Alcuni (altri) pedali che vorrei
Qualcuno ricorderà ancora con tenerezza i tempi di Pedalman, un patito di pedali che era giunto a possederne diverse decine. Poi molti li vendette, altri li lasciò in eredità a me, che non ho mai apprezzato tutto quel ciarpame precariamente collegato sotto i piedi. Devo però riconoscere adesso, a distanza di anni, la loro praticità – essenzialmente il fatto di essere suoni in una scatola. L’errore sta nel credere di poter ottenere con una pedaliera assemblata con varie scatolette quello che dovrebbe realizzarsi più proficuamente con un rack. Fugato questo pregiudizio – e dunque dimenticati molti pedali, tra cui volumi, equalizzatori e persino compressori e chorus – la scelta di costruire o “condire” il proprio suono con un paio di pedalini non è poi così malvagia.

Mi stanno così tornando smanie da acquisti, come avrete già intuito. Per un chitarrista nomade, infatti, non c’è forse niente di meglio di qualche pedalino da portare facilmente con sé nello zaino o nella stessa custodia della chitarra. Non avrei i suoni del caro rack, certo, né quelli ai quali ambisco maggiormente, ma nondimeno otterrei sfumature interessanti e soprattutto immediate. Tralasciando per motivi squisitamente economici gli irraggiungibili pedali valvolari (quelli sì che potrebbero dare una botta al suono, ma a che prezzo!) sarei indirizzato verso alcune robette da poco. Ad esempio il Boss DS-2 Turbo Distortion, di cui mi intriga la possibilità di switchare i canali della distorsione tramite un pulsante remoto (e poi è un pedale così grunge…). O il Marshall Guv’nor, che a parere di molti si approssima alle sonorità delle vecchie testate Marshall1.

Tra i pedali meno economici e più “particolari” mi piacerebbe molto avere un MXR Phase 90, stupendo sia nei puliti che nel distorto (Van Halen docet!). E che dire del Big Muff, un must per qualsiasi chitarrista eccentrico? Potrei poi anche pensare di abbinare il tutto a un Vox Wah (il Crybaby che possiedo mi sembra un po’ troppo gracchiante…). Infine un occhio di riguardo va agli economicissimi (ma non disdegnabili) pedaletti Behringer, che potrebbero realmente sorprendere. Un delay ad esempio, vista la costosità di quelli “di marca”, lo prenderei senza pensarci due volte. E per sfizio anche un overdrive e un GDI21, copie più o meno riuscite dei ben più famosi Ibanez Tubescreamer e Tech 21 SansAmp GT2 (che se avessi i soldi non mi farei certo mancare…). Temo però di dover limitare questi desideri di diodi, e così mi riprometto di riprendere al più presto il caro vecchio DIY…
Note:
- Non che sia un gran fan Marshall – preferirei le Mesa – ma devo dire che sono suoni da non disprezzare. Certo, non mi illuderò mai di poter ottenere davvero – e così a buon mercato! – il ruggito di un JCM800…↑





Seguo il suggerimento di Antonio non risparmiandovi le mie ennesime paranoie chitarristico-strumentali. Davvero mi chiedo se esiste essere più infelice di un chitarrista alla ricerca del proprio (o anche altrui) suono…
Sono convinto che i bassisti siano molto più felici
Lo penso anch’io: basso, ampli e via. Molte meno paranoie. Però dev’essere anche noiosetto non potere elaborare il proprio suono con migliaia di pedalini e robe simili (a meno di non essere Les Claypool…).
Da quando suono (o più correttamente strimpello) il basso non ho mai sentito la necessità di acquistarne uno oltre a quello in mio possesso, vuoi perché ho squier giapponese degli anni Ottanta che non è affatto male, vuoi perché anche imbracciando il quattrocorde mi sento sempre un chitarrista…comunque sia quando passo davanti ad una vetrina guardo solo il «marchingegno più blasfemo della terra».