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Sabato 06/09/08, 17:29

Da leggere e conservare

...dove Tommy dice di fatti suoi e di libri, suscitando 9 commenti

Uno dei miei più grandi crucci è quello di non avere abbastanza memoria libraria – il che è un eufemismo per dire che è norma ch’io non ricordi un cazzo o quasi di ciò che leggo. La cosa mi addolora non poco, a maggior ragione considerando il numero non irrispettabile di libri posseduti (di cui una quota poco indifferente letti).

libri gettati
Sembra un male incurabile. Intere pagine lette nell’ultima dozzina d’anni sono state inesorabilmente affidate all’oblio, e di quelle notti sui libri è rimasta solo qualche tiepida sensazione, qualche tenue eco dissolta ormai quasi del tutto. Inoltre, come se non bastasse, sono (stato) affetto dall’avversione allo sciupamento dei libri. Non ho mai capito con quali motivazioni la gente si arrogasse il diritto di erigere impalcature di parole proprie su quelle altrui.

insegnamento molecolare
Di conseguenza non ho mai sottolineato i libri che ho letto: mi è sempre sembrata una cosa stupida (adesso mi sembra piuttosto vero il contrario), e brutta a vedersi. Ma il mese scorso, forse preso dalla nostalgia delle sottolineature compulsive e coatte di squallide fotocopie indesiderate – attività che m’ha accompagnato per sette lunghi anni universitari – ho cominciato a scalfire lievemente le pagine dei libri che leggevo con qualche timido segnetto a mina. Poi c’ho pure preso gusto.

mela verde delicious
No, non mi sono totalmente ricreduto: detesto ancora i libri orrendamente sfregiati, quelli che qualcuno definisce “vissuti” ma che a me paiono solo orrendi mostri di carta gonfia, spiegazzata, ingiallita, accartocciata e tutta solcata da brutti segnacci oscuri che stuprano l’occhio e oscurano le parole del vero autore (diamine, sono libri – oggetti sacri –, non liste della spesa!). No: lo scopo dei miei segnetti (all’inizio a margine di pagina, poi anche sotto qualche rigo, e domani chissà) è quello di permettermi di rintracciare subito i passi che poi o prima riporterò diligentemente su qualche supporto di memoria esterno, vista la carenza di quella interna.

meridiana dello spazio e del tempo
Il computerino l’ho già (anche se in verità lo adopera più Lei che io): si tratta solo di compiere uno sforzo di volontà tra una lettura e l’altra. Cosa che sembra mancarmi totalmente, preso come sono – in questo senso il periodo post-universitario è assai fecondo – dalla frenesia delle letture (forse fisiologico contrappasso alla pochezza, quando non al nulla, di ciò che m’hanno fatto leggere in questi vili anni).

giovani vecchi laureati
Non che legga tanto: non è mai abbastanza. E poi, per leggere roba seria è necessaria la congiuntura. La mente dev’essere fresca, il corpo rilassato (e viceversa). Mica si può riflettere limpidamente sul Bene, sul Bello, sul Vero, sull’Uno e sul Tutto col cane che abbaia senza sosta e i familiari che sovrastano i canini latrati con le loro emissioni di fiato.

miranda quasi in mutanda
Il fatto è che (spero “finora”) non riesco poi a sedermi, a riunire le energie, a riaprire il libro e cercare i segni grigi (non neri: mai sia!), sillabarne le righe, ricopiarle al pc, intercalarle con riassunti del non trascritto e inframezzarle di riflessioni più o meno mie, più o meno spontanee: in poche parole scrivere una recensione.

quasi monaca
Forse è vero che quel che mi manca è (un) metodo. Forse. O più semplicemente mi manca la pazienza, la lentezza, il respiro (sempre ampio) e tutte le altre amene qualità dell’umanista che commenta, commenta e ancora commenta. Quel tipo, insomma, che arriva alla cosiddetta maturità a tarda età, quando la stanchezza, la disillusione e la diafonia cacofonica delle sue letture gli avranno fatto perdere qualsiasi opinione sua (o, peggio, l’avranno incancrenito in sterili idee mutuate dai suoi più illustri predecessori).

