Gli anni belli di internet

L’ho ripetuto più volte alla consorte: stiamo vivendo gli anni belli di internet. Un po’ l’equivalente odierno delle radio libere degli anni ’701. Con la differenza che stavolta davvero ognuno può dire qualsiasi cosa2 gli passi per la mente. In pubblico. Immediatamente. Non è roba che continuerà. Non così com’è adesso, almeno. Pensiamoci un attimo: se in pubblico – dal vivo, non da dietro lo schermo – fosse permesso fare quel che si fa sulla rete, saremmo sdegnati dal caos, dalla cafonaggine, dal disordine. Anche per esprimersi al meglio è necessario l’ordine – pubblico. Cosa da polizia, da politici, da polli – da polifonia. Ha ragione Stella, dunque. Ma ha ragione anche Leonardo. Probabilmente però è giusto questione di punti di vista, per cui la melma di internet è solo l’equivalente delle scritte sui cessi – volgari ma inoffensive, indiscrete tanto quanto secrete. Il resto è chiacchiera.


Note:
  1. Tempi che qualcuno ancora incastona nella nostalgia più che nel piombo.
  2. O quasi. Provate a fare un’apologia della pedofilia…
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