L’ho ripetuto più volte alla consorte: stiamo vivendo gli anni belli di internet. Un po’ l’equivalente odierno delle radio libere degli anni ’701. Con la differenza che stavolta davvero ognuno può dire qualsiasi cosa2 gli passi per la mente. In pubblico. Immediatamente. Non è roba che continuerà. Non così com’è adesso, almeno. Pensiamoci un attimo: se in pubblico – dal vivo, non da dietro lo schermo – fosse permesso fare quel che si fa sulla rete, saremmo sdegnati dal caos, dalla cafonaggine, dal disordine. Anche per esprimersi al meglio è necessario l’ordine – pubblico. Cosa da polizia, da politici, da polli – da polifonia. Ha ragione Stella, dunque. Ma ha ragione anche Leonardo. Probabilmente però è giusto questione di punti di vista, per cui la melma di internet è solo l’equivalente delle scritte sui cessi – volgari ma inoffensive, indiscrete tanto quanto secrete. Il resto è chiacchiera.
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2 Commenti
Concordo sul post (scrissi tempo fa gli stessi concetti, compreso il parallelo con le radio libere degli anni 70, e tutti mi tacciarono di catastrofista) però non concordo sul mondo della realtà senza controllo e caos. Internet è un sistema emergente anarchico (senza governo quindi) che funziona benissimo. Cioè si autoorganizza senza bisogno di controlli esterni tramite errori, feedback. In pratica internet è un processo di organizzazione darwiniano, così come il libero mercato. Così sono le società degli imenotteri (api e formiche), così sono i branchi di animali, così sono le società umane. Pensare che un sistema che si autorganizza da solo partendo da regole semplici abbia bisogno di un Controllore/creatore della società, è come pensare che l’evoluzione abbia bisogno di un intelligent designer per progredire.
Potrei concordare sulla rete come sistema autoorganizzantesi; ma allora dovrò, per forza di cose, fare il parallelismo tra troll e tumori…
L’altro mio rammarico riguarda la tempistica: come nell’evoluzione si possono distinguere le specie solo a posteriori, così su internet potremo scorgere roba valida (o semplicemente – più “adatta(ta)”) solo col passare del tempo. Per fortuna e purtroppo internet è un medium rapido e istantaneo; da qui i miei dubbi sul “caos”.