Devo dire che leggendo questo post di Hooverine mi sono un po’ sdegnato. Non meno di quanto mi accadeva in certe discussioni con Galfio, a dire il vero. L’argomento è sempre lo stesso: la disputa dell’analogico contro il digitale, in particolare applicata ai campi della musica (chitarra essenzialmente) e della fotografia. La solfa è sempre quella: tentare di dimostrare la superiorità dell’analogico sul digitale.
Ora, devo dire che in realtà nella fotografia simili discussioni sono meno marcate (almeno ultimamente). A parte quei pochi fortunati fotografi adusi al medio o grande formato, non conosco nessuno1 che sia rimasto ancorato alle 35 mm a scapito degli attuali marchingegni digitali (da 10 MP in su). E nonostante ciò Galfy una sera insistette a sostenere che “la pellicola è migliore”. Ora, da buon filosofo, la intendo logicamente: tutte le pellicole sono migliori di qualsiasi sensore digitale. (Anche i nostri amici sembrano intenderla in maniera totalizzante, senza sfumature né doverosi distinguo.) È vera una simile asserzione? Non ci giurerei. Tanto più se poi la superiorità dell’analogico sul digitale viene inferita con termini vaghi e vagamente qualitativi (ma oramai in gran parte quantificabili) come “calore”, “profondità” e, non per ultimo, “autenticità”.
Altro termine (ab)usato per descrivere il digitale, in fotografia come in musica, è “finto”. Il digitale appare finto. Ma non è mai chiarito in relazione a cosa. La finzione in senso assoluto infatti è rappresentare qualcosa per mezzo del suo opposto (sempre che si riesca a trovare l’inverso della cosa). Nel nostro caso la finzione è necessariamente verso quelle immagini e quei suoni di riferimento. Sembra che il digitale non riesca (ancora) ad emulare quelle caratteristiche originali e vintage2, che a me, veramente, appaiono piuttosto come dei limiti delle apparecchiature d’origine. Cosa significa infatti sostenere che i colori delle foto digitali e i suoni delle apparecchiature digitali sembrano finti? Che sono divergenti rispetto ai corrispettivi analogici di cui si cerca l’emulazione. È vero? Non ci scommetterei definitivamente. Se anche lo fosse, sarebbe un difetto? È opinabile.
Prima cura per simili monomaniaci: somministrare un test alla cieca. Sarò convinto della bontà delle loro affermazioni solo quando appurerò che riescono a discriminare almeno nel 90% dei casi l’esemplare analogico da uno attentamente artefatto digitalmente. (Celebre antesignano di simili pratiche è il test di Turing; per fornire esempi calzanti, ricordiamo che esiste una messe di aneddoti su pretesi estimatori enologi caduti sul vino in cartone.)
Seconda cura: dopo quella sulla similitudine passare alla riflessione sulla differenza. Far capire che dei suoni particolarmente distorti, o dei colori eccezionalmente saturati (caratteristiche che alcuni ritengono tipiche del digitale, quasi fossero suoi difetti congeniti), non sono necessariamente un male. Sono cose diverse – e sovente inottenibili con tecnologia analogica.
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37 Commenti
Non ho mai affrontato la questione tecnicamente (non ho le conoscenze per farlo), ma istintivamente sono d’accordo con te…
Una delle poche motivazioni tecniche (anzi l’unica) addotta da Galfy era: nel digitale si ha perdita di informazione (a causa della discretizzazione del segnale), nell’analogico no. La questione fondamentale però secondo me è: noi ci accorgiamo di questa differenza? Non dimentichiamo che alla fine sono i nostri sensi a giudicare. E non trascuriamo nemmeno il fatto che sentiamo con tutti i sensi — se mi fanno ascoltare un suono dicendomi che è “valvolare” tenderò a sentirlo in modo diverso rispetto a come farei sapendo che è digitale…
ma scusa, eh. io non sono contro il digitale tout court. uso una macchina fotografica digitale, faccio usica elettronica (o quasi) e ho comprato una loop station. io ce l’ho con l’estetica di certi strumenti, e con la velleità di certi tentativi. e con le cover di gimi endrics, sì.
*musica. faccio musica. uah.
Allora perdonami: ho frainteso. Anch’io sono parecchio prevenuto… contro chi (stra)parla male del digitale. (Per la cronaca anche Galfy ha una EOS e qualche pedalino digitale…)
Passi la critica estetica poi (de gustibus: ma la chitarra di Van Halen per te era zaurda?) ma non quella alle cover di Hendrix: se ben eseguito un assolo à là Jimi è una delle migliori palestre per un chitarrista elettrico che non punti tutto sull’incomprensibile velocità.
la chitarra di van halen fa schifissimo. :*
Però suonava superbamente.
questione di gusti. io sono appassionata a questo genere di cose:
http://opbmusic.org/uploads/old2007/10/thurston-moore.jpg
A me quel genere di cose sembrano scomode…
Purtroppo per Galfy, si ha perdita d’informazione anche nell’analogico. Ad esempio, nel campo della fotografia si ha un limite dovuto alle dimensioni ed alla densità dei grani del materiale fotosensibile, limite che per la maggior parte delle pellicole a colori si aggira intorno ai sei milioni di particelle.
