Riscoprir la radio

Un giorno sei in macchina, vuoi ascoltare qualcosa ma non sai che compact fish disc prendere (e in realtà non sai nemmeno cosa ti andrebbe d’ascoltare; eppoi estrarre un cd dalla custodia mentre guidi non è il massimo della sicurezza…). Distrattamente ti ricordi che l’autoradio ha anche, pensa un po’, la radio: solo che non l’hai mai provata. Dopo due anni, è venuto il momento.

Scopri così che puoi trovare, conoscere e ascoltare nuova musica classica (e non) del tutto gratuitamente.

Poi scopri anche che l’informazione radiofonica Rai è tutto sommato accettabile, e varie spanne al di sopra di quella televisiva (ma basta poco…).

Scopri che lo sberleffo al Governo è all’ordine del giorno, e che forme d’espressione satiriche trovano una rapida via di fuga nei vari programmi radiofonici.

Scopri che Fiorello riesce a farti ridere ancora, e non c’è motivo di vergognarsene più che di vedere La Russa ministro della guerra.

Scopri che Odifreddi parla quotidianamente di evoluzione e religione, e non si limita dunque a confuse apparizioni televisive oracolari.

Scopri che la Bonaccorti non è soltanto una signora attempata e stiracchiata che sa parlare solo di cuccioli1, ma anche un’affabile conduttrice che sa intavolare discussioni pacate e sensate con ospiti illustri e comuni spettatori.

Scopri che puoi trovare facilmente dei suddetti “ospiti illustri”, dato che per andare in radio basta un telefono e un quarto d’ora di disponibilità – niente trucchi e niente prove, a tutto vantaggio della spontaneità, dell’immediatezza e dei contenuti.

Scopri dunque che qualche forma di approfondimento culturale e informativo mediale e – potenzialmente – di massa è ancora possibile, anche qui in Italia.

Radio pseudoantica
Una scoperta meno lieta è stata invece quella che non esistono apparecchi radioriceventi strutturati come un comune televisore. In altre parole, non si trova da nessuna parte una radio da tavolo possibilmente di marca2, con altoparlanti decenti, sintonizzatore digitale (la rotella è troppo imprecisa), stazioni memorizzabili e magari dotata di telecomando3. Non c’è proprio verso di sostituire il televisore della cucina (che s’è scassato definitivamente, per fortuna) con qualcosa di più utile4! Lo so, è un complotto. Ci (li) vogliono ignoranti e teste quadre. Perché, nonostante abbia osato difenderla (ma più nella pura teoreticità formale che nella sua scadente incarnazione reale5), la televisione ha davvero esaurito il suo compito emancipatorio nei confronti del popolo italiano: tutto ciò che seguirà è mero regresso.

N.B.: non si può ascoltare la radio senza conoscere le frequenze radio! In particolare, ecco quelle di Catania e quelle di Ragusa.

P.S.: tempo fa scrissi anche di radio via web. Non sono solito usarle, per mancanza di connessione – e anche quando la possiedo, o è cosa fugace o la banda è intasata da eMule – ma sono una gran bella cosa. (Tra l’altro si possono ascoltare via web anche gran parte delle stazioni che trasmettono a livello nazionale: basta cercare come fare sui loro siti…)


Note:
  1. Così sembrava da Buona domenica; e che dire di quando conduceva il mitico Non è la Rai?
  2. Va bene che sono tutte immancabilmente Made in China, ma le varie Sony e Philips non si sognerebbero mai – non potrebbero permetterselo, a lungo andare! – di venderti una patacca.
  3. A voler essere pignolo, altre caratteristiche gradite – anzi d’obbligo – sarebbero la possibilità di alimentazione duplice (da rete elettrica e con batteria) e la presenza di un’uscita esterna (per cuffie o eventuali casse). Chiedo troppo? Forse sì, se pretendo anche di spendere poco…
  4. Non c’è alternativa casalinga all’autoradio – la casaradio. Si trovano solo alcuni pessimi combo (radiocd portatili) per bambini e un putiferio di lettori mp3/mp4 tascabili. Certo, potrei attaccarne uno ad un paio di casse da computer – la nuova fruizione musicale indirizza verso questa direzione – ma non sarebbe la stessa cosa di un bell’apparecchio stabile-portabile…
  5. In altre parole difendevo – specie nel secondo, ignominiosamente incommentato, post – i possibili usi dell’apparecchio televisivo e le potenzialità del piccolo schermo, non ciò che se ne fa nella realtà. Il mezzo, pur con le sue peculiarità e vincoli, non c’entra: bandireste i libri solo perché molti sono scritti coi piedi?
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7 Commenti

