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lunedì 17/11/08, 14:03

Geni(tori) egoisti

...dove Tommy dice di filosofia e di racconti, suscitando 32 commenti

Ovvero la Dentista consulta il Filosofo sul tema dei figli.

La Dentista (incontrando il Filosofo dopo un po’ di tempo che non si sentivano): Bella quella tua discussione col lavoro. Ma mi viene voglia di prenderti un po’ a botte.
Il Filosofo (un po’ stupito): Perché?
La Dentista: Perché hai perfettamente ragione a sostenere che non bisognerebbe lavorare per più di otto ore al giorno.
Il Filosofo (lievemente contrariato): Veramente io parlavo di quattro ore. E già quelle mi sembravano troppe.
La Dentista: Va bene, scusami! Comunque condivido il concetto: il lavoro distrae da ciò che è veramente importante.
Il Filosofo: Ne sono convinto.
La Dentista: Ma bisogna pur mangiare, purtroppo, e dal cielo non giunge niente.
Il Filosofo: Mi accontento di poco.
La Dentista: Ma i figli hanno anche bisogno di pannolini…
Il Filosofo (molto stupito): Eh?
La Dentista: …e di un tetto.
Il Filosofo (quasi incredulo): Sei ammattita o sei rimasta incinta?
La Dentista: Vedi, ho tanta voglia di avere dei bambini.
Il Filosofo: Terrificante: pensi già alla famiglia, Ah, l’utero!
La Dentista: Terrificante sei tu che non ci pensi.
Il Filosofo: Ci penso, altroché. Proprio per questo capisco che è soltanto il richiamo degli ormoni, l’orologio biologico come direbbe Lei – i geni egoisti, come sostiene Richard.
La Dentista: Ma sai quanta gioia ti può dare avere un bimbo!
Il Filosofo: Come no. Quanta un buon libro?
La Dentista: Vorrei educarlo bene, anche se non saprei bene cosa insegnargli…
Il Filosofo: Certo: magari poi vien su uno stronzo nonostante tutte le amorevoli cure.
La Dentista: Può essere…
Il Filosofo: E il bello è che il fallimento dei genitori, che nel pargolo avevano riposto ogni speranza e occultato sogni irrealizzati, sarà rivelato appieno.
La Dentista: No, non c’entrano i sogni non realizzati. È che dobbiamo dare un futuro a questo mondo.
Il Filosofo: E perché mai? E soprattutto: che significa?
La Dentista: Senza bimbi non c’è speranza; non ha senso andare avanti.
Il Filosofo: Che bisogno c’è di incrementare il Dolore a questa Terra?
La Dentista: Non c’è solo dolore, smettila.
Il Filosofo: C’è soprattutto dolore, e pochi e rari sprazzi di gioia.
La Dentista: C’è tanta gioia, tanta, solo che ci si abitua.
Il Filosofo: Ci si abitua anche al dolore – ragion per cui non ci suicidiamo, di solito.
La Dentista: Uno non è felice se non vuole esserlo.
Il Filosofo: Come no. Vedi i senegalesi – gli schiavi, i profughi e chiunque sia sottomesso all’altrui volontà involontariamente.
La Dentista: Beh…
Il Filosofo: Sono convinto che la felicità è un’illusione. Solo il Dolore e il Piacere sono reali.
La Dentista: La felicità non esiste come evento cronico, sono d’accordo, ma neanche il dolore.
Il Filosofo: Vallo a dire a un malato di cancro.
La Dentista: O a una madre a cui è morto il figlio.
Il Filosofo: Riecco i figli.
La Dentista: Certo. Si potrebbe vivere senza? Che tristezza!
Il Filosofo: Quel che mi fa dannare è che l’uomo è l’unica specie che può sfuggire all’istinto di procreare. È forse la sua caratteristica più peculiare in quanto specie.
La Dentista: Ma che senso avrebbe non fare figli?
Il Filosofo: La vita deve avere senso per me, al presente – non per i posteri!
La Dentista: Ma perché non poter dare a qualcun altro quello che abbiamo avuto noi?
Il Filosofo: Che egoismo, che tracotanza! E poi, non perché chi mi ha preceduto ha fatto errori devo ripeterli anch’io!
La Dentista: E se avessero pensato la stessa cosa i tuoi genitori? Avresti preferito non esserci?
