52 Commenti

  1. Pubblicato 24 febbraio 2010 alle 22:25 | Link Permanente

    Ti preferisco in questa veste (compreso il Re di Spade).

  2. Pubblicato 24 febbraio 2010 alle 22:44 | Link Permanente

    beh il re di spade è carino…. ma Darwin è un’altra cosa.
    Un Sorriso

    P.S. comunque in questa discussione non ci trovo nulla di reprimibile…

  3. Pubblicato 24 febbraio 2010 alle 23:07 | Link Permanente

    Mah, io ho studiato per 24 anni della mia vita con la musica in sottofondo e ho scritto la tesi di dottorato a suon di death metal.

  4. Pubblicato 24 febbraio 2010 alle 23:48 | Link Permanente

    L’impressione che a me e molti dà la fan page è quella di scarsa cura del lavoro dei tesisti, e dunque di una mancanza di rispetto nei confronti dei propri studenti. Il messaggio che mi arriva è che l’attività primaria sia l’ascoltare la musica, non il correggere le tesi. Che la musica non sia supporto e accompagnamento alla concentrazione, ma necessaria e defatigante distrazione durante un lavoro noioso: correggere tesi come lavare piatti. E, si parva licet, non si tratta di attività comparabili.

  5. Luigi
    Pubblicato 25 febbraio 2010 alle 00:06 | Link Permanente

    il web è piccolo, fabristol. Ti ho “visto” sul sito di Vittorio Catani. Anche tu appassionato di sf? Lo devo ancora leggere (e chi sa quando lo leggerò), ma mi sembra che il suo ultimo romanzo sia un buon libro.

    Voglio dire che anch’io ho trovato esorbitante cancellare il forum. Credo di averlo anche detto. Infatti, nel forum non si disputava intorno a fatti privati del professore, ma intorno ad atti pubblici dello stesso in contesti non accademici. Atti pubblici che a mio parere non sono interessanti. Nel blog di un filosofo che ho molto apprezzato, David Chalmers, lo stesso pubblicizza la vendita di un cervello in una tanica al prezzo di 175 dollari e spedizione gratuita. Qualcuno potrebbe obiettare che questo non è un atteggiamento serio da parte di un professore universitario o recepire messaggi in qualche senso negativi (ciascuno di noi ha la propria sensibilità). Liberissimo di farlo. Sono nello stesso tempo curioso si sapere, chi sa se l’interessato avrà la magnanimità di rispondere, su quali basi, prima di scoprire i “fattacci” su facebook, Aspasia aveva deciso di affidare la supervisione della tesi al professore in questione.

  6. Pubblicato 25 febbraio 2010 alle 02:32 | Link Permanente

    Cateno: c’è un abito per ogni occasione.

    Il più Cattivo: qua non vogliamo reprimere nessuno; anzi, incoraggiamo la libera espressione con tutti i mezzi, Facebook compreso.

    Fabristol: potrei replicare come ha fatto Azalais, o potrei semplicemente sottolineare la differenza tra “musica in sottofondo” e “musica sparata a tutto volume”, e invece ti risponderò come farei a Luigi: ogni professore è libero di correggere la tesi come meglio crede e ogni studente è libero di scegliersi il docente che più gli aggrada; tuttavia codesta libertà si restringe alquanto e per la studentessa (qualora voglia scrivere una tesi di etica sociale) e per l’insegnante (se intende insegnare all’università quella disciplina in modo credibile).

  7. antonio
    Pubblicato 25 febbraio 2010 alle 10:06 | Link Permanente

    Condivido in pieno il commento di Azalais, mentre sono d’accordo con Luigi quando esprime il proprio disappunto per la scomparsa, invero temporanea, del forum. Tuttavia vorrei obiettarti, Luigi, che quanto pubblicizzato da Chalmers non riguarda la didattica: questi può vendere qualsiasi cianfrusaglia a patto che insegni cose interessanti e corregga con giudizio le tesi dei suoi allievi. Inoltre a me non sembra faccenda non trascurabile che qualcuno, tanto più chi professa discipline filosofiche dell’ambito morale, scherzi sulle donne con battute incivili o che usi espressioni triviali e immagini da osteria per farsi qualche risata. Se poi penso che il suo maestro ci annoiava a lezione con insulse prediche sull’immoralità e la mancanza di serietà dei tempi presenti…

