Mi esortano a fare il serio. A non scrivere quotidianamente cazzate, tornando più riflessivo, più sensato – più slow1. Non posso farci nulla. (E sì che ho in cantiere pure un nuovo tema, un tantino meno volgare dell’attuale!) Purtroppo mi manca il criterio della serietà – il concetto di limite è oltre i miei limiti. Dovrei forse soppesare attentamente le mie parole, chiedermi se ciò che sto per pubblicare è degno – di cosa? Del mio buon nome, forse? Ecco, forse il punto cruciale è quello: l’uso del nickname. Guardate lassù. Che serietà può avere un quasi-trentenne che si firma con quello che negli States può ben essere un nome, ma che qua è soltanto una buffa parodia, una canzonatura atta ad adolescenziali concertini rock pseudointernazionali e niente più?

Rileggo pertanto le riflessioni di Cordef (a proposito: è un nick, prof?) e quelle di Livefast (il nick del tenutario di Sviluppina). Resto perplesso. Mi ripiego su me stesso, m’illudo di poter apparire – se non d’essere – più riflessivo se mi celassi dietro Davide Tomasello, o Tomasello tout court. Mettere, oltre alla faccia di culo, il nome che ti hanno dato gli altri significa ripresentarsi al mondo novelli, come appena nati – e non come costruiti. Significa ricalibrare la coincidenza tra la propria persona(lità) (a)sociale e la parvenza telematica. Significherebbe, altresì, smettere di scrivere – con buona pace di chi crede ch’io possa scindere la mia personalità tra quella elevata (da cosa?) e quella cazzara.
Note:
- Come diceva il buon Luttazzi prima di ricominciare a farcire (esaurita la vis comica?) giorno dopo giorno il suo sito con roba altrui…↑
7 Commenti
Ma Luttazzi è un nick… o non lo sapevi.
Il nome d’arte, nelle sue forme nonsense o più stereotipate, non rappresenta nulla di innovativo… perchè prendersela tanto. per chi ti legge con interesse contano i concetti che tiri fuori ed elabori, non il codice fiscale e la patente di guida….
Tommy (se mi è concesso ancora chiamarti così) non ti comprendo.
Se il problema è la riservatezza rispetto all’ “impunità” dell’anonimato, chi deve scoprire qualcosa credo che ne abbia tutti gli strumenti (pure troppi). Il problema qualora volessimo porcelo è : “non ci sarà un tentativo di intimidazione dietro questa storia?” Non da parte tua, questo è per me ovvio, ma altri fanno e disfanno anche di peggio… vedi il fake del corriere sulle modelle anoressiche…
Quando serve la verità è sacra…. ma altrimenti citerei il prezzemolino PGO dicendo che la menzogna è la norma.
Un Sorriso
Strafrègatene, dico io: vuoi scrivere dieci post al giorno? Fallo! Vuoi scomparire dal web? Fallo (ti prego, no)! L’importante è
essere se stessifar ciò che si vuole secondo la propria – e non altrui – imposizioneehm… la dicitura “essere se stessi” volevo che venisse tagliata… ma non ci sono riuscito
Caro, ti leggo perché scrivi non perché hai un nick anni ’80 da disco music. Caro, credo che le linee guida della tua scrittura non sia frutto del tuo nick anni ’80. Caro, il tuo nick anni ’80 non mi interessa più di tanto. Che tu sia Ossian o Macpherson non importa, continua a prenderci per i “bassi fondi”.
Il più Cattivo: di Luttazzi lo sapevo. Ma più che di “nick” parlerei di nome d’arte. Sofismi, comunque…
Comunque no, nessun tentativo d’intimidazione. Non m’interessa particolarmente l’anonimato, non in questo periodo almeno – altrimenti non avrei scritto, punto. Il punto cruciale – a differenza di quel che sostengo nel post – è racchiuso proprio nei contenuti. Che, a mio modesto parere, sono “indegni” – degni solo d’un nick. Ecco.
Giofilo: mi sa che il tag “del” nei commenti non lo permette – non a chi non sia admin, per lo meno.
Ecco: vorrei saper essere più serio. (L’ho già detto?)
Lexmcenzie: grazie per la puntualizzazione, adesso il mio nick mi fa davvero schifissimo.
Comunque accetto l’invito a perseverare nella presa dei bassi fondi. Bassissimi anzi.
io persevero nel ridurre ancora il tuo nickname a TD
Eh, se solo fosse stato disponibile un dominio tipo TD…