Il Filosofo: Se non ci fossi stato non me ne sarei accorto.
La Dentista: Quindi secondo te fare dei figli è un errore?
Il Filosofo: Certo. È il nascere che non ci vuole – la tragedia della nascita.
La Dentista: E sarebbe valido solo per te o per tutti?
Il Filosofo: Diciamo per tutti. A mio avviso la più grande causa di dolore al mondo è la sovrappopolazione. (E a ben vedere in realtà è l’Uomo stesso che è Dolore.)
La Dentista: …
Il Filosofo: Oltretutto stiamo mandando il pianeta a puttane col nostro riprodurci forsennatamente.
La Dentista: Sei diventato improvvisamente altruista?
Il Filosofo: No, sei ancora tu a essere rimasta egoista: pensa a che mondo di merda daremo ai nostri posteri. Dovrebbero essercene grati?
La Dentista: Non è colpa degli occidentali se il mondo è sovrappopolato…
Il Filosofo: Lascia stare. Rifletti se mai sul fatto che figliamo per il nostro piacere, senza badare a quello dei figli e del mondo che vivranno.
La Dentista: Guarda che un figlio porta solo sacrifici per i genitori.
Il Filosofo: Sacrifici di cui non capisco il senso.
La Dentista: Se li si fa è per condividere la vita con persone nuove; per consegnare il mondo al futuro.
Il Filosofo: Da queste parti si fanno figli per lo stesso motivo per cui ci si marita, cioè per motivi sociali. Una forma di dovere innaturale insomma: altro che innato!
La Dentista: Ma smettila. Sai quanta merda devi togliere?
Il Filosofo: Io dal mondo? Parecchia. Ma più ancora ve ne verserò.
La Dentista: No: dicevo tu come genitore.
Il Filosofo: È un augurio?
La Dentista: No, una realtà. Pensa un genitore quante notti deve passare senza dormire, a quante serate con gli amici deve rinunciare…
Il Filosofo: Vincolarsi a dolori per piaceri futuri.
La Dentista: Insomma: i figli non si fanno per egoismo!
Il Filosofo: Dici? A me pare che un dei motivi principali per cui molti fanno figli è per farsi pulire il culo quando saranno vecchi.
La Dentista: Non è un motivo poi così sciocco.
Il Filosofo: Infatti vedi ora il boom delle badanti. Nessun figlio vuole davvero ricambiare la merda raccolta.
La Dentista: Beh, io…
Il Filosofo: Tra l’altro i figli hanno la scusa che hanno figli a loro volta, e ti mettono la rumena in casa. Sottopagata per giunta.
La Dentista: …io sono molto riconoscente ai miei genitori.
Il Filosofo: Vorrò vedere. Con la tua vita da dentista iperimpegnata, riuscirai a ricompensarli, o anche tu pagherai loro la donna dell’est?
La Dentista: Io spero di poterli avere sempre vicino.
Il Filosofo: Spera. Ma sappi che i figli sono ingrati per natura.
La Dentista: Certo che sono ingrati, ma ha senso che sia così, altrimenti non ci si staccherebbe mai dalla gonnella!
Il Filosofo: Sì, sì. Vorrò vederti quando avrai già cazzi coi figli e col lavoro, e coi genitori per giunta! Insomma quando affiderai i figli al nido, i genitori all’ospizio, e te stessa all’ufficio.
La Dentista: Certo che avrò un sacco di problemi, ne avrò tantissimi ma non per questo non voglio affrontarli…
Il Filosofo: Buona fortuna allora.
La Dentista: Perché ti arrabbi? Non capisco…
Il Filosofo: Perché sono io a non capire i vostri discorsi. Ma ti assicuro, meglio così. Evidentemente mi trovo in un altro stato di consapevolezza – in uno stadio più avanzato, suppongo.
La Dentista: Sarà difficile conciliare il lavoro e la dedizione ai figli che avranno bisogno, ma sarà quello il mio obiettivo.
Il Filosofo (andando a pranzare con lasagne al forno): Ecco. E al diavolo per sempre il tuo Io – il tuo Esserci. E la tua crescita personale? Uccisa! Sacrificata alla crescita altrui. Ricordati che devi morire!