  8. Pubblicato 25 febbraio 2010 alle 11:01 | Link Permanente

    Ah, Antonio! Non farsi pensare ai continui richiami contro gli ‘mbriachi! (Forse le birre però sono concesse.) :mrgreen:

  9. Luigi
    Pubblicato 25 febbraio 2010 alle 11:39 | Link Permanente

    Non è la prima volta che si insiste sulla disciplina insegnata dal professore. Ebbene, non penso che un professore di filosofia morale dovrebbe insegnare ad essere morali, penso che dovrebbe insegnare che cosa sono i giudizi morali, che cos’è la moralità. In quest’ottica (che non pretendo sia condivisa), da un professore di filosofia morale non si dovrebbe pretendere più moralità di quanta se ne pretende da qualsiasi altro professore di filosofia.

  10. Pubblicato 25 febbraio 2010 alle 11:50 | Link Permanente

    Infatti moralità e serietà le pretendiamo da qualunque professore. L’insegnamento di quella disciplina è “solo” un’aggravante: puoi insegnare credibilmente il legame tra etica e lavoro se dai mostra (che sia per scherzo o meno poco importa) di scarsa moralità nel tuo lavoro? Non credo.
    Mi dirai: un professore deve insegnare, mica dare il buono o cattivo esempio. Sì, forse siamo abbastanza adulti da non dover essere ancora trattati come fanciulli delle elementari. Ma forse la questione non è soltanto quella. Citerò – una volta di più – un brano ad hoc:

    «Rivendico allora la peggiore delle università possibili, quella in cui il merito è bandito; quella in cui si addita, se c’è, una persona, e la si prende a modello come una idea platonica. Se questo mi fa crescere, tanto meglio. Non è merito mio, non è merito suo. È solo una questione di emozioni» (Giuseppe Raciti, Entriamo nel merito, e facciamolo a pezzi).

  11. Luigi
    Pubblicato 25 febbraio 2010 alle 12:00 | Link Permanente

    Potresti essere più chiaro sulal citazione di Raciti?

  12. Pubblicato 25 febbraio 2010 alle 12:05 | Link Permanente

    Se non ti è chiara chiedi lumi all’autore (magari dopo averne letto l’intero testo).

  13. Luigi
    Pubblicato 25 febbraio 2010 alle 12:09 | Link Permanente

    Caro Tommy,
    non penso che il professore potrà darmi lumi sulle ragioni per cui lo hai citato. Innazitutto non è chiaro se la citazione significhi condivisione.

  14. Pubblicato 25 febbraio 2010 alle 12:20 | Link Permanente

    Caro Luigi,
    prendo le tue come deformazioni professionali causate dalla logica (con la sua abbagliante chiarezza) piuttosto che come divertite e compiaciute provocazioni.

  15. Luigi
    Pubblicato 25 febbraio 2010 alle 12:54 | Link Permanente

    Mettiamola così: forse Raciti ha ragione a dire che i merito non è ontologicamente misurabile. Tuttavia penso che se non è misurabile, dovremmo lo stesso misurarlo, perché l’alternativa non è auspicabile.

  16. Pubblicato 25 febbraio 2010 alle 13:29 | Link Permanente

    Anch’io proporrei di misurarlo – chi lo ha più scicchigno vince.

  17. Pubblicato 25 febbraio 2010 alle 14:28 | Link Permanente

    Per Luigi

    Sì sono un appassionato di SF e collaboro col sito Fantascienza.com.

    Per Tommy

    E chi ha parlato di musica di sottofondo? Io la ascolto al massimo volume in cuffia. Death o black metal, altrimenti non mi concentro.

    p.s.
    E’ una questione di bassi. Io adoro avere un rumore di sottofondo di bassi. Avete presente il suono del condizionatore, il ventilatore, l’asciugacapelli a bassa potenza, il rumore dei motori della Tirrenia? Ecco io mi rilasso con tutti questi rumori. E così è il deathmetal… :D

  18. Luigi
    Pubblicato 25 febbraio 2010 alle 14:34 | Link Permanente

    Non basta, Caro Tommy, perché così non è escluso che possa vincere qualcuno che non l’abbia scicchigno (il merito). Diciamo allora che è necessario che chi lo ha scicchigno vinca e che chi vince l’abbia scicchigno.
    Queste sì sono compiaciute e divertite deformazioni professionali della logica! Salute!

