Proletari

Ultimo giorno del weekend, ora di pranzo e successive. Agriturismo. Allevamento di bufale. Fietu ri fumieri! Il proprietario c’ha duecento e cinquanta capi. Un bufalo maschio vale quindici euro. Mezza mozzarella1 scivola in tre rate nel mio stomaco. Buona, morbida. Dolce e salata al contempo. Intanto la principessa fa il giro della parentela. Foto con la nonna. Foto con la nonna bis. E tris. Foto con l’altra nonna, una sola. Foto con la comare. Foto con la cugina. Ancora foto con la comare, poverina.

bimba con regali

Sentirsi satolli all’antipasto. Convivialità è tenere il più possibile la bocca piena per parlare il minimo indispensabile. Niente vino o ti tolgono la patente. Oh, è ora di scartare i regali! Cicciobello. Tappetino di Topolino. Peluche morbidissimo made in PRC (che è una pernacchia, mica un paese ostile). Orsocane a dondolo della Trudi più grande della piccola inconsapevole. Attorno, proletari che non possiedono altro che figli, a cui tributano ogni introito, e panze, ben piene e soddisfatte anche quest’oggi.


Note:
  1. Treccia da due chili…
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2 Commenti

  1. Pubblicato 24 novembre 2009 alle 12:44 | Link Permanente

    Proletarismo. O proletotalitarismo.

  2. Pubblicato 24 novembre 2009 alle 12:46 | Link Permanente

    Tra l’altro sia il movimento che gli adepti sono ben prolifici… Ci vuole un po’ di profilassi.

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