Ultimo giorno del weekend, ora di pranzo e successive. Agriturismo. Allevamento di bufale. Fietu ri fumieri! Il proprietario c’ha duecento e cinquanta capi. Un bufalo maschio vale quindici euro. Mezza mozzarella1 scivola in tre rate nel mio stomaco. Buona, morbida. Dolce e salata al contempo. Intanto la principessa fa il giro della parentela. Foto con la nonna. Foto con la nonna bis. E tris. Foto con l’altra nonna, una sola. Foto con la comare. Foto con la cugina. Ancora foto con la comare, poverina.

Sentirsi satolli all’antipasto. Convivialità è tenere il più possibile la bocca piena per parlare il minimo indispensabile. Niente vino o ti tolgono la patente. Oh, è ora di scartare i regali! Cicciobello. Tappetino di Topolino. Peluche morbidissimo made in PRC (che è una pernacchia, mica un paese ostile). Orsocane a dondolo della Trudi più grande della piccola inconsapevole. Attorno, proletari che non possiedono altro che figli, a cui tributano ogni introito, e panze, ben piene e soddisfatte anche quest’oggi.
Note:
- Treccia da due chili…↑
2 Commenti
Proletarismo. O proletotalitarismo.
Tra l’altro sia il movimento che gli adepti sono ben prolifici… Ci vuole un po’ di profilassi.