Anche quest’anno giunse San Placido, puntuale come le bellissime tasse e i voli del guardasigilli, e per il secondo anno consecutivo sono lì a farvi da cronista mediatico – l’unico, che io sappia, della sfera digitale (e me ne vanto pure). Festa breve ma intensa: specie per chi, come me, ha fatto capolino per le vie cittadine soltanto nell’ultimo giorno (quello dei grandi spari), nelle ultime ore, negli estremi tediosissimi minuti di commiato dal benedettino sacro, logorato da migliaia di stimoli di solite vecchie cose.

Sì, mi sono annoiato come non mai. Le mie riserve e perplessità su una festa sempre uguale e sempre più scialba le avevo espresse già l’anno scorso; adesso voglio ulteriormente elaborare alcuni spunti che non avevo esplicitato bene, vuoi per reticenza vuoi per timida mancanza di convinzione. Prendiamo la principale attrazione pagana della festa: lo spettacolo piromusicale (marchio registrato). Quello davvero non trova giustificazione alcuna (a parte quella di essere divulgato davvero in presa diretta da Video Star). Lo connotavo già un anno fa come kitsch all’ennesima potenza; adesso, oltre che come eterna prosperità della ditta Vaccalluzzo lo vedo anche come esibizione politica di (pseudo)potenza e di generazione di (scarso) consenso. Sarò più chiaro. Abbiamo sentito tutti le malignità e i sussurri di chi preconizzava l’assenza della Festa (astannu nenti festa!); tuttavia abbiamo (avete!) tirato un corale respiro di sollievo quando il Sindaco ci ha prontamente informati dal nostro canale preferito che, nonostante il ridotto budget, la Grande Festa dei Biancavillesi Tutti si sarebbe fatta, perché s’ha da far. E quel risicato fondo monetario, quel tesoretto sulla cui provenienza si favoleggia invano (fondi del Comune? sovvenzioni della Provincia? stanziamenti della Regione? Bah: sempre soldi nostri erano…), non è tuttavia stato abbastanza ristretto da non farci permettere l’ennesima moschetteria a suon di musica più o meno classica: il Nessun dorma, l’O fortuna, timpani e tonfi a tempo… Le solite cose, insomma. Per fortuna ci siamo risparmiati l’insopportabile intermezzo new-age. A memoria sarà stato lo sparo musicale col record di durata negativo: una decina di minuti di strazio in meno. Menomale.

Ma io non ci sto. Sarà durato venti minuti anziché il doppio, ma ciò non toglie che quando io guardo un fuoco d’artificio non vedo uno sfavillio di luci colorate inframmezzato da botti sonori, no: io vedo salire in cielo e andare rapidamente in fumo centinaia di euri, in rapida e fragorosa successione. Sono iconoclasta? Sono l’unico a pensarla così? Certo non il solo al mondo (ah,

Ad ogni modo devo dire che mi aspettavo di peggio. È stata una festa discreta, è innegabile; una sobrietà all’insegna dello sgavito, dell’economia, della gestione della casa e cosa pubblica. Torniamo dunque al contesto politico – perché, come non mi stancherò di ripetere, la festa è occasione politica per eccellenza, passerella di devozione istituzionale e sfoggio di pietà filoclericale. No, non ho seguito il fercolo, nemmeno alla lontana. Probabilmente ci saranno state le alte rappresentanze del Potere Biancavillese ad aprire il corteo (senz’altro c’è chi è più devoto di me). Forse c’è anche stata più gente dell’anno scorso: che importa? Biancavilla “riabbraccia” (che retorica da De Amicis…) il suo Santo Patrono con immutato affetto. È l’aspetto religioso che conta, no? Ma la questione è più sottile (e subdola, specie per loro). È ideologica anzitutto, e programmatica in secondo luogo. Perché della crescente profanizzazione di questa festa (paganamente religiosa solo per necessità o per mancanza d’alternativa) l’attuale Giunta ha un ruolo non indifferente. Cosa del tutto inattesa da parte di politici cattolicissimi, di partiti cristiani anziché no, di gente nota per croci e crocifissi.

