Origlio la consorte, mio malgrado, mentre espone all’amichetta del cuore gl’ignudi fatti crudi che accadono almeno una volta a settimana, quando qualcuno ci invita da qualche parte; di conseguenza giù scuse. Niente giustificazioni – non ce ne sono. Bene: anch’io voglio pubblicamente espormi1. Anch’io voglio far capire a tutti coloro ai quali prometto la mia presenza che – non posso farci nulla – hanno solo da disperare. Non sono attendibile. Non siamo cosa.

Siamo pantofolari. L’idea di uscire ci turba la giornata. Usciamo? Andiamo? Non andiamo. Restiamo. Come disse De Crescenzo2, nessun albergo può competere con la propria casa. Figuriamoci un locale. Rimaniamo a casa beandoci che è stato meglio così: calduccio, lettone, coperte, cioccolata, libri. Nell’ultima settimana abbiamo tirato almeno tre bidoni3. Ma domani sera alla Fabbrica ci saranno i Captain Quentin4. Ci andremo? Aperte le scommesse…
Note:
- Intanto mi dissintonizzo dalle amichette; hanno cominciato a parlare di Dio – e creazionismo –, e una delle due non è atea…↑
- Come appresi decenni addietro da una rivista di enigmistica.↑
- A Minolla e Don Carlos, a Hooverine, a Davidonzo e Nanni, oltre che ovviamente all’amichetta…↑
- Chi sono? Boh, mai sentiti prima. Ma dal loro MySpace mi sono sembrati un gruppo degno d’interesse.↑
17 Commenti
No, non ci andrete!
Forse scommettere denaro sarebbe l’unica via per convincerci ad andarci.
non siete voi pantofolari, è che non c’è niente da fare. in provincia non c’è una mincia!
Sì, ma anche quel poco che c’è da fare non lo facciamo…
(E comunque eravamo così anche quando stavamo nella provincia etnea…)
ah beh, contenti voi… ma che pantofole usi? Vorrei dei consigli di chiappologia orizzontale. denchiù
Il mio consiglio è: non mettere mai i piedi dentro cose che sono più sporche dei tuoi piedi.
Non rimandare a domani quello che puoi fare oggi.
Se tutto va bene avrai un’intiera vecchiaia per fare il pantofolaio. Non fossilizzarti al calduccio del lettone, non è ancora tempo di riposarsi. Godi della tua giovinezza e del tempo che hai a disposizione.
Non ridurti come colui che sa citare i classici a memoria, ma che non sa distinguere il ramo da una foglia? PIGRO
Bello quel brano, non lo conoscevo (il brano – in verità non conosco bene nemmeno Ivan Graziani; recupererò). Ha un inizio molto pinkfloydiano…
Vedi, per me il modo migliore di sfruttare il tempo è il riposo. Fossi già in pensione (senza affanni del lavorare-per-mangiare) sarei felicissimo – e probabilmente smetterei davvero di fare il pantofolaio…
Graziani ha buoni due o tre brani, per lo più smielati. Gli altri son così così; almeno per me (come si usa dire).
(O forse ‘per me’ significa che hanno accompagnato un mio innamoramento)
Qualche giorno fa in Non pensarci (recente film italiano e, stranamente, non disdicevole) abbiamo beccato Agnese dolce Agnese. Alla consorte piacque. (Sì, forse è un po’ smielato; per fortuna non ha accompagnato alcun momento buio della mia vita…)
Non è che tutto quello che ha fatto Graziani sia oro colato. Ma comunque aveva il suo stile ed i brani più belli sono proprio quelli che voi definite smielati.
Se non vi piace la melodia non li si possono apprezzare.
Comunque ha collaborato con Lucio Battisti e persino con la PFM.
Inoltre, mi pare che Phil Collins abbia scopiazzato Agnese dolce Agnese“” col brano Groovy kind of love.
Infatti, come voce ricorda talvolta le sonorità di Battisti. Mo’ invece lo confronto con Collins…
Volete sapere come finì? Ecco.
Bella conclusione quella di ieri sera! All’altezza della premessa. Certo, però, che sfiga! O forse no?
Stavo pensando che proprio ieri al negozio in cui lavoro è arrivato un enorme scaldapiedi rosa: una sorta di enorme pantofola a forma di maialino da piazzare sotto la poltrona per infilarci i piedi intirizziti dal freddo mentre si legge o si guarda la TV.
Potrebbe essere il vostro regalo di natale ideale!
Ad ogni modo avete tutta la mia comprensione: vuoi mettere un locale affollato con casina tua? La mia immancabile birra serale la bevo molto più volentieri sul mio divano.
P.S: “Non pensarci” non è male come film. Ma avete visto il telefilm? Quello sì che è esilarante!
Ci stiamo rassegnando alla nostra sociopatia, o sociofobia, o misantropia che dir si voglia. (Non era una novità.)
Lo scaldapiedi sarebbe un bel regalo, magari assieme a un pouf per sostenere i piedi.
E comunque, col freddo che c’è, in questo periodo preferisco il vino serale alla birra. Un bel cerasuolo e passa la paura…
P.S. No, infatti, il film è interessante, triste e vero. Il telefilm non l’ho visto: per fortuna non ho televisori a casa.
Neanch’io posseggo esemplari di quel malefico oggetto chiamato televisore. Ho “trovato” tutte le puntate del telefilm su internet. Te lo consiglio vivamente, è la versione estesa e delirante del film.
P.S: vada per il Cerasuolo. Anche se io alla birra non riesco a rinunciare. Estate o inverno che sia. Che posso farci? E’ una mia debolezza…
Ti confido un segreto: rinuncio alla birra almeno in inverno per risparmiare. Qua un litro di Cerasuolo (siamo in zona di produzione) costa 1,30 € – quanto una bottiglia di non eccelsa birra da 66 al supermercato.