Ieri ho compiuto una scoperta prodigiosa. Ho appurato, infatti, che il RAW è veramente migliore del JPG. Solo adesso mi chiedo: perché mi sono intestardito per mesi e mesi a scattare in jpg – ovvero a fare rielaborare alla fotocamera stessa le foto al posto mio? Forse per comodità o forse per pigrizia, come quasi sempre accade. Ma soprattutto per lo spazio: ho già pene a gestire i gigabyte di immagini in jpg, figuriamoci in raw… Poco male: meno quantità, più qualità per i miei scatti futuri. Probabilmente riprenderò anche il vizio di pubblicare i miei lavoretti su Flickr, per la gioia di tutti. Ma seguitemi e convenite con me sui prodigi del raw – o piuttosto di Camera Raw.

Questo era lo scatto di partenza, il jpg così come esce dalla Canon EOS 450D. Un po’ smunto nei colori e non molto contrastato a dire il vero, nonostante abbia impostato i valori di contrasto e di saturazione dal menù della fotocamera a una tacca al di sopra dello zero.

Quello qua sopra è frutto di una mia tipica rielaborazione di routine degli scatti jpg: un po’ più di contrasto (grazie a livelli e curve) e qualche punto di saturazione in più. Certamente meglio di come esce dalla fotocamera, non trovate? Ma si può fare di meglio, elaborando il raw anziché il jpg.

A confronto con la precedente a me sembra migliore sotto ogni punto di vista: colori, contrasto, saturazione, bilanciamento complessivo. (Potete farvene un’idea migliore salvandole sul vostro computer e scorrendole in successione col vostro visualizzatore immagini preferito.) Come dire: più viva, o meglio più personale. Forse ho in qualche modo snaturato l’atmosfera “originale”, chissà, ma a rivederlo adesso il cielo “autentico” sembra ancor più plasticoso di questo artefatto.
Ora, probabilmente smanettando attentamente con Photoshop riuscirei a ottenere un risultato simile anche partendo dal jpg. Ma, oltre ad essere meno immediato, sarebbe un procedimento rovinoso1. In fin dei conti, chi usa Lightroom – e mi confermano che sovente ormai anche negli studi dei “professionisti” tendono a preferirlo rispetto a Photoshop – è ormai abituato a svolgere sulle foto un lavoro del genere2. Addio livelli3!
Comunque, se già un raw, con la sua sola esistenza, dischiude mille possibilità di prodotto più o meno “finale”, Photoshop aggiunge ulteriori spinose alternative. Potrebbe saltarmi in mente, infatti di convertire in bianco e nero.

Ma anche qui potrei essere poco soddisfatto del risultato (è un bianco e nero troppo standard!) e ricorrere a qualche piccolo trucchetto che non svelerò4 per ottenere qualcosa come la sottostante immagine.

Troppo drammatica? A me sembra che rievochi quasi un feeling d’altri tempi. (Quasi.) Può infine venirmi in mente di miscelare i miei due migliori tentativi (ovvero, a mio avviso, gli scatti che vi sono apparsi per terzo e per quinto a partire dall’alto), il che rivela un’epifania del genere.

Ora tocca a voi dirmi quale versione preferite tra le sei, visto che per me ogni scelta è sempre un evento penoso.
Note:
- Il jpg infatti ha già perso della qualità rispetto al raw; non parliamo di come si ridurrebbe dopo modifiche su modifiche!↑
- Del genere del mio soprastante, effettuato esclusivamente con Camera Raw…↑
- Che possono essere sia i layers che i levels…↑
- Niente più raw comunque: siamo dentro Photoshop, adesso. (La conversione in bianco e nero di Camera Raw non mi ha convinto troppo.) ↑
Un Commento
Per rendere meno penosa la scelta ho provato ad allestire un’animazione con le tre versioni che preferisco.
P.S. Proprio oggi il blog di Sara Lando è andato in pappa. Spero rimedi presto…