Lunedì 01/09/08, 00:38
Forse qualcuno saprà che campo di propositi, più o meno buoni. Nel caso di questo blog, essi si incarnano sotto forma di interventi non scritti – a volte immaginati quasi per intero, a volte soltanto prefigurati. Ogni post non scritto (o non postato, nei casi più radicali), però, ha la sua ragione di (non) essere. E probabilmente, quelli preconizzati nelle fasi ipnagogiche di queste notti (o mattine…) dell’estate 2008 sono tutti accomunati dalla precarietà, ovvero dall’incertezza, dall’angoscia, dall’instabilità del vivere quotidiano. C’entra qualcosa la laurea, certo. C’entrano le notizie dal Minist(e)ro della (d)istruzione, anche.

Ecco: al solo pensarci, mi vien voglia di cambiare argomento – e lo cambierò. Dicono che ai bloggers (e ai loro lettori) facciano tanto bene le liste. Dedichiamone subito una ai suddetti argomenti-non-argomentati (che probabilmente tali rimarranno – basti il sottostante accenno – o forse, dietro vostre debite pressioni, verranno sviluppati alla meno peggio):
- quel famigerato articolo sui docenti indecenti (ne scriverò davvero presto, come promesso ad Antonio);
- un resoconto su que(st)i sette anni universitari (come? Dite di comprenderlo entro le indecenze dei docenti? Naaa: altra roba, quella…);
- un post serio sul futuro, sul lavoro e tutto quanto;
- un post sul lavorìo (o probabilmente una semplice introduzione a quel che mi riprometto di fare dal settembre prossimo venturo in poi);
- qualche altro articolo sui ricordi musicali, sulla scia di quelli vecchi e di quelli meno vecchi;
- qualcosa sull’insegnamento (ma ho le idee confuse dagli eventi);
- qualcosa sulla Sicilia (ma ho le idee confuse dagli abitanti);
- gli articoli (con)seguenti sull’argomento della tesi di laurea, il caro evoluzionismo (adesso viene la parte tosta – quella che più mi fa tribolare, tuttora);
- un nuovo articolo sulle bambole reali(stiche) (per amor della cognizione sociale, e anche per tornare in vetta alle ricerche – fui secondo per un bel pezzo…);
- forse qualcosa sulla fotografia e le fotografie (probabilmente uno di quei post che coronano l’inserimento coatto di foto su Flickr).
Altra roba, mi asterrei – perché superata, per eventi esterni o interni.

Un’altra lista la dedicherei invece, per non farmi dire che alla fine non ne ho parlato, a ciò che ho compiuto in questo mese, ma non lo faccio perché questo mese non ho fatto granché oltre ad angosciarmi «nello spazio tra un enunciato e l’altro, qualcuno l’ha veduto» (ipse dixit).
Note:
Lunedì 28/07/08, 13:15
Forse non sarete così ottusi da non esservi accorti che da qualche tempo, entrando in questo blog dalla home page – e lì soltanto – il primo testo sensato che s’incontra è un breve messaggio, di non più d’un paio di righe, che contiene condensati di cazzate fugaci impressioni, brevi messaggi, sintesi di eventi (in atto o in potenza) o aforismi monchi. È la roba che posto su Twitter. Turyddu si chiede a cosa serve. A nulla che non sia perdita di tempo, come ogni cosa sul web Ad aggiornarvi sulle minchiate amenità che penso, dico e/o faccio in qualunque momento, senza necessariamente aprire un post sul blog (cosa non poco impegnativa per un inconcludente perdigiorno fecondo studioso come il sottoscritto).

