu tunnasti?
Ci manca la chiacchierata, ci manca…
Torno, vado, ritorno e rivado e riritorno. La quiete e – ci vuole – la chiaccherata? Ad ottobre, spero. Facciamola finire, quest’estate…
L’estate finiu…
Dici?
Appunto. Io parlavo dell’estate “metereologica”. Ma se vogliamo proprio essere precisi, allora ok.
All’equinozio venturo.
Metereologica?
Dormivo…Ah come sei dolce!
Bleah! (linguaccia!)
Mai calare l’attenzione.
(Questa è una linguaccia.)
Ni sintemu! Al prossimo fine settimana. Ti saluto la capitale (de noantri).
Cioè stai andando a Roma, farabutta?
Ma chi capisti! La capitale delle nostre zone, cioè Catania…Cmq sono tornata oggi per impegni paesani.
Magari Roma…
Magari… Ciccio c’è (e vedi un po’ cosa dice della capitale catanese…).
Per ora chissu c’è e chissu ni pigghiamu!
I miei progetti allo stato attuale non prevedono l’espatrio. Se poi ci sarà necessità, allora ci si mobilita.
La valutazione deve essere fatta a 360 gradi: solo dopo un’accorta ponderazione(anche basta su fattori personali)
si può affermare: “Prendo lascio parto, addio paese schifoso!”.
A ciascuno la propria storia, la propria scelta.
Non somiglia al vecchietto della storia infinita?
Ma si dai, quella coppia di vecchietti che salvano Atreiu (chi scusa?) e il fortunadrago e che litigano sempre e mangiano serpenti?
Miryam: ovviamente attendo anch’io la necessità (tanto Penìa quanto Anànke): il timore è che essa sia più vicina di quanto possa pensare. (Purtroppo al momento l’analisi costi-benefici non mi dà risultati inequivocabili: mi suggerisce solo di attendere…)
Variazioni: caspita, io oltre al drago bianco volante e all’immortale sigla non riesco a suscitare nulla dalla mia fetente memoria… Però, come avrai letto (o forse no), ad un vecchio dovrei assomigliare più io che lui… (almeno a detta sua è così).
http://www.pellicolascaduta.it/images/film/storiainfinita00.gif
E’ il vecchietto sulla destra.
Uh.
Troppo vero!!!Ma io qsta somiglianza l’avevo colta da tempo, dato che conosco Ciccio da una vita.
Anche prima di te, Tomasello.
Ah, volevo informarti della mia “testimonianza”: ancora non è comparsa però credo sia stata registrata.
Tu che mi dici? Forse si è dispersa nella rete…(ahahah)
No, no, l’ho appena approvata (grazie!).
Spero di esser stata esauriente in quello che volevo dire dei tuoi scatti(dopo averli osservati tutti attentamente).
Ne attendo nuovi, ok?
Bye!
Esauriente anche oltre i meriti.

Io attendo ancora il portatile…
(Poi però verranno gli scatti autunnali!)
Non ci sono dubbi ,quell’uomo lì accanto a tommydavid è il vecchietto della storia infinita.
Suvvia ragazzi, un po’ di serietà…
(Comunque, se anche il sig. Sillitoe è di quest’avviso, non mi resta che fidarmi.)
In mojto veritas mbare.

(che faccine del cazzo che escono fuori nevvero?)
Specie se quello di tua madre…
(Sì, da ubriachi escono fuori davvero faccine del cazzo. A proposito, non oso mostrare le altre foto di quella sera alla laurea del Biondo.. Forse un giorno…)
Bravo,non mostrare proprio nulla…che serata…
Ma qst mojito fatto in casa lo vogghio assaggiare macari io…è famoso…
E sì che ce ne sarebbe roba da mostrare… (Anche tua, non illuderti.)
Appunto. Buschi coppa se fai la spia!
Da te? Pfui…
(E sì che qualche scatto degno di Flickr ci sarebbe…)
Ti rompo le corna! Mi sottovaluti…
Non ne ho.
E’un modo di dire
Ni muvemu?
Sono tonnata.
Sassa. Tonnata.
Tante cose fresche e profumate.