L’empio Tempio propone un censimento dei martirii possibili. Si chiede cosa faremmo sotto dittatura, costretti a giurare fedeltà sotto tortura. Emulare Bruno? Manco per sogno: non è più tempo. E poi lui aveva Dio e la Natura dalla sua parte; io ho solo delle idee di seconda mano nelle quali credo a tratti, senza fedeltà né troppa convinzione. Tuttavia ho il sospetto che qualcosa non riuscirei a spergiurarla. Non in modo verosimile, almeno. Il punto cruciale è quello: che tipo di giuramento è richiesto?
Le dittature, si sa, non sono mai feroci quanto le inquisizioni religiose. Alle prime basta l’esteriorità – una firma, un patto, un sì, una crocetta, un voto. Le religioni invece vogliono l’anima – la convinzione interiore. Se il Grande Fratello si accontenta di guardarti sfilare, l’Inquisitore pretende di possedere la tua mente. Quella, spinozianamente, non la concederei. Se metto in salvo il culo è solo per tutelare quella sacra manciata di neuroni che mi governa. Un corso d’attore m’attende, gente.
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11 Commenti
Per la cronaca: non riuscirei – come molti di voi, temo – a giurare una fedeltà verosimilmente sincera a Berlusconi e a Ratzinger.
Ecco, intendevo proprio quello: giurare fedeltà a Berlusconi. Cosa sarebbe peggio? E in nome di cosa?
Lui non giurò:
http://it.wikipedia.org/wiki/Piero_Martinetti
ci rimise la cattedra, ma amava più Spinoza, che pure lui non solo non abiurò ma fu anatemizzato e rimase sobrio quando gli fecero odorare una cattedra evangelica.
Osculati ci raccontava che E.Paci amava ricordare che A.Banfi narrava che P.M. tenesse una pistola nel cassetto della cattedra, pronta all’uso in caso i mnganellatori si fossero fatti vivi. E che un giorno i carabinieri gli portarono a sostenere esami un candidato ammanettato per dissidenza e cattive frequentazioni. P.M. disse “lei non deve rispondere oggi alle mie domande, il suo esame di filosofia lo ha già passato” e gli firmò un trenta e lode.
Dato che in italia quelli come P.M. erano in minoranza, le cose sono andate come sappiamo.
Cateno: ecco, vorrei non essere troppo ottimista, ma non credo che a Berlusconi possa interessare un nostro giuramento. (Ok, mi sto divincolando dall’esperimento mentale per discendere nella realtà temporale.) Piuttosto a volte mi soffermo a riflettere sulla libertà abbastanza estrema che ancora abbiamo su internet. Ecco, questo sì che cambierà.
Red Or: vedi, dubito che se più docenti universitari (o addirittura la maggioranza) non avessero giurato come fece Martinetti le cose sarebbero andate diversamente. Pochi eroi o molti poco cambia, di fronte al regime. Più pistole invece potrebbero davvero fare la differenza.
Per una volta vorrei essere più ottimista di te, caro Tommy, agli inquisitori, in gnere, non interessava molto dell’anima delle loro vittime, ma solo i loro beni, il loro potere e una più o meno formale abiura di non tollerate idee. Negli anni mi sono convinto che solo il nazismo è stato capace di realizzare in maniera quasi compiuta ciò che nei libri di storia si racconta dell’oppressione politica e ideologica: “sei” qualcosa di diverso dalla norma paradigmatica? Bene, non c’è giuramneto che tenga. Tu “sei” sbagliato” e non hanno senso volontà, autentiche o fittize, di cambiamento. Non temete, l’arciduca di Arcore ha i giorni contati: la dittatura ritornerà più morbida che mai e sarà gestita da una casta e non da un solo grottesco figuro.
Sarà; ma non mi risulta che gli inquisitori giustiziassero soltanto gente facoltosa. Accolgo invece l’indicazione del nazismo come unica ideologia totalitaria (oltre che totalitarismo ideologico).
Grande testimonianza, Red Or!
Sì, certo, Tommy, non solo facoltosi ma anche e sicuramente non in numero insignificante e comunque io ho scritto che facevano crepitare il fuoco dell’espiazione (così loro lo conisderavano: non solo pena ma anche rieducazione) anche per ottenere abiure formali in genere, intendendo che le esigevano un po’ da chiunque.
Io proporrei di andarci a rileggere tutti assieme il Trattato del ribelle. Altro che la Bibbia!
@ Triad
@ Tommy David e Antonio
Per me il sistema più totalitario è stato quello che si è realizzato in alcune fasi della storia della chiesa cattolica e durante il regime comunista. Riuscire a convincere la vittima che è giusto che venga sacrificata per uno scopo superiore. Questo ci sono riusciti solo gli inquisitori e i tribunali comunisti. Il dominio delle coscienze e la loro colonizzazione è il grande obiettivo totalitario, penso. Certo disporre dei beni e del potere altrui, ma perchè ti viene concesso con un libero atto di sottomissione. I comunisti in questo sono stati inarrivabili. La loro giustificazione era infatti assoluta: il bene della societò poteva permettere qualsiasi assurda contraffazione della verità e del diritto, fino alla soppressione della vita altrui. I nazisti non potevano fare appello al Bene ma alla Forza e quindi si esponevano a subire l’umiliazione di essere considerati incapaci di imporre la loro superiorità brutalmente quantitativa, un nazista aspira in fondo alla Gotterdammerung. Ma un comunista ha dalla sua la superiorità storico-morale, come un cattolico (di un certo tipo inquisitorio-burocratico) aveva dalla sua la superiorità dell’ortodossia teologica.
Che un fervente devoto o rivoluzionario venga convinto di essere nell’errore, di essere un pericoloso eretico o controrivoluzionario, è una grande prova di dominio totale sulla persona. Che persino ci si convica che esiste qualcosa di superiore alla verità per cui la verità può essere modificata e alterata, questa è una grande esibizione di potere perverso.
Il trattato del Ribelle: avevo citato due espressioni nel blog di Cateno proprio prese da quel libro…
Red Or: anche la tua indicazione del comunismo e del cattolicesimo come unici totalitarismi è veramente convincente e ben argomentata. Di questo ti ringrazio, anche se adesso sono nel dubbio per l’assegnazione della palma al miglior (peggior?) regime.
L’esperimento mentale sembra diventare infatti: è meno peggio vivere sotto i nazisti, i comunisti o i cattolici inquisitori? E se invece anche il berlusconismo, violenze a parte (ma neanche troppo), fosse da tenere in considerazione? In fin dei conti ha inciso sulla società non poco, sia “passivamente” – con la televisione – che in modo più attivo, politicamente. Non richiede giuramento e non ti uccide quasi mai, certo – ma a cosa gli servirebbe?
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