La cosa fantastica è che posso aggiornarvi in qualunque momento. Basta un cellulare – che non sia Wind! – e l’associazione del device all’account. Si invia un sms e la perla di saggezza è immediatamente online. (Del resto i messaggi di microblogging su Twitter hanno un limite di 140 caratteri, poco meno di un sms.) In conclusione Twitter non serve a un cazzo e chi lo usa è antropologicamente diverso dal resto dell’umanità Twitter è una geniale invenzione per tenerci sempre aggiornati su ciò che pensiamo e facciamo in breve, e non posso che consigliarvi di iscrivervi e incominciare ad usarlo anche voi.
Mercoledì 09/04/08, 23:52
Nei giorni passati, nell’attesa del lancio di Wordpress 2.5, mi sono dedicato al restyling del tema (l’ennesimo, ma forse il più importante) così tanto da dimenticare i contenuti. Volevo un’interfaccia più chiara, magari meno frivola e lugubre, ma soprattutto leggibile. Già: perché se adoro la grafica, è anche vero che nel blog regnano (o almeno dovrebbero) i contenuti scritti. Così abbandono un po’ a malincuore lo sfondo scuro (addio: eri riposante per la mia vista…) e gli orpelli nelle varie pagine: non si può non appurare che i caratteri scuri su sfondo chiaro sono i più leggibili. (Rimango comunque dell’idea che per gallerie d’immagini lo sfondo nero sia imbattibile. Lo capiranno mai quelli di Flickr?)

Finalmente tutti i grassetti saltano fuori dallo schermo, guidano la lettura, indirizzano gli occhi. Vorrei tanto farlo comprendere ad Ossidia, che ritiene questa “nuova” grafica la versione scìpita della precedente (ma forse non ha tutti i torti…). Che dire: gli sfondi maculati li lascio ai bimbiminkia che talvolta vengono a cercarmi. Intanto, attendendo la totale svolta filosofica di codesto taccuino virtuale (accadrà mai?), continuerò a smanettare per migliorarne la parte grafica. Temo quantomeno che la scritta gialla nel logo la chiassosità di alcune immagini stoni col resto del sito…
Giovedì 21/02/08, 07:54
In questi giorni, tra le varie idee per risanare questo blog, sto prendendo in considerazione anche quella di fare la tesi con il blog. Cordef, professore di Scienze della comunicazione, lancia questa sfida con l’obiettivo di far uscire dallo “splendido isolamento” la coppia relatore-laureando. Condivisibilissimi i dubbi e le remore: la paura di essere copiati (in gran parte ingiustificata), la (in)disponibilità del relatore (potrebbe essere il mio caso), la confusione che si verrebbe a creare (a causa della sequenza dei post e dell’accavallarsi di commenti). Tuttavia credo che potrebbe essere una bella idea. Nel caso di una certa “gelosia” nel voler condividere i testi c’è sempre la possibilità di aprirsi un blog privato o semiprivato (accessibile soltanto a pochi eletti), anche se penso si perderebbe molta efficacia (i potenziali contributi di altri interessati all’argomento). Mi piacerebbe sapere cosa ne pensate; in particolare esorto l’opinione del Prof e dei suoi laureandi.
Intanto la butto lì: la mia tesi – mi odierete per questo! – verterà su evoluzionismo e memetica in Dennett; relatore il prof. Camardi (che, per quanto niente affatto digiuno di internet, tuttavia preferisce – come tutti noi, del resto – leggere e correggere su carta…). Voi mi seguireste non avari di suggerimenti, giusto per uno scambio culturale tra colleghi e appassionati?
Martedì 19/02/08, 17:06
Cerchiamo di portare un po’ d’ordine in questo blog cominciando a tracciare le vie da percorrere. Le mie cure saranno rivolte anche alla parte formale, oltre a quella contenutistica. Comincerò con la parte più tecnica. Come accennato, ho già cominciato ad apportare qualche piccola invisibile variante. Tutta colpa della (ri)scoperta del fantastico mondo dei plugins di Wordpress. Forse la cosa più interessante per voi lettori al momento è la possibilità di sottoscriversi via email ai nuovi commenti di un post (dopo averne lasciato voi stessi uno). Provatelo (basta spuntare la casellina posta prima del tasto di invio commento) e fatemi sapere che ne pensate. (A giudicare dal numero di adesioni allo scorso post, direi che non ve ne frega nulla. Scemini, l’iscrizione è valida solo per quel post, e potete cancellarla quando volete!) Altra piccola modifica, l’abbandono del contatore: ho detto addio alle statistiche pubbliche di Shinystat (che potete ancora reperire, se siete abbastanza interessati e non del tutto intorpiditi): il vantaggio per voi sarà un’incrementata velocità, almeno spero, nel caricare le pagine – per me una maggiore discrezione sulle mie statistiche. Il resto è da un lato un lavoro di SEO (che però è inutile se mancano i contenuti…), dall’altro la valutazione di nuovi servizi – leggi sempre: installazione di plugin – per i lettori. Stavo valutando ad esempio se inserire un plugin per la votazione dei post (le mitiche 5 stelline): vi impigrirei troppo? vi solleverei dalla noia di scrivere? insomma: vi farei un favore o uno sgarbo? Stavo anche considerando se fosse meglio non apportare alcuna modifica, visto che sospetto che simili complessità portino complicazioni. Temo ad esempio che il server abbia cominciato a generarmi errori 500. Pertanto se ottenete anche una sola volta una pagina di errore 500 (come quella sottostante) siete pregati di avvisarmi tempestivamente. Probabilmente li ottengo solo io dal pannello di amministrazione, ma non può mai sapersi…

