Li scrivo ogni anno o quasi (2007, 2006): perché disperdere quest’amara consuetudine proprio adesso? So a priori che quanto mi propongo verrà puntualmente disatteso, e ciò mi causerà solamente ulteriori frustrazioni (oltre che inevitabili riproposizioni, di anno in anno, di progetti e prospetti). Tuttavia sono convinto di un paio di cose. La prima è che ognuno, alla fin fine, fa quel che vuole – tranne se è in qualche modo impedito, si capisce –: dunque, se non faccio un cazzo e poi mi lamento, è perché tutto sommato amo non fare un cazzo e lamentarmi piuttosto che rompermi il culo e tacere o godere. La seconda è che l’autoconsapevolezza, causando insoddisfazione, è la miglior molla al mutamento. Con queste consapevolezze stilo il decalogo 2008 dei propositi, stavolta più vaghi e comprensivi del solito (a meno di scendere nei dettagli concreti nelle brevi note esplicative).
1: laurearmi. È priorità assoluta. E poi non ho altre scuse. Proprio per questo non aggiungo altro (e non dovrei pensare ad altro, almeno fino a metà anno, alla meta).
2: leggere. Questa è una costante dei miei propositi. Niente cifre quest’anno: tuttavia, entrando nel vivo della tesi (e attendendo il post-laurea), al mezzo centinaio dovrei davvero arrivarci stavolta, entro l’anno.
3: scrivere. C’è il blog. C’è il portatile, anzitutto e finalmente (da un anno ormai). C’è la tesi, ed eventuali ricerche e recensioni. Il materiale per consumare i tasti, insomma, non manca.
4: fotografare. Riscoprire questo nuovo, vecchio hobby alla luce delle nuove tecnologie digitali, hardware e software. E magari imparare nuove tecniche e vecchi trucchi.
5: suonare. Suoni e tecniche di chitarra, al solito. Magari decidendomi finalmente ad incidere i frutti del lavoro, passando da musicista a produttore (di me stesso).
6: dipingere. Che sia su tela o su schermo, utilizzando pennelli o tavoletta grafica, devo riprendere l’arte pittorica, così a lungo negletta.
7: cucinare. Eseguire e ricreare ricette, imbastire gustose varianti, sottoporre al giudizio altrui piatti e vivande. E mangiare e gustare, sognando menù e ristoranti.
8: studiare. La storia della filosofia mi attende ancora, ogni anno di più ma questo in particolare. E poi praticamente tutti i soprastanti propositi richiedono studio ed impegno…
9: sperimentare. Immergermi in attività nuove ed atipiche per me. L’obiettivo è produrre qualcosa di concreto e di nuovo, riscoprendo e riprogettando collaudate forme.
10: guadagnare. Fare fruttare gli esperimenti, perché no? Per il resto, part-time e poco altro, prima di arrendermi alla manovalanza sottopagata…
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8 Commenti
Ok: quest’anno non ho tratto le somme dei propositi dell’anno scorso. Diciamo che è frustrante. Diciamo che li ho realizzati circa al 35%. Circa.
Allora ti auguro un buon 2008: che tu possa realizzare ben più del 35% dei tuoi propositi.
Grazie, speriamo bene! Il problema è che il punto 1 vale ben più del 10%…
Certo! Buon lavoro allora! (Spero anche io di riuscire in questo intento…)
Davide, tu sì che sei un impavido.
Io ogni anno mi dico: qul che viene, viene. Non ho il coraggio di stilare buoni propositi, anche perchè ho appunto il timore di rimanere fortemente delusa.
Sono convinta che quest’anno incipiente recherà bottino buono. E sai perchè? Perchè è un anno pari…
Buon 2008, in bocca al lupo.
Ma veramente quella che gli anni pari siano i migliori è cosa mia…
Ormai i miei propositi vanno presi come linee guida dell’immediato avvenire ma, a parte tutto, ci spero. In realtà so che le cose andranno diversamente, e forse presto scriverò a riguardo. (Anno pari un corno! Sarà l’anno della rovina.)
Infatti, nn è mia.
Io avevo citato te…
Forse ho sbagliato tutto…