32 commenti

32 commenti a “Geni(tori) egoisti”

  1. Dialogo più o meno reale (nel senso di: avvenuto realmente). Dite che ho futuro come consulente filosofico? :-D

    Comunque ho consigliato all’involontaria consultante anche due bei libri: Il gene egoista (ovviamente!) e Il mondo senza di noi.

    (A proposito, se anche voi volete consultarmi potete sempre contattarmi via mail o meglio ancora via instant messenger — vedi i contatti tra le faq.)

  2. A te non viene mai il dubbio che il motivo per cui il mondo va così a rotoli è che a riprodursi sono soprattutto quelli con meno senso di responsabilità?

  3. Il dubbio mi viene, ma se ne va appena penso che spesso la responsabilità non è nemmeno propriamente di chi si riproduce, ma delle condizioni in cui lo fa. E non penso solo ai “proletari”, ma anche ai molti borghesi così impelagati col lavoro da affidare i loro pargoli fin da tenera età a nursery e nidi vari (la mia consorte ne sa qualcosa, in questo periodo).

    (Poi però d’altro canto penso che forse è meglio affidare un figlio a un “professionista dell’educazione” piuttosto che lasciarlo in balia di certi genitori.)

  4. Dunque non ti resta che buttarti sotto il sunset limited, o quantomeno leggerlo ;)

    Ehm, critica poco filosofica: perché vuoi privare la tua potenziale prole del piacere di un piatto di lasagne al forno?

    (ps: Uh, vuoi entrare anche tu nel magico mondo delle piccole partite iva?)

  5. Lo metto nella wishlist allora, anche se non ho presente che genere sia.

    Il piacere delle lasagne al forno non voglio condividerlo con nessuno: sono troppo egoista! (In realtà ieri l’ho condiviso coi suo(cer)i: shhh… ;-) )

    Sulle piccole partite iva ci sto pensando sempre più seriamente. Ma non sono il solo (filosofo):-P

  6. bravo.

  7. Condivido quel tuo approdo finale.

  8. A parte il tracotante appellativo di Filosofo e la mancata citazione sulla “tragedia della nascita” :-P devo dirti che – ancora una volta – hai dato fiato (anzi, testo) anche al mio pensiero.

  9. Ok, la prossima volta tornerò a usare nick meno tracotanti e più specifici. :-D (In effetti volevo elevare la discussione a un livello più universale, ma non ci sono riuscito: non ero in vena per rielaborarla — anche perché sarebbe parsa subito fittizia.)

    P.S. Credo siamo davvero in tanti (noi Filosofi :-P ) a condividere simili pensieri. ;-)

  10. Beh, inutile dire che sono in tutto e per tutto con ‘il filosofo’.

  11. Eccone un altro. :-D

  12. Eccone un altro

    Ci estingueremo o cederemo al gene egoista femminile?

    Già vedo piccoli tommyini gironzolare alle vigne :-P

  13. Per adesso gli ovuli ossidiani non scalpitano di certo. :-P

    Devo comunque aggiungere che, se avessimo veramente le palle, ci faremmo vasectomizzare senza pensarci due volte. :lol:

  14. Sunset limited, di Cormac McCarthy (l’autore di “Non è un paese per vecchi”, romanzo straordinario da cui è stato tratto un bel film).
    E’ un dialogo tra un intellettuale postmodernista e un “negro” credente. L’intellettuale tenta di suicidarsi buttandosi sotto un treno perché tanto la vita non ha senso. D’altro canto il negro lo salva perché per lui “la vita ha un senso e questo senso è gesù”.
    Finale a sorpresa.