In bilico tra semplicità e complessità, dunque. A questo punto sarei tentato di installare un plugin per i sondaggi: non (solo) per chiedervi se vi piacerebbe che (man)tenessi un plugin per i sondaggi, ma anche per sottoporvi l’annosa questione sulla
grafica: caratteri scuri su sfondo chiaro (nero su bianco) o viceversa? Al momento lo schema dei colori è chiaro su scuro (ma va’…). Come
ho già detto amo il viola, e preferisco gli sfondi scuri in quanto mi sembrano più riposanti per la vista. (Prima di avere uno schermo LCD ero solito abbassare quasi al minimo il contrasto dei vecchi schermi: quel bianco sparato dal tubo catodico mi accecava…) Tuttavia capisco che spesso possono non risultare pienamente leggibili e danno impressione di scarsa eleganza. Voi che mi consigliate di fare? Probabilmente basterebbe semplicemente aumentare la dimensione dei caratteri, come
suggeriva Giofilo; in ogni caso mi sa che lo sfondo maculato, per quanto scuro, dovrò toglierlo perlomeno da questa colonna col testo: temo distragga la lettura. Insomma, suggeritemi voi. Siete costretti.

La terza questione è
organizzativa. Pensavo di cominciare a far uso delle categorie per meglio applicare una tassonomia agli scritti di questo blog. Perché i tags sono belli e bravi, ma non sufficienti. Le categorie mi aiuterebbero a riordinare gli scritti e dunque le idee; il problema è: quante? E quali? Ahimè, temo che non ne basterebbero una dozzina. Spariamone alcune:
arte religione filosofia politica musica fotografia chitarra lettura diario insegnamento cucina società. Queste per limitarmi alla dozzina (ma ne starò dimenticando qualcuna). Ok, so cosa state per dirmi: caro Tommy, ma tu non hai
mai parlato di… (libri, ad esempio). Vi rispondo:
finora, cari. Qualcosa cambierà. Lo prometto solennemente. Basterà essere meno pigro e più reattivo (dico niente…).
Per finire, la quarta ed ultima questione è
strutturale: ebbene, per questo tema usai le tabelle anziché i fogli di stile (che qui specificano solo i caratteri), e me ne vergogno. Per fortuna soltanto
Giofilo sta capendo di cosa parlo: gli altri facciano finta di non aver avvertito il mio rossore. Anche perché, se proprio dovessi usare il
sacchetto di carta, lo indosserei a causa dei contenuti del blog, non per la sua forma. La questione dei contenuti sarà il contenuto della prossima blog-paranoia.