  19. OverKiller
    Pubblicato 25 febbraio 2010 alle 16:02 | Link Permanente

    ma dai…il professore moderno (mi sta simpatico anche a me hihi) e l’alunna vetusta (non voglio essere offensivo!)… cioè io lavoro in una scuola (non insegno) e ci vado con la maglietta col teschio (i miei ragazzi e le mie ragazze mi adorano^^), magari Aspasia mi avrebbe licenziato…
    Eddai, e non prendiamoli seriamente sti gruppi su faccialibbbbro….

  20. Pubblicato 25 febbraio 2010 alle 17:10 | Link Permanente

    Fabristol, Luigi, OverKiller: non mi resta che suggerirvi caldamente di diventare fan di quella pagina su Facebook. Si sa mai diventate docenti universitari, gli allievi potrebbero (illudersi di) capire al volo con chi hanno a che fare (e lo sto dicendo senza voler emettere giudizio alcuno né verso i professori né verso gli studenti)…

  21. Pubblicato 25 febbraio 2010 alle 19:59 | Link Permanente

    Caro Tommy,
    Purtroppo la gente non conosce il “dolore” che provocano le correzioni… e magari ognuno trova un suo modo per riuscire a “tollerarle“, la famosa valvola di sfogo necessaria per molti mestieri… ma certe cose in effetti è meglio tacerle piuttosto che metterle sulla piazza pubblica!
    I social network sono una vetrina da non sottovalutare: possono crearti una reputazione distorta in un paio di click! Non tutti riescono sempre a cogliere una possibile ironia presente nelle azioni virtuali di un individuo (che magari nel suo tempo libero vuole anche svagarsi in modi inconsueti per il suo mestiere).
    Felice.

  22. Overkiller
    Pubblicato 25 febbraio 2010 alle 20:19 | Link Permanente

    ehilà tommy, ma io mi sono ritirato dall’uni per prendere un secondo diploma ahah… sono un ex arkham ;) indovina chi? ahuahuahu

  23. Pubblicato 25 febbraio 2010 alle 21:07 | Link Permanente

    Caro Felix, per intenderci io sarei favorevole anche a una preselezione della gente (dal personale lavorativo alle conoscenze personali e, perché no, fino alle amicizie) basate su Facebook. Che sarà anche parziale, ma mi sembra – attualmente – il luogo in cui è più facile che lo spirito si palesi. L’ironia non tiriamola in ballo, ché è ben altra cosa che fondare gruppi gretti.

    Overkiller, mica m’era sfuggito chi fossi! Ma non volevo precludere neanche a te un possibile futuro universitario (sei pure più giovane di me, tienilo in mente…).

  24. Pubblicato 25 febbraio 2010 alle 21:51 | Link Permanente

    Tommy,
    in effetti mi sono espresso male: ironia non è la definizione corretta da usare (stavo leggendo un post su questa parola e… evidentemente mi è scappata come link di pensiero); mi riferivo più ad un possibile gioco fatto da qualcuno…
    In questo caso però, come giustamente fai notare, riconosco che potremmo tranquillamente essere di fronte alla possibilità di uno dei tanti gruppi gretti fondati su Fb…
    La cosa importante è non generalizzare i singoli casi, ma analizzarli di volta in volta per quelli che sono.
    In ogni caso ribadisco il concetto che i social network sono una vetrina da non sottovalutare, nel bene e nel male; proprio per questo la preselezione che tu auspichi va cmq fatta con molta attenzione. In tal senso pensa che già diverse aziende si muovono in questa direzione, informandosi preventivamente dell’identità digitale di un possibile candidato o cliente che sia.

    P.S. Complimenti per aver sollevato la questione.

  25. Pubblicato 25 febbraio 2010 alle 22:02 | Link Permanente

    Re Felix, ti consiglio di dare un’occhiata al post di Giofilo; sicuramente ti darà maggiori elementi per tentare di analizzare questo caso.

  26. Luigi
    Pubblicato 25 febbraio 2010 alle 22:11 | Link Permanente

    trovo pericoloso il tuo atteggiamento. Sul blog di giofilo, irene ha espresso, sulla base della sua esperienza personale, giudizi molto positivi sull’operato del prof. in questione, ma è chiaro che se si parte dal dogma che lo spirito si palesa (ma come parli?:)) su facebook (qualcun’altro potrebbe partire da dogmi ancora più “originali”), allora le conclusioni sono già iscritte nel dogma. Giovanardi per esempio pensa che lo spirito si palesa nel test antidroga :D .

