Con la scrittura manuale ho avuto, almeno in questo decennio (che ha contemplato la fine del liceo, la chiusura degli anni poetici e l’arrivo del computer), un rapporto mutevole. Ho trascorso interi periodi in cui non ho impugnato penna: perché avrei dovuto, se non per liste della spesa? Quale sarà mai l’utilità di carta scarabocchiata nell’era digitale? Oggi, tuttavia, mi ravvedo. Scrivere a mano è un dovere1. E dovrebbe essere anche un piacere. Per anni, nonché negli ultimi mesi, ho provato con le stilo – le biro non sono roba da scrittori. Non male; ma la stilografica devi averla sempre con te, a portata di mano. È vorace di cartucce2. Macchia le dita, e dunque i libri che leggi. Dicono che Simenon usava matite appuntite. Chi se ne frega, direte voi3; eppure l’idea di sparpagliare puntute matite per casa, su ogni superficie raggiungibile, è gagliarda. Tanto più che da qualche tempo infierisco con esse anche sui libri. Il problema, adesso, diventa la carta…
Note:
- Benché talvolta scaturente da un non-potere. (Rimangio molto di quanto detto sull’Eee PC: mai schedatoci un libro…) ↑
- A trovarle, poi! E a non pagarle un occhio della testa…↑
- Non leggeremo mai sto tizio (manco io…).↑
10 Commenti
Io ormai con la penna scrivo praticamente solo le poesie.
Stilo o biro?
(Comunque, si fosse capito o meno, lo esplicito: vorrei usare le matite non solo per le liste di cose da fare o da comprare, ma anche per prendere appunti. Certo, alla fine ricopiatura ed editing al pc son d’obbligo…)
Ancora ho la fortuna (?) di seguire lezioni e studiare per gli esami… penna (nel quaderno) e matita (nel libro) le uso spesso.
Le matite nei libri anch’io; semplicemente non ho, di solito, carta in giro su cui prendere appunti. Ecco perché è la carta il problema.
Il problema non è la carta in giro, di quella ne abbiamo a bizzeffe, solo che perlopiù si tratta di foglietti volanti a cui non è saggio affidare i nostri appuntini. Forse è arrivato il momento di riesumare i raccoglitori. Il mio l’ho già tirato fuori per necessità quando sono rimasta (per quasi una settimana, orrore) senza pcino. Così ho riscoperto il piacere di prendere appunti casuali e disordinati su fogli che faticano a girarsi tanto zeppo è il raccoglitore.
Non è saggio che tu affidi appunti su foglietti volanti!
(Il raccoglitore forse può servire in un secondo momento, se proprio non si vuole gettare nel camino il fogliettino…)
Io scrivo sempre prima (con la penna) in un quaderno… e poi batto al pc. Viva la grafìa.
Bene. Per me però sarebbe ridondante. Una cosa sono gli appunti, un’altra il testo intiero.
Prendo appunti a margine (titoletti riassuntivi) con una pilot nera 0.4. Costa ed è diventato il mio modo di possedere il libro. Ma rallenta la lettura, sottolineare con la matita me la velocizza.
Heidegger e Benjamin li ho scritti sul PC con tantissime revisioni. Però la scrittura diretta su PC non è abbastanza sintetica.
Ora uso un quaderno di lettura ed uno di riflessione. Dove scrivo anche con la bic.
Gli appunti a margine non ho ancora osato prenderli. Scarabocchiare più del dovuto un libro non è cosa per me (fino a qualche tempo fa neanche li sottolineavo, stupidamente). Meglio foglietti e biglietti inframezzati alle pagine, pronti a saltar fuori all’occorrenza.