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	<title>Tommy David &#187; creare</title>
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	<description>Lo spazio temporale di Davide Tomasello</description>
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		<title>Vorrei come lui scrivere</title>
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		<pubDate>Sun, 12 Apr 2009 19:27:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tommy David</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Come lui, vorrei scrivere. <b>Vorrei scrivere come lui</b>. È quel che giunge a pensare qualsiasi lettore di Proust. Perché il lettore di Proust non è un semplice lettore. È il Lettore dell’Opera – per usare majuscole così pomposamente filosofiche<sup>1</sup>. È un coraggioso, o un temerario. Un lettore avido, e di conseguenza – sono pronto a scommetterci – anche un <b>aspirante scrittore</b>. Uno di quelli che cerca l’ispirazione – o placa la disperazione – nella lettura; uno che, per orrido contrappasso, più legge e meno riesce a scrivere. Quale sorpresa, allora, quando scorgiamo in Marcel ancora ragazzetto le nostre stesse ambizioni! Le medesime frustrazioni che secondo me (in)formano e deformano gran parte della cosiddetta <i>modernità</i>: il <b>confronto con una tradizione sempre più vasta</b> (sebbene sempre più debole) e soprattutto la <i>possibilità</i> stessa del confronto, cosa che ci abbatte tutti.</p>
<p><img src="http://www.tommydavid.com/blog/images/marcelproust.jpg" title="Il suo sguardo, poi, così atteggiato eppur fermo e sottilmente beffardo, è tra i più intimorenti per un aspirante scrittore." alt="Marcel Proust" /></p>
<p>Per definirci, infatti, non possiamo prescindere dagli <i>altri</i>: per un Autore poi (per quanto <i>aspirante</i>) l’entità “l’Altro” è tripartita: Pubblico, Critica e altri Scrittori<sup>2</sup>. Ma non voglio impantanarmi in queste discussioni: ne uscirei ancor più infangato – per l’<b>incapacità di scriver(n)e</b>, manco a dirlo. Voglio invece chiedermi cosa fa lo Scrittore di così peculiare: <b>cos’è il talento</b> letterario. Proust ci porge un suggerimento quasi sussurrato:</p>
<blockquote><p>«Impieghiamo molto tempo a riconoscere nella fisionomia particolare di un nuovo scrittore il modello che reca l’etichetta “grande talento” nel nostro museo delle idee generali. Proprio perché si tratta di una fisionomia nuova, non riusciamo a scorgervi una completa somiglianza con ciò che chiamiamo talento. Diciamo piuttosto originalità, fascino, delicatezza, forza; e poi, un giorno, ci rendiamo conto che il talento è appunto tutte queste cose» (I, 121)<sup>3</sup>.</p></blockquote>
<p>Sembra facile; ma qua la descrizione del talento è essenzialmente <i>formale</i>. E la materia? I contenuti? È vero o falso che una bella forma rende gradevole qualsiasi contenuto? Si può scrivere in modo bello e buono di qualunque cosa<sup>4</sup>? O forse è la stessa distinzione tra forma e contenuto ad essere errata? Non lo so. Davvero. <b>Tutti questi pensieri mi bloccano</b>. Più ci penso, più smetto di credere a qualsiasi (pre)giudizio (e se smetto di giudicare <b>smetto di agire</b>&#8230;). Ma ancora una volta Marcel è al mio<sup>5</sup> fianco:</p>
<blockquote><p>«E questi sogni mi facevano pensare che, dal momento che volevo un giorno diventare uno scrittore, era tempo di sapere quel che meditassi di scrivere. Ma appena me lo chiedevo, tentando di rintracciare un argomento nel quale poter racchiudere un immenso significato filosofico, la mia intelligenza smetteva di funzionare, non vedevo più che il vuoto di fronte alla mia attenzione, sentivo di non avere talento o che, forse, una malattia cerebrale gli impediva di nascere» (I, 210)<sup>6</sup></p></blockquote>
<p>Insomma, non può che essere <b>filosofico l’argomento</b>. Ma quale? Cosa? Come?<sup>7</sup> Disperazione. Frustrazione. Dunque silenzio?</p>
<p><img src="http://www.tommydavid.com/blog/images/proustmorto.jpg" title="Del resto anche lui morì senza avere avuto piena soddisfazione per la sua Opera." alt="Proust morto" /></p>
<p>Dunque sì. La si può fare <em>facile</em>, e pensare di <b>rinunciare ad ogni velleità di scrittore</b>. Ma l’inazione è causa o conseguenza della supposta mancanza di talento? Volere è potere? L’<em>ottimismo della volontà</em> è davvero ciò che ci riscatterà? Anche quando il mondo è così riluttante? O quando noi, <i>noi!</i>, <b>siamo così sordi, tordi, muti e nudi</b>? Leggiamo assieme ancora un rammarico di Proust:</p>
<blockquote><p>«Mi sembrava, in quei momenti, di esistere nello stesso modo degli altri uomini, che sarei invecchiato, che sarei morto come loro, e che in mezzo al mucchio sarei stato semplicemente uno dei tanti che non