    Nella università dei miei sogni – l’unica in cui potrei diventare un prof universitario – sono i prof a scegliere gli allievi e io cercherei di mettere su un test selettivo in grado di valutare il grado di propensione ai dogmi.

  27. Pubblicato 25 febbraio 2010 alle 22:17 | Link Permanente

    Caso “notevole” non c’è che dire…
    Magari il link potresti anche metterlo in evidenza nel post… così si sa sin da subito di cosa/chi si parla…

  28. Pubblicato 25 febbraio 2010 alle 22:23 | Link Permanente

    Esimio Luigi, ti auguro di cuore di diventare professore nell’università dei tuoi sogni. Probabilmente, fondando i giusti gruppi su Facebook, potresti anche tu venire acclamato dagli allievi e dalle allieve.

    Re Felix: volevo mantenere la suspense fino a fine post… :-)

  29. Luigi
    Pubblicato 25 febbraio 2010 alle 22:51 | Link Permanente

    qualunque cosa farò, vorrò farla con onestà e competenza. Mi dispiacerebbe molto se qualcuno decidesse di valutare il mio lavoro di filosofo o di cameriere sulla base del test antidroga o del test facebook o di altre diavolerie simili.

  30. Pubblicato 25 febbraio 2010 alle 23:00 | Link Permanente

    Onestà e competenza nella vita per poterci permettere totale demenza e mancanza di responsabilità su Facebook, bene. In effetti il mondo è pieno di schizofrenici.

  31. luigi
    Pubblicato 25 febbraio 2010 alle 23:38 | Link Permanente

    Il mondo è pieno di tutto, anche di coloro che ti attribuiscono cose che non hai detto, come per esempio l’invito a coltivare onestà e competenza per permetterci poi demenze e irresponsabilità in altri luoghi. il mondo è anche pieno di moralisti alla Giovanardi. Di solito gli schizofrenici sono i moralisti. Comunque, dico a te quel che ho già detto a Giofilo, e cioè se le pagine facebook inquisite sono davvero così dementi e irresponsabili, allora bisogna agire conseguentemente e coraggiosamente. La serietà dei tuoi giudizi si misurerà dalle azioni che sei pronto a intraprendere. Per ora l’unica azione concreata che ho visto è stata la rimozione di un forum sull’argomento. Irresponsabile sarebbe non agire conseguentemente, in qualche modo, di fronte a demenze e irresponsabilità di un professore universitario. Sul blog di giofilo ho abbozzato una interpretazione alternativa e meno ingenerosa del gruppo facebook a favore dei parcheggi riservati alle donne. Interpretazione per la quale, l’atteggiamento del professore sarebbe diametralmente opposto a quello che gli è stato attribuito.

  32. Pubblicato 25 febbraio 2010 alle 23:50 | Link Permanente

    Il mondo è pieno anche di dottorandi perditempo. -_-’

    (Comunque hai ragione: la cosa migliore sarebbe chiedere a quel professore: – Gioia, ma stavi scherzando, vero? In realtà volevi denunciare i parcheggi riservati alle donne, vero? Donne che non toccheresti nemmeno con un dito, altro che issarle, vero?)

  33. Luigi
    Pubblicato 26 febbraio 2010 alle 00:00 | Link Permanente

    Vedo che hai un’alta considerazione di te stesso e del tuo blog se giudichi perditempo coloro che lo frequentano e coloro che dialogano con te. E forse hai ragione.

  34. Pubblicato 26 febbraio 2010 alle 01:45 | Link Permanente

    Luigi, ti accompagno all’uscita senza neanche lasciarti finire di parlare. C’è un mondo intero là fuori con cui “dialogare”; chissà quante orecchie saranno pronte ad ascoltare la tua voce – fuori da casa mia.

  35. Pubblicato 26 febbraio 2010 alle 11:59 | Link Permanente

    @tommy: …reprimibile….non da me, non da te….
    Un Sorriso

  36. Pubblicato 26 febbraio 2010 alle 12:06 | Link Permanente

    Sì, né io né tu possiamo farci niente, se è questo quel che intendi. Possiamo solo sollevare il caso, aspettare che qualcun altro si indigni e appurare, ahinoi, che il mondo è pieno di strafottenti.