Certo, nella fotografia questo limite è ben evidente. (Tra l’altro esistono vari tipi di pellicole con diverse sensibilità alla luce — e non parlo solo di ISO, ma anche di pellicole per luce diurna piuttosto che notturna etc…)
Nella musica un po’ meno, a patto che i circuiti siano ben progettati. Inoltre — e parlo nello specifico di amplificazione per chitarra — le valvole non sono certo note per la loro fedeltà…
tommy, parla ancora male delle valvole e ti spacco la faccia.
Continuerò. Le valvole ci piacciono proprio perché sono infedeli, le puttane, e amano distorcere le situazioni…
Spaccami pure la faccia se vuoi, ma un suono fedele — ovvero pulito e cristallino, o sia gelido e impersonale — lo si ottiene meglio con vili transistor. Spero che su questo concorderai.
(A proposito — ribaltiamo il discorso –, non potresti mai ottenere un fuzz dalle valvole.)
“non potresti mai ottenere un fuzz dalle valvole”
ma che dici? non è vero. poi dipende cosa intendi tu per fuzz. cosa intendi tu per fuzz?
Questo. (Hendrix ne andava matto.)
Un ampli a valvole che suonasse come un fuzz sarebbe come minimo da rivalvolare.
scusa, e il big muff? io non credo proprio che generazioni di garage band abbiano usato ampli a transistor, ma potrei sbagliarmi, eh.
E il Big Muff è un altro pedale a transistor, usato proprio per ottenere suoni che generazioni di garage band non riuscivano a trarre fuori dal loro ampli a valvole.
Comunque, se era questo il tuo scopo, sei riuscita a farmi ammettere a distanza di pochi minuti sia che i transistor sono più “fedeli” sia che sono più “sporchi” delle valvole.
(Ovviamente al solito dipende dal tipo di transistor — o meglio di diodi, nel caso delle distorsioni.)
ah, ma stiamo parlando di ampli che fuzzano da soli. e che c’entra. e comunque non ci credo. il suono caldo, morbido e sporco di un buon ampli valvolare può essere molto fuzzoso, sai?
Per me “caldo e morbido” sono l’esatto opposto di fuzz (il quale a mio avviso semmai è acido). Però “sporco” sì, lo sono sia i fuzz sia le valvole.
ma dipende. certi muri di fuzz dei jesus and mary chain non mi sembrano acidi.
Non li conosco. Rimedierò. (Io col fuzz pensavo più a “endrics”.
)
Per Diana. Sono fin troppo rumorosi anche per le mie orecchie abituate al metal!
Se tu quei fischi lancinanti li chiami musica…
Non ho ascoltato i fischi di cui si parla, ma che pensi dei fischi degli assolo dei Tool? Io li adoro.
Conosco poco i Tool — non a livello di averne apprezzati attentamente gli assolo, per intenderci: solo ascolto distratto in macchina… — ma sono senz’altro più vicini ai miei gusti.
(Il problema è anche che Lei non mi permette più di ascoltare metal. Fosse per lei si ascolterebbero al massimo solo Doors e Radiohead…)
Mizzica in questo post ravviso nei miei confronti un bel pò di violenza: vado per leggermi un pò di sciocchezzuole del mio buon amico Davide e mi vedo sputtanato così…ma tu chiamali amici!!!
Giusto per chiarire la mia attuale opinione in merito: tutto sta nella qualità di ciò che si usa; inoltre al momento (e ribadisco: solo oggi!!!)il digitale è al livello dell’analogico e per certi versi è anche superiore (flessibilità, costo, compatezza…). Si tratta anche di capire però come l’occhio o l’orecchio è stato da sempre abituato: cioè se ho sempre ascoltato musica in vinile mi sarà dura dire che l’mp3 è superiore (nonostante magari poi usi solo quest’ultimi per comodità…).
Poi con tutta sincerità questo mi sembra uno di quei diverbi inutili: ognuno usa e fa quello che vuole secondo le proprie esigenze, attitudini e gusti, la superiorità in assoluto non esiste.
Proprio ieri ho fatto una visita da Merula, grande magazzino musicale vicino Torino, per acquistare un pò di roba, e obiettivamente di cagate pazzesche ne ho visto tante, kitsch dilagante, ma anche una serie di ottimi prodotti (con relativi ‘ottimi’ prezzi). Tutto sommato mi sembra che venga rispecchiata la scena musicale (e si potrebbe stendere il paragone a molte altri campi): molta merda (troppa ahimè) ma anche buona musica, se si ha la decenza di saperla cercare.