  1. Pubblicato 12 maggio 2008 alle 16:24 | Link Permanente

    C’è da dire anche che per adesso sono fermo alle tre emittenti Rai. Mi dicono che Radio Capital non è male (forse perché è del gruppo L’Espresso? Ma anche Radio Deejay lo è…); suppongo poi che per la politica siano stazioni interessanti Radio Radicale e Rai GR Parlamento… Le proverò, appena avrò tempo per sintonizzarmici.

    Quanto alla chiosa finale sulla tv: avete mai l’impressione che la televisione italiana vada straordinariamente peggiorando? (Perché non si crede possibile che, una volta toccato il fondo, si possa scendere ancora più giù!) O lo noto solo io che accendo un televisore assai di rado? (Mediamente un quarto d’ora al mese, di cui dieci minuti dedicati a Santoro…)

  2. Pubblicato 12 maggio 2008 alle 20:41 | Link Permanente

    Ultimamente l’ho (ri)scoperta anch’io e la radio mi ha colpito positivamente. Ovviamente escludendo ogni riferimento alla musica che vi circola, spesso inaudibile (non inaudita).
    A presto.

  3. Pubblicato 13 maggio 2008 alle 23:14 | Link Permanente

    Ma sai che un anno fa e per qualche mese cercai di metter su un radio web? Ma ci volevano troppi soldi ed alla fine ho desistito…

  4. Pubblicato 14 maggio 2008 alle 00:08 | Link Permanente

    Grandissima riscoperta!

    Non ho spesso il tempo per seguire i programmi migliori (o dimentico di farlo), ma su radio rai 3 Fahreneit è un programma stupendo: letteratura in tutte le salse!

    Off-topic: ho la tremenda esigenza di eliminare tutti i post del mio blog per poterne scrivere di altri. Aiuto, non lo voglio fare! Aspetto tempi migliori?

  5. Pubblicato 14 maggio 2008 alle 14:04 | Link Permanente

    @Triad: effettivamente preferisco la classica di Radio 3; ma anche quando le altre due emittenti Rai passano musica “leggera” — invero di rado, almeno negli orari in cui mi sintonizzo io — la scelta solitamente non è stolta. (E ti assicuro che ascoltare un brano dei Radiohead nel programma della Bonaccorti fa un certo effetto…)

    @Cateno: soldi per cosa, per la Siae? Dando un’occhiata alla recente Guida su come creare una Web-Radio mi è parso che lo si possa fare gratuitamente… A patto ovviamente di non trasmettere materiale affetto da copyright!

    @Giofilo: cercherò di seguire anche questo programma, grazie per la segnalazione! Quanto al blog… beh, perlomeno rendi i post privati, se proprio vuoi toglierli dalla rete. E mandami un backup. ;-) Ok, scherzo. Fa’ come me: aspetta il post-laurea per ristrutturare la procrastinazione. :-D

  6. Pubblicato 14 maggio 2008 alle 19:42 | Link Permanente

    Fantastico… Sarò stato sfortunato io!

  7. Pubblicato 15 maggio 2008 alle 02:21 | Link Permanente

    No, ho presente cosa intendi: quell’impatto inevitabile con le radio “da compagnia” — da faccende domestiche, o peggio da sala shampoo… :-D

    Intanto vi segnalo un sito con liste FM più accurate e aggiornate.

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