  37. antonio
    Pubblicato 26 febbraio 2010 alle 14:54 | Link Permanente

    Luigi, se tornerai a leggere questi commenti mi preme dirti che non condivido l’idea secondo cui si possono pubblicare nefandezze da una parte (facebook, comunque luogo pubblico), a mio avviso irredimibili dal punto di vista morale al di là di interpretazioni avventurose e sin troppo generose, e poi professare discipline etiche, a meno che questo insegnamento non si riduca a esposizione di idee e dottrine partorite da altri e nelle queli non si ripone nessun valore.
    Quanto al giudizio positivo della sua tesista, è vero che l’essere stato espresso da chi ci ha lavorato ha una certa importanza ma un’allieva si può sbagliare e comunque lei stessa è rimasta sconvolta da quanto ha letto in questi giorni. Un giudizio sul docente, però, mi permetto di darlo io, per quel che può servire: nel corso della seduta di laurea della studentessa di cui stiamo parlando il Nostro ha dichiarato con fare sicuro (io ho inteso che volesse escludere categoricamente ogni altra, ben più nobile possibilità) che il pensiero è comunicazione. Basterebbe questo.

  38. Pubblicato 26 febbraio 2010 alle 14:58 | Link Permanente

    a dichiarato con fare sicuro (io ho inteso che volesse escludere categoricamente ogni altra, ben più nobile possibilità) che il pensiero è comunicazione. Basterebbe questo.

    Dimostrando, dunque, che la comunicazione non (sempre) ha a che fare con il pensiero.

  39. Pubblicato 26 febbraio 2010 alle 16:37 | Link Permanente

    Azalais: e invece io rivendico che la sua comunicazione è il suo pensiero – e ciò m’impensierisce…

  40. Miryam
    Pubblicato 26 febbraio 2010 alle 21:12 | Link Permanente

    Pur avendo letto e seguito il filo dell’intera discussione, dirò la mia a prescindere dagli interventi di cui sopra.
    Credo che ci siano professioni “cardinali”nell’ambito del buon esempio e dell’educazione, che dovrebbero, senza cadere in un gretto moralismo, dare prova di saper discernere il disdicevole dalla decenza. Più o meno, qui si parla del professore come del politico che va a prostitute, anche se, capiamoci (!) in termini molto più soft.
    Mi domando allora: dissociare la condotta privata dal pubblico ruolo, che, se ben fatto, giustifica certe scelte compiute all’oscuro? la domanda è spinosa, e se devo avanzar un parere, cosa saggia sarebbe trovare un equilibrio.Il più delle volte si sfocia nell’ipocrisia.

    Mi espongo: qualche tempo fa sono state pubblicate mie foto su FB in cui, nel mio privato, ero libera di “folleggiare” fanciullescamente, senza badare al lavoro che faccio…Compromessa? gli amici si sono fatti risate su risate, ma la cosa mi ha fatto riflettere sulla doppiezza della vita degli individui di oggi, e sulla totale perdita di identità degli stessi.
    Anzitempo la “maschera” andava indossata sempre, oggi i margini sono più ampi…,soprattuto se si considerano i nuovi canali di contatto virtuale, e non sostanziale, in cui l’apparenza la fa da padrona.
    Ovvio è che io non sono docente universitario, e che il mio circolo è ristretto agli amici, e non agli studenti. E quando a scuola ho ricevuto richieste di amicizia a voce, da parte di studenti, ho duramente stroncato sul nascere la possibilità di creare una trama pericolosa, giusto per riserbo, non per celare. Non faccio vita da dissoluta, ma non voglio che i miei studenti invadano il privato in cui sono libera di dire anche un “vaffanculo” che non mi permetterei di dire dietro la cattedra, giusto perchè io ho imparato a scegliere adeguatamente i registri verbali in base alle debite occasioni, loro non ancora…
    Liberi, no gretti moralisti. Però c’è anche da dire che tanto più ampia è la suddetta trama, tanto più ampio il rischio. Se la propria immagine è pubblica, bisogna ponderare anche le virgole. Ci vuole contegno e, soprattutto, anche un pizzico di furbizia: nel binomio discente-insegnante, a qualsiasi livello, c’è sempre un vincolo di un certo tipo. Il professore, l’insegnante è colui che dà l’esempio. Se arriva tardi a lezione, o usa superficialità nel suo mestiere, forgerà non dissimilmente da quello che produce, ne convieni Davide?
    Una mia collega ha avuto questo tipo di riscontro: un ritardo da parte sua è stato interpretato dagli alunni come l’esempio…ed è scattato nella loro piccola mente perversa il tale ragionamento “se tarda la prof, perchè non posso farlo anche io?”…
    Non ho una battuta conclusiva, lascio semplicemente aperta la domanda: ma gli educatori, a qualsiasi livello, sono ancora credibili? un po’ come i baroni che ci governano, perbenisti e puttanieri…