Poi è proprio vero che c’è gente che va lì solo per prendersi in mano strumenti (che non comprerà mai) solo per il gusto di sfoggiare le loro ‘doti’ artistiche. Anche io mi sono sentito un pò tale quando ho provato un fender jazz e un music man (che davvero voglio comprare al più presto) e ho incominciato a darci dentro con slap, tapping e assoli veloci: quando ho notato un bel pò di gente che mi guardava (non so se ammirante o infastidita), un pò imbarazzato mi sono dileguato tra la folla…
Che poi mi capita spesso di provare strumenti e non capire se effettivamente mi piacciono o no! uno sta lì a girare e rigirare potenziometri tra ampli e strumento senza capirci granchè; l’unica cosa che riesco a valutare meglio è la ‘fisicità’ dello strumento: l’ergonomia, la manegevolezza, la scorrevolezza… ma a livello sonoro a volte me ne vado a casa ‘chiù cunfusu ca pirsuasu’.
@galfy: Merula è proprio uno di quei posti di cui parlo nel mio ultimo post.
Macché violenza, mio caro: hai o no passato una serata (neanche troppo lontana) a elogiare la pellicola? Cazzo, usala allora! (Sappiamo entrambi benissimo che non scatteremo mai più una foto su rullo da 35 mm.)
Fai benissimo invece a sottolineare che molto dipende da “come l’occhio o l’orecchio è stato da sempre abituato”. Direi che sia nel caso della fotografia che della musica i sensi erano abituati ad accogliere meno dati: meno colori nelle foto, meno armoniche nella musica. Il che non era necessariamente negativo: gli estimatori del bianco e nero o del valvolare non mancheranno mai. Capisco bene come possano essere delusi dalle odierne tecnologie, lucidissime per altri versi ma un poco carenti nell’emulazioni di quei particolari qualia.
Un risvolto che non ho affrontato è il seguente: a me sembra che la smania dei bei vecchi tempi sia un elemento maledettamente conservatore. Credo che i miglori artisti hanno sempre tentato di sperimentare, non chiudendosi mai alle più recenti tecnologie. E questo è valido tanto per Man Ray quanto per Jimi Hendrix (due dei padri delle nostre arti predilette).
Quanto ai negozi non ci ho mai passato molto tempo, come sai. Sarà che preferisco comprare roba usata; sarà che i magazzini dai prezzi miglori sono sempre distanti da casa (e dall’isola nostra cara). Effettivamente, quelle poche volte che ho provato, non mi sono mai fatto un’idea che andasse oltre al feeling ergonomico dello strumento: il suono non c’è mai modo di apprezzarlo (non parliamo poi delle eventuali foto per un fotografo!).
Comunque ti delegherò per comprarmi un po’ di roba che mi porterai a natale. Vorrei prendere questa cosaccia (più per registrare comodamente sul pc via usb che per apprezzarne i suoni). Che te ne pare?
Non è vero, non ascolti più metal perché ti ha stufato, è roba per quattordicenni incazzati col mondo.
e Pink Floyd, e Led Zeppelin e Airplane e Zappa e Hendrix e la pizzica.
Ossidia è a megghiu
Beh, distinguiamo: gli Iron Maiden sono roba per quattordicenni, i Metallica per quelli incazzati col mondo (gente che può essere anche più che maggiorenne). Ma i Black Sabbath (i primi in particolare)? Loro infatti li adoro tuttora. E che dire poi dei Deep Purple, che per te sono davvero metallari? Quel Made in Japan è uno degli album migliori che conosca! (In realtà amo anche il primo album dei Metallica, tuttora. E anche qualche brano dei Motorhead.)
Quanto agli altri ascolti che condividiamo escludo categoricamente la pizzica: che schifezza! Prova ad ascoltarla ancora in mia presenza e io metto Master of Puppets.
I meshuggah a che età si ascoltano?
Oh, non saprei. Non li ho ancora ascoltati con la dovuta attenzione (sempre per merito di Ossidia, s’intende).
Per quanto riguarda la cosaccia: secondo me la rivenderai dopo pochi mesi (come sempre d’altronde)! Anche se potrebbe essere un acquisto carino, considera comunque che è robetta digitale
Beh, non la compro né pensando al lungo periodo (del resto ricordi che avevo un modello simile, qualche tempo fa, e la vendetti dopo poco) né alla bellezza dei suoi suoni. Piuttosto cerco praticità, comodità, economicità, leggerezza… e quella maledetta connessione usb. (Ho provato a interfacciare la Zoom grande al pc, e registrare era un piacere…)
Però confermo che anche tenerla solo come multieffetto per i chorus e i delay non sarebbe male. (Del resto quelli sono effetti solitamente digitali; è raro sentirne di scarsi. Sarà che le nostre orecchie sono ormai abituate a quei suoni…
)
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