vegliardo imbiancato
Stop. Così dicendo svio il discorso. (Del filosofo che – come dio – crea volevo parlarne un’altra volta, più diffusamente. Vi basti il cenno, ora o per sempre.) Il fatto è che, tra i propositi settembrini, contemplavo segretamente anche quello di avviare quaggiù una sezione dedicata alle mie letture, ai libri che mi segnano mentre li segno. Qualcosa che in pratica mi serva essenzialmente a rammemorare rapidamente e comodamente. (Sottovoce, un mero espediente che incrementi ulteriormente il mio ego.)

anfibi psichedelici
Ma vi pare che sia finita qui? No, perché sono un filosofo, e dunque sono problematico (o forse semplicemente “paranoico” – un po’ così, per rendere l’idea1). Così – riecco l’usuale autoreferenzialità e una delle mie solite vane richieste d’aiuto al lettore – non so se dedicarmi a qualcosa tipo recensione promessa, seria o addirittura ufficiale, ovvero a qualcosa di più leggero come il libro del mese o le letture, per prendere spunto dai nostri paladini. Probabilmente però la verità sta in mezzo (come tutto ciò che è d’impaccio)2, e dunque mi sembrano ammirevoli gli spunti3 free dell’Estinto, liberi soprattutto dalla smania di far credere che s’andrebbe creando – pur solo commentando. (Ok, c’ha tagghiu. Ne riparleremo.)

sguardi dipinti
Mah. Nell’attesa di capire che fare delle mie letture, e cercando soprattutto di riprenderle (viste le recenti ore turbate), mi trastullo sognando gli ebook. (Sono davvero vantaggiosi, convincetevene – anche alla luce dei miei tormenti.)

dipinto sensualmente kitsch


Note:
  1. E così torna tutto, trame svaporate comprese.
  2. Altro ipse dixit per la gioia di Triad
  3. No, gli spuntini su aNobii non li ho considerati.

9 commenti

Lunedì 01/09/08, 00:38

Auguste cronache (di mentalità croniche)

...dove Tommy dice di fatti suoi, suscitando 6 commenti

Forse qualcuno saprà che campo di propositi, più o meno buoni1. Nel caso di questo blog, essi si incarnano sotto forma di interventi non scritti – a volte immaginati quasi per intero, a volte soltanto prefigurati. Ogni post non scritto (o non postato, nei casi più radicali), però, ha la sua ragione di (non) essere. E probabilmente, quelli preconizzati nelle fasi ipnagogiche di queste notti (o mattine…) dell’estate 2008 sono tutti accomunati dalla precarietà, ovvero dall’incertezza, dall’angoscia, dall’instabilità del vivere quotidiano. C’entra qualcosa la laurea, certo. C’entrano le notizie dal Minist(e)ro della (d)istruzione, anche.

bambina giocante
Ecco: al solo pensarci, mi vien voglia di cambiare argomento – e lo cambierò. Dicono che ai bloggers (e ai loro lettori) facciano tanto bene le liste. Dedichiamone subito una ai suddetti argomenti-non-argomentati (che probabilmente tali rimarranno – basti il sottostante accenno – o forse, dietro vostre debite pressioni, verranno sviluppati alla meno peggio):

  • quel famigerato articolo sui docenti indecenti (ne scriverò davvero presto, come promesso ad Antonio);
  • un resoconto su que(st)i sette anni universitari (come? Dite di comprenderlo entro le indecenze dei docenti? Naaa: altra roba, quella…);
  • un post serio sul futuro, sul lavoro e tutto quanto;
  • un post sul lavorìo (o probabilmente una semplice introduzione a quel che mi riprometto di fare dal settembre prossimo venturo in poi2);
  • qualche altro articolo sui ricordi musicali, sulla scia di quelli vecchi e di quelli meno vecchi;
  • qualcosa sull’insegnamento (ma ho le idee confuse dagli eventi);
  • qualcosa sulla Sicilia (ma ho le idee confuse dagli abitanti);
  • gli articoli (con)seguenti sull’argomento della tesi di laurea, il caro evoluzionismo (adesso viene la parte tosta – quella che più mi fa tribolare, tuttora);
  • un nuovo articolo sulle bambole reali(stiche) (per amor della cognizione sociale, e anche per tornare in vetta alle ricerche – fui secondo per un bel pezzo…);
  • forse qualcosa sulla fotografia e le fotografie (probabilmente uno di quei post che coronano l’inserimento coatto di foto su Flickr3).

Altra roba, mi asterrei – perché superata, per eventi esterni o interni.

fanciullo giocoso
Un’altra lista la dedicherei invece, per non farmi dire che alla fine non ne ho parlato, a ciò che ho compiuto in questo mese, ma non lo faccio perché questo mese non ho fatto granché oltre ad angosciarmi «nello spazio tra un enunciato e l’altro, qualcuno l’ha veduto» (ipse dixit).


