1. Dello scrivere di sé
Come ogni volta che mi tengo lontano da queste pagine per un certo tempo – diciamo oltre il mese – anche stavolta avverto quasi il dovere di scusarmi, possibilmente deprimendo l’ignaro e annoiato lettore coi miei più recenti trascorsi. Eppure stavolta è diverso. Così sento, almeno: come se fosse l’ultima volta. Sento di marciare verso la maturità – il che, dieci anni giusti dopo l’omonimo esame, è il minimo. (Lo sento come Tommy David, lo sento in quanto Davide Tomasello.)
2. Del leggere gli altri
Dacché scrivevo di Platone ne è corso. Ho letto la Politica di Aristotele – ahimè, non ho avuto le energie per scriverne, o forse è la competenza a mancare. Ho poi cominciato a leggere Gödel, Escher, Bach e mi sto spazientendo ogni giorno di più. Mi mancano i miei filosofi classici teorici politici, lasciati lontano. Mi pento di essere tornato al fiacco dilemma sulla mente – gödelianamente affrontato per giunta: bah! (L’ingegneria m’aveva tediato già nove anni fa.)
3. Dell’essere se stessi
Cerco di riscoprire la mia identità – di Tommy David, di Davide Tomasello. Cosa sono? Cosa sono essi? Cosa sono io? Filosofo? Bah. Chitarrista? Così così. Fotografo? Poco. Cuoco? Col culo. Poeta? Un tempo, per finta. Geek? Giusto perché passo al pc più tempo del dovuto – anche per scrivere, talvolta. In soldoni, le mie passioni son tutte temporanee. (Fracassare le scatole – al prossimo e a me stesso – quello no, non mi ha ancora stufato.)
4. Della vita campagnola
Voglio tornare a vivere in campagna. Come una volta, come da laureato non specializzato. Posso vivere al verde, ma tra il verde. Dimorare un mese alle vigne resuscita fantasmi. Piacevoli freschi teneri profumati fantasmi – e se donne, son belle di notte. Sento che la vigna potrebbe mutare il mio angusto pensiero, rendendolo augusto – gustosamente teoretico. (O perché starei virando verso la filosofia politica, se non per il ritorno alla polis?)
5. Della stanchezza di Tommy David
Tommy David, sei stanco. Hai scritto molto – molte cazzate anzitutto. Hai cancellato parecchio – ma non abbastanza. Hai delirato, ti sei nascosto dietro la maschera (o dietro al dito), hai suonato, immaginato (senza concludere), letto a letto, al netto; hai bevuto, esibito, scattato. Sei stanco, Tommy David. Riposati. (Firmato: Davide Tomasello.)
6 Commenti
Che dire, io ne avevo già parlato tempo fa e spero di non averti influenzato con le mie chiacchiere
Devo andarmelo a cercare. Sono anche in sciopero da internet, da inizio mese…
Ti capisco bene. E viva l’angoscia.
Soprattutto hai esibito!
Tornati a Platone vien voglia solo di vera filosofia, vero?
Che stanchezza. Che insoddisfazione di se stessi e del mondo intorno. La natura come posto dove fuggire e ritrovare se stessi. Abbiamo tante cose in comune Davide, non ultima l’ insularità che forgia menti e corpi più di ogni altra caratteristica geografica.
Ma è anche Agosto, l’afa delle nostre isole stanca. Io rinasco come una fenice in autunno e spero che capiti anche a te e al tuo blog.
un abbraccio
Fabry
Triad: e muoia l’angosciato.
Cateno: dobbiamo davvero parlare di esibizioni?
Fabristol: in queste cinque settimane mi sono ritrovato. Ho girato le spalle al (vostro) mondo: niente internet né tv (ma questa non era una novità), e ho evitato accuratamente i GR. Sto meglio. Ma adesso in città ho trovato la cappa che temevo.
P.S. Anch’io adoro l’autunno, che per me è il vero inizio dell’anno.