O stilo, o matita

Con la scrittura manuale ho avuto, almeno in questo decennio (che ha contemplato la fine del liceo, la chiusura degli anni poetici e l’arrivo del computer), un rapporto mutevole. Ho trascorso interi periodi in cui non ho impugnato penna: perché avrei dovuto, se non per liste della spesa? Quale sarà mai l’utilità di carta scarabocchiata nell’era digitale? Oggi, tuttavia, mi ravvedo. Scrivere a mano è un dovere1. E dovrebbe essere anche un piacere. Per anni, nonché negli ultimi mesi, ho provato con le stilo – le biro non sono roba da scrittori. Non male; ma la stilografica devi averla sempre con te, a portata di mano. È vorace di cartucce2. Macchia le dita, e dunque i libri che leggi. Dicono che Simenon usava matite appuntite. Chi se ne frega, direte voi3; eppure l’idea di sparpagliare puntute matite per casa, su ogni superficie raggiungibile, è gagliarda. Tanto più che da qualche tempo infierisco con esse anche sui libri. Il problema, adesso, diventa la carta…


Note:
  1. Benché talvolta scaturente da un non-potere. (Rimangio molto di quanto detto sull’Eee PC: mai schedatoci un libro…)
  2. A trovarle, poi! E a non pagarle un occhio della testa…
  3. Non leggeremo mai sto tizio (manco io…).
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10 Commenti

  1. Pubblicato 12 dicembre 2009 alle 12:47 | Link Permanente

    Io ormai con la penna scrivo praticamente solo le poesie.

  2. Pubblicato 12 dicembre 2009 alle 12:49 | Link Permanente

    Stilo o biro?

    (Comunque, si fosse capito o meno, lo esplicito: vorrei usare le matite non solo per le liste di cose da fare o da comprare, ma anche per prendere appunti. Certo, alla fine ricopiatura ed editing al pc son d’obbligo…)

  3. Pubblicato 12 dicembre 2009 alle 13:14 | Link Permanente

    Ancora ho la fortuna (?) di seguire lezioni e studiare per gli esami… penna (nel quaderno) e matita (nel libro) le uso spesso.

  4. Pubblicato 12 dicembre 2009 alle 13:15 | Link Permanente

    Le matite nei libri anch’io; semplicemente non ho, di solito, carta in giro su cui prendere appunti. Ecco perché è la carta il problema.

  5. Pubblicato 12 dicembre 2009 alle 13:46 | Link Permanente

    Il problema non è la carta in giro, di quella ne abbiamo a bizzeffe, solo che perlopiù si tratta di foglietti volanti a cui non è saggio affidare i nostri appuntini. Forse è arrivato il momento di riesumare i raccoglitori. Il mio l’ho già tirato fuori per necessità quando sono rimasta (per quasi una settimana, orrore) senza pcino. Così ho riscoperto il piacere di prendere appunti casuali e disordinati su fogli che faticano a girarsi tanto zeppo è il raccoglitore. :-)

  6. Pubblicato 12 dicembre 2009 alle 13:49 | Link Permanente

    Non è saggio che tu affidi appunti su foglietti volanti! :-P

    (Il raccoglitore forse può servire in un secondo momento, se proprio non si vuole gettare nel camino il fogliettino…)

  7. Triad
    Pubblicato 12 dicembre 2009 alle 15:26 | Link Permanente

    Io scrivo sempre prima (con la penna) in un quaderno… e poi batto al pc. Viva la grafìa.

  8. Pubblicato 12 dicembre 2009 alle 15:32 | Link Permanente

    Bene. Per me però sarebbe ridondante. Una cosa sono gli appunti, un’altra il testo intiero.

  9. Pubblicato 13 dicembre 2009 alle 09:40 | Link Permanente

    Prendo appunti a margine (titoletti riassuntivi) con una pilot nera 0.4. Costa ed è diventato il mio modo di possedere il libro. Ma rallenta la lettura, sottolineare con la matita me la velocizza.

    Heidegger e Benjamin li ho scritti sul PC con tantissime revisioni. Però la scrittura diretta su PC non è abbastanza sintetica.

    Ora uso un quaderno di lettura ed uno di riflessione. Dove scrivo anche con la bic.

  10. Pubblicato 13 dicembre 2009 alle 16:53 | Link Permanente

    Gli appunti a margine non ho ancora osato prenderli. Scarabocchiare più del dovuto un libro non è cosa per me (fino a qualche tempo fa neanche li sottolineavo, stupidamente). Meglio foglietti e biglietti inframezzati alle pagine, pronti a saltar fuori all’occorrenza. ;-)

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