  41. Pubblicato 26 febbraio 2010 alle 21:20 | Link Permanente

    Miryam: in verità ti dico, c’è più saggezza in una tua frase che nelle opere di un qualsiasi docente di quella Facoltà…

    Quanto alla questione Facebook, credo che estirperei dagli amici chi pubblicasse una mia foto contro la mia volontà, e per di più taggandomi. (E dire che non molto tempo fa l’hanno fatto. Mi sono schifato, ma poi mi sono subito messo a dieta e ho lasciato quell’immagine a imperitura testimonianza…) :-D

    Adesso però ti tocca aprire quel famoso blog. Sarà la tua personale vetrina, spero. ;-)

  42. Miryam
    Pubblicato 26 febbraio 2010 alle 21:45 | Link Permanente

    Tommy, Tommy…così mi lusinghi oltremodo…
    Allora facciamo così: qui raccolgo le idee e appena torno operiamo per un blog serio e soprattutto definitivo…La mia permanenza qui si prolungherà, ormai ho deciso…Intanto faccio roaming per la qualsiasi (c’è chi mi dice di presentare curricula alla Rai…E’ la Cinardi che me lo dice…per la cronaca); vedo…sorrido e vado avanti.Intanto mi godo aria pura, in tutti i sensi :)

  43. Pubblicato 26 febbraio 2010 alle 21:47 | Link Permanente

    Dai, la Rai no. Non ti ci vedo a scrivere minzolinate; anzi, ti picchierei se lo facessi. Trovati un dottorato serio, piuttosto. :-)

  44. antonio
    Pubblicato 27 febbraio 2010 alle 16:23 | Link Permanente

    Miryam, per rispondere alla tua domanda scrivo che di educatori credibili ce ne sono sempre meno e secondo me perché oggi è tecnicamente più difficile mantenere la maschera in ogni contesto. Che poi tra un vaffanculo e le porcherie da osteria pubblicate da quel tale gaudente ci sia una bella differenza è un altro discorso. Qui credo non si parli tanto di registri linguistici quanto di contenuti inverecondi.
    Dovunque tu sia, spassatela e non morire di fame come penso che invece toccherà presto a noi!

  45. Pubblicato 27 febbraio 2010 alle 16:38 | Link Permanente

    Antonio, aggiungo la mia (l’ennesima): qua non è questione di difficoltà tecnica a mantenere la maschera; anzi, è proprio la tecnica che smaschera. Professori a pranzo con le allieve ne avevamo già visti, ma solo per fortuite coincidenze – sventura loro; qua però siamo di fronte a persone che svelano la loro privacy (quanto più ad essa dovrebbero tenere), e il tutto a distanza di un click, senza bisogno né di attendere l’invito a cena né di (mal)capitare casualmente nello stesso ristorante della provincia.

  46. Miryam
    Pubblicato 1 marzo 2010 alle 11:47 | Link Permanente

    Antonio, pienamente d’accordo,il discrimen sta per l’appunto nei contenuti.
    Mi trovo a Torino, tra un incarico e l’altro, anche io sono entrata nel tunnel del precariato…:( Si va avanti, si sopravvive, certo, ma le frustrazioni cominciano a materializzarsi (ed è solo l’inizio!!). Conto di trovare uno spiraglio, che mi permetta di coltivare cibo per l’anima e la mente. Purtroppo questi sono i tempi difficili in cui bisogna, oltre a far la gavetta, sopportare il peso di molte cose che non si vorrebbero (distanza, lavoro saltuario e didatticamente discontinuo, ambiente talvolta ostile, impegni spesso al di sotto delle personali capacità e aspettative…)…Non ci penso, vado avanti e cerco di gustare la bellezza di questa città magica:)