Note:
  1. Celebri sono quelli usuali d’inizio anno: 2008, 2007, 2006. (Mi congratulo con me stesso per aver portato a compimento almeno il primo proposito dell’ultimo anno.)
  2. Come dite? È già settembre? Oh cazzo…
  3. Com’è diventato anche il presente post, del resto…

6 commenti

Venerdì 22/08/08, 16:17

Più serietà per TommyDavid.com?

...dove Tommy dice di fatti suoi e di webmaster, suscitando 14 commenti

Diciamolo subito: perseguo una tagline, ma anche – forse – un nuovo corso editoriale per questo sito. Vorrei smetterla con le fesserie, anche se non sarà facile (chi mi assicura che le cose che io reputo “serie” lo siano veramente?). Vorrei abbandonare questo nick anglofono che mi accompagna da un lustro ormai (o forse vorrei cambiare il nome che ho da oltre due decadi e mezza, chissà…). Penserei a migrare stabilmente (e fisicamente) a DavideTomasello.it, ma le ferree regole di Google (tutto un discorso di SEO…) mi fan passare la voglia. Ipotizzo un’epurazione con braghettoni: troppe volte questo sito ha indulto a immagini lascive – quando non scottanti argomenti: ma tanto quelli non li legge nessuno…

Jessica Gomes
Così, mentre voi meditate sui seguenti sottotitoli per questo sito (o magari pensate a proporne di nuovi),

  1. Immagini e parole, missioni e omissioni
  2. Pasticche filosofiche e pappardelle sinaptiche
  3. Deficienze filosofiche d’un mediocre eclettico
  4. Pallidi inchiostri incrostati di filosofia

io mi ritiro a meditare sul da farsi tra sederi femminei e tele pelose, tra statue ignude (ma sono artistiche o indecenti?) e bambole reali (ma qui siamo già nell’ambito dell’happening), tra donne inorganiche (ancora?) e avatar piccanti (essi furon), tra seni d’insegnanti e glutei di sconosciute, tra procacità di (semi)famose e masochismi da fumetto (meglio questi ultimi), tra chitarriste sexy e compagne di spaghettate (van bene entrambe…), tra pretesti aggressivi (per motori di ricerca) e visitatori svestiti (per amor di risparmio), tra trans e hentai, tra incisioni erotiche e spari in bocca, tra modelle da calendario e arti degeneri, tra dita in buchi e lingue in mucose, tra pudende di nazisti e pelurie antiche e moderne o rasate e infiammate

14 commenti

Lunedì 28/07/08, 13:15

I miei cinguettii

...dove Tommy dice di fatti suoi e di webmaster, suscitando 5 commenti

Forse non sarete così ottusi da non esservi accorti che da qualche tempo, entrando in questo blog dalla home page – e soltanto – il primo testo sensato che s’incontra è un breve messaggio, di non più d’un paio di righe, che contiene condensati di cazzate fugaci impressioni, brevi messaggi, sintesi di eventi (in atto o in potenza) o aforismi monchi. È la roba che posto su Twitter. Turyddu si chiede a cosa serve. A nulla che non sia perdita di tempo, come ogni cosa sul web Ad aggiornarvi sulle minchiate amenità che penso, dico e/o faccio in qualunque momento, senza necessariamente aprire un post sul blog (cosa non poco impegnativa per un inconcludente perdigiorno fecondo studioso come il sottoscritto).

gufo
La cosa fantastica è che posso aggiornarvi in qualunque momento. Basta un cellulare – che non sia Wind! – e l’associazione del device all’account. Si invia un sms e la perla di saggezza è immediatamente online. (Del resto i messaggi di microblogging su Twitter hanno un limite di 140 caratteri, poco meno di un sms.) In conclusione Twitter non serve a un cazzo e chi lo usa è antropologicamente diverso dal resto dell’umanità Twitter è una geniale invenzione per tenerci sempre aggiornati su ciò che pensiamo e facciamo in breve, e non posso che consigliarvi di iscrivervi e incominciare ad usarlo anche voi.

5 commenti

Domenica 13/07/08, 00:18

Postumi di laurea

...dove Tommy dice di fatti suoi, suscitando 11 commenti

Passano i giorni dalla mia laurea, tanto attesa e immaginata, e pian piano realizzo cos’è accaduto. Sostanzialmente si è chiusa un’epoca: non si può non partire da questa cocente consapevolezza.