  15. Oh, ma io non voglio mica suicidarmi! Mi diverte troppo vedere il dolore altrui. :-P

    (In realtà è che il suicidio sarebbe la massima affermazione della vita — o della Volontà, come direbbe Arthur. E in tutto ciò il predicatore nazareno c’entra ben poco… ;-) )

  16. Per adesso gli ovuli ossidiani non scalpitano di certo.

    Non mi va che le mie interiora vengano spiattellate in giro.

  17. @giofilo: “Ci estingueremo o cederemo al gene egoista femminile?”
    è dura, sai? soprattutto quando ci si comincia ad avvicinare ai trenta. è una cosa strana, abbastanza indomabile e intrinsecamente biochimica.

  18. No, alla fine ho deciso: non interverrò sull’argomento.

  19. @Triad: temi che un giorno i figli dell’ombra possano leggere il tuo antico parere? :-P

    @hooverine: quel che si dice istinto. :-)

    @Ossidia: non mi pare di averti rivoltata… :-o

  20. Ma come, dunque tu non credi che i figli siano una gioia del Signore?

  21. Sarebbe divertente invece affermare una volta per tutte l’instabilità dei pareri umani. Ma non credo accadrà mai una cosa del genere (mi riferisco ai figli dell’ombra).

  22. @galfy: allora hai proprio voglia di farti gettare addosso fiumi di violenza! :-D

    @Triad: certo, le opinioni cambiano: cosa c’è di più mutevole? È più difficile, però, che mutino le fedi. :-P

  23. Un po’ per colmo un po’ per scherzo del destino, ieri Ossidia ha avuto una cuginetta, e sono stato costretto a passare ore interminabili in reparto maternità. Brr… :-D

  24. Un po’ per colmo un po’ per scherzo del destino, in questi giorni ho imparato a cambiare pannolini e a imboccare pastine, il che non mi ha fatto venire nessuna strana voglia, almeno per adesso.

  25. Ci mancherebbe.

  26. Sottoscrivo sulle fedi (sia della mente che del dito).

  27. @Ossidia: quando il corpo comincerà a chiamare, saranno guai. in quelle circostanze si verificherà la solidità delle convinzioni razionali. e qualora si verificasse una gravidanza indesiderata, e si faranno i conti con i dannati geni egoisti, solo allora potremo essere certe (io e te) delle nostre posizioni. ai richiami del corpo ci sono già arrivata, e mi difendo a colpi di razionalità (con il grande aiuto di un compagno che è totalmente contrario alla riproduzione della propria sofferenza), ma francamente non riesco a immaginare la mia reazione di fronte a un test di gravidanza positivo.

  28. un compagno che è totalmente contrario alla riproduzione della propria sofferenza

    Allora è dei nostri. ;-)

    Interessante invece questa lotta tutta umana tra istinti (propri di ogni animale) e razionalità (tipica solo di alcuni uomini, anche se non capiamo bene cosa sia…). Tiferemo anche noi per quest’ultima. (Del resto reprimiamo così tanti istinti — tra cui quello di uccidere altri conspecifici — che quello di riprodursi mi appare il meno temibile.)

  29. (Il meno temibile da reprimere, intendo.)

  30. Antonio

    Diamine, mi era sfuggitop questo straordinario dialogo. Hai messo in conto tutte le possibili e naturalemente stolte obiezioni contro la decisione di non figliare. Forse solo Oblomov, nel suo commento, ha aggiunto qualcosa che manca al tuo stupendo post.
    Complimenti e grazie!

  31. Mi spiace solo averle esposte in modo disorganico e disorganizzato, ma così è come si è svolto il dialogo (con qualche taglio dovuto al divagare).

    Comunque sto notando che il dialogo riesce a veicolare ottimamente molti pensieri filosofici, ben più di un tradizionale (e spesso noioso) saggio: Platone aveva visto bene, come (quasi) sempre.

  32. Antonio

    Che dire, chi ha fatto delle idee il perno della propria filosofia non poteva non vederci bene.

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