Mi chiedete delle soluzioni. (Dovrebbero chiedermele dal Comune, come minimo.) Siete stanchi delle solite critiche più o meno fondate. Beh, un paio di spunti di riflessione li butto giù qui, veloci veloci. È davvero triste che un professore e un estimatore (di musica ambedue) non sappiano proporre di meglio che queste pacchianerie, questa paccottiglia fragorosa e insopportabile. Ho sentito dire anche di spettacoli regional-popolari nei giorni passati: quelle cose di bassa lega che vanno tanto nel catanese, che fanno ridere cani e porci (ma solo quelli). Questo è il paternalistico abbraccio dei suddetti campioni culturali verso i concittadini biancavillesi, sudditi ignorantelli e pureddi. Chiediamoci piuttosto: dov’è il Jazz? Sì: quel genere musicale che, con delle mirate rassegne, qualche anno fa cominciava ad attecchire e fiorire nel nostro territorio. Sì, il genere prediletto dal Nostro Direttore Artistico e ottimamente (e frequentemente) praticato da suo figlio. Hanno ammazzato il Jazz (il Jazz è vivo, ma non qui). Hanno stroncato sul nascere una cultura che avrebbe potuto migliorare città e cittadini. E non mi dite che non c’erano i soldi! (Che poi i jazzisti si sa, si accontentano di poco.) Al suo posto, pronte risate e facili violini (che è già tanto). Al suo posto, quel polpettone, quella sparatoria con facili arie (con la segreta speranza che possa educare il biancavilloto alla musica classica, anche se Orff tanto classico non è, e Pavarotti, pace all’anima sua se è riuscita a volare fin lassù, è ormai patrimonio nazionale riconosciuto e tutelato). Ma del resto l’elettore non si può scontentare, nemmeno in tempi di vacche magre: lo sparo è sacro più del santo.

Speriamo solo di non dover ricordare (o rieleggere, chissà) Nostro Sindaco di Alleanza Nazionale e la (poco) fedele corte al suo seguito per tali politiche piromusicali (nel senso esatto e letterale che incendiano le Muse).

Come? Dite che parlo male di ’ste manifestazioni e poi vi sparo un intero servizio fotografico? Mentalità dritta, miei cari. Vi do (anche) quel che volevate. (Tanto parecchi di voi si saranno fermati a contemplare le foto e le animazioni, e nient’altro.) E scusate se mi contraddico: sono vasto, contengo moltitudini… Post simili:
6 Commenti
Ahi Tomasello, i nostri paeselli gemelli soffrono delle stesse sciagure…Ma se le briglie stanno in mano agli incapaci che vuoi che facciamo?
E poi diciamocelo: conosciamo i nostri polli, tutti “polli”, appunto (“La gallina non è un animale intelligente…”).
E’ mai fiorita una organizzazzione “illuminata”(nel senso filosofico e politico del termine) dalle nostre parti?
Tutti pecoroni, tutti plebei, bleah!
Scusa lo sfogo ma io non ho alcuna stima dei miei compaesani, e tu?
Caro David, sei proprio rimasto abbagliato dai fuochi e non hai notato due aspetti importanti della festa politco-popolare:
1 Il manifesto delle funzioni religiose della festa del sindaco prof. Mario Cantarella (citato innumerevoli volte nel manifesto);
2 Il nascere di una nuova confraternita di “S. Placido”, che va ad affiancarsi a quella della “Madonna dell’Elemosina”, nata qualche anno fà, costituita da molti “politici pii”.
La festa in sè non l’ho vista, quindi non entro in merito, ma sento che qualcuno potrebbe, in futuro creare la confraternita di “S. Zenone”, perchè no?
In fondo era il primo patrono di Biancavilla, a cui non si fà la festa (gli è stato fatta nei sicoli scorsi).
ciao
P.S. a proposito, oggi le primarie: (segue su: http://www.etnarossa.splinder.com)
Miryam: un filosofo, un politico o anche soltanto un filantropo devono avere stima dei propri compaesani…
Piero: non sapevo della nascita di tale nuova confraternita in quanto non sono per nulla addentro le faccende religiose paesane; immaginavo tuttavia la formalissima e immancabile adesione del politicume paesano alla consacrazione religiosa (ma anzitutto realmente secolare). Avevo visto il manifesto dell’ultima Pasqua ma non questo di San Placido. Non ci resta che apprezzare la pietà del Sindaco.
“Non ci resta che apprezzare la pietà del Sindaco”, FORSE?
Ma …., pare che, è meno apprezzata la sua attività amministrativa, anche dei suoi stessi alleati.
Bella riflessione sulla nostra festa del paese, manco da qualche anno e pare che non mi sia perso niente,… a parte forse la confraternita…che non può essere tale giuridicamente ma è solo una semplice associazione, ancora fanno gli spettacoli piromusicali che non sono buoni neanche come novità,gli amministatori locali fanno la loro bella sfilata, i soliti cosi, però commentati originalmente. Complimenti e spero che continui ad aggiornarmi sulle novità del tuo blog. Ciao. Alfredo Catalfo
Visitate il sito ufficiale dell’Arciconfraternita Maria santissima del Rosario di Biancavilla
http://ssrosario.altervista.org/index.html