  47. Pubblicato 1 marzo 2010 alle 15:19 | Link Permanente

    Cara Miryam, io “uno spiraglio per coltivare cibo per l’anima e la mente” l’ho trovato nel mondo virtuale con “Una Finestra sul Web 2.0″ su cui scrivo ciò che attira la mia attenzione, sia letteraria sia sociale… Certo è comunque un rischio perché metto “in piazza” i miei pensieri e quindi mi espongo all’esterno senza potermi barricare ad un ruolo meramente “dietro la cattedra”, ma lo sfrutto anche didatticamente. Oggi per esempio ho fatto la lezione di storia in 5° (indossando una maglietta gialla) partendo dall’ultimo post pubblicato sul blog… (te lo cito per completezza: http://felicedalelio.wordpress.com/2010/02/28/pillola-rossa-costituzione-articolo-3-asili-nido-razzismo/ )
    Come vedi anche questo mondo con una realtà diversa da quella concreta (di cui abbiamo quotidiana esperienza) può offrire tante alternative utili anche ad una nuova esperienza di didattica, in cui il prof si mette direttamente in gioco fornendo anche esempi di composizioni in genere richieste ai soli studenti…

  48. Miryam
    Pubblicato 1 marzo 2010 alle 16:36 | Link Permanente

    Re Felix, ho letto il tuo post e devo dire che il tuo messaggio e il tuo modo di fare in classe denotano una particolare sensibilità, non solo ai problemi di sempre, ma anche ai nuovi canali con cui i ragazzi si servono per acquisire notizie e saperi. I professori e tutti gli insegnanti che sfruttano le dinamiche del sistema mediatico in modo adeguato fanno da contrappeso a quelli che ne fanno uso sconsiderato…La scuola deve in tutti i modi conquistare le giovani menti, con mezzi che vanno ben oltre la consueta prassi. Io sono ancora agli inizi…spero solamente di consolidare con l’esperienza la professione. Com’è difficile, a dispetto di quel che tutti pensano, questo mestiere…:(

  49. Pubblicato 1 marzo 2010 alle 19:50 | Link Permanente

    Miei cari insegnanti, è vero: esporsi troppo come insegnante può essere pericoloso. Tuttavia andrebbe quantificato e qualificato (soprattutto) quel “troppo” che stroppia. A volte provo ad immaginarmi professore dichiaratamente ateo in quest’Italia (amore mio) che crede nella sua religione… Ma ditemi: dovrei forse tacere?
    Insomma, il problema è penoso e peloso. Ma, tornando al discorso – e come scrisse da qualche parte un’amica – «se dichiarassi di correggere i compiti in questo modo avrei contro una folla di genitori inferociti. E avrebbero ragione». Insomma mi cullo pensando che le convinzioni personali non dovrebbero incidere sulla didattica, riconoscendo però che possono diventare problematiche se rese pubbliche.

  50. Pubblicato 1 marzo 2010 alle 23:35 | Link Permanente

    Miryam, hai pienamente ragione: chi pensa che il nostro sia un mestiere semplice, non sa affatto di cosa si parla! In più oggi siamo anche penalizzati dal fatto che il “professore” ha perso il ruolo che gli veniva riconosciuto fino a qualche anno fa…
    Per tornare al discorso dei nuovi media, contrariamente a quanto si pensa, i nostri alunni conoscono solo una piccola parte delle loro funzionalità: io che lo vivo sulla mia pelle ti posso assicurare che bisogna spiegargli l’ABC; a parte facebook, non conoscono altro!
    Ma noi siamo lì anche per questo, nonostante non ci venga ufficialmente riconosciuto!
    Buon lavoro a tutti!

  51. Miryam
    Pubblicato 2 marzo 2010 alle 00:21 | Link Permanente

    Re Felix, pensa: qualche mese fa io ho dato un tema su FB, chiedendo poi che ciascun ragazzo si documentasse, meditasse sull’uso di questo social network e che infine ne parlasse in classe. Esperimento felicemente riuscito :) Almeno in tal modo i pargoli hanno cominciato ad interrogarsi sulla vera utilità di questo tam tam di notizie, il più delle volte prive di filtro e di scopo alcuno.
    Tommy, ma…chi era questa amica e in che modo correggeva i temi??? miii, che curiosità…non riesco ad immaginare il “metodo” inusitato…proprio no…:D

  52. Pubblicato 3 marzo 2010 alle 12:55 | Link Permanente

    Miryam, quella dell’amica – ok, era Azalais – era solo l’ennesima critica a quel modo di correggere i compiti – con la musica “sparata”. ;-)

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