Quest’ultima metà di 2008 appena cominciata sarà il periodo di transizione – non so quanto brutale o meno – verso l’età veramente adulta, verso il periodo cioè in cui non si può né si deve far più affidamento su forze esterne – su altri adulti. Ciò è causa di innumerevoli dibattiti tra me e Lei, e di continui ripensamenti tra me e me – suscitati anche dai vostri commenti. Ma mettiamo da parte, per qualche giorno ancora, queste angosce! Fatemi godere la laurea, non fate come il macellaio…

Queste giornate, con l’improvvisa sovrabbondanza di tempo libero, sono così destrutturate che alla fine concludo poco o nulla. Mi sto dedicando con tutto me stesso a cucinare e dormire: scopro così che soddisfare i bisogni naturali è la cosa più piacevole per l’uomo – ogni uomo. Poco male: animali siamo. I raffinati piaceri culturali sono senz’altro meno immediati di quelli originari1.

Va bene: la disputa natura/cultura è un problema filosofico trito e ritrito (individuarle è arduo; separarle vano, nell’uomo). Faceva bene Epicuro a distinguere piuttosto tra bisogni naturali e vani – e tra i primi, quelli necessari e quelli no. Il mio cucinare di cui sopra tende senz’altro a soddisfare un bisogno naturale, ma non rientra nell’ambito del “necessario” (mica m’accontento della prima sbobba che mi capita2!). Quanto ai bisogni vani, dunque: sto riprendendo timidamente a suonare la chitarra (nel 2008, prima di questa settimana, non l’avevo mai toccata – e si sente). Ho ricominciato a scattare fotografie (anche questa è attività abbandonata con l’anno nuovo e lo sprint finale da laureando). Spulcio riviste, spilucco libri, faccio cose.

io passeggio
Riguardo alla vanità delle vanità – la filosofia – cerco di capire se un’esistenza di studio faccia per me o meno. Certo che da queste avvisaglie si direbbe proprio di no: ho difficoltà a cominciare un libro, figuriamoci a finirlo! (Forse l’applicazione può derivare soltanto dalla coercizione, chissà.) La domanda cruciale, che m’incupisce non poco, è: quanti libri pienamente filosofici, quanti classici della filosofia ho veramente letto? Ché lo studio questo forse è: sapere cosa hanno pensato e scritto sui nostri stessi problemi persone nate prima di noi3. In ciò mi professo piuttosto filosofo naif e mediocre storico della filosofia (per quanto il mio “titolo” possa ingannare…): credo mi risulti più facile trovare le risposte in me4 che cercarle in altri5. E se poi qualcuno mi dice: ma questo l’aveva già detto Platone! (Platone sapeva tutto…) non posso che compiacermene.

Avete ragione: questo post ha preso brutte pieghe, e dunque i postumi richiederanno parecchi altri post ancora. Le note vi faranno capire che la vita – e lo scrivere – è più difficile di quanto sembri.


Note:
  1. Ok, ok: anche la cucina è cultura, lo so – a volte può essere addirittura scienza. Ma qui mi riferivo al tipo di piacere soddisfatto, non agli oggetti – pignatte & brande – che ci procurano il godimento!
  2. Eppure concordo pienamente con Epicuro quando afferma che «i cibi frugali danno lo stesso piacere che un cibo sontuoso, una volta che sia eliminato il dolore che viene dal bisogno; una focaccia e un sorso d’acqua danno il più alto piacere a chi li gusti avendone realmente bisogno» (dalla Lettera a Meneceo). Ne riparlerò…
  3. Ma per questo basterebbe un qualsiasi manuale, probabilmente. E allora? Aggiungiamoci le nostre personali riflessioni e rielaborazioni: dalle idee acquisite da chi ci ha preceduto si possono affinare (semi)nuovi pensieri più idonei ai tempi, agli spazi, alle genti…
  4. Checché ciò voglia dire: non scorgo mica, “guardando dentro me”, cosa significhi la vita, l’universo e tutto quanto!
  5. Minchiatona colossale. Basta un’occhiata alla filosofia dell’ultimo secolo con le sue innumerevoli branche – ermeneutica epistemologia estetica eccetera, esistenzialismo escluso (ma non è una branca…) – per capire che non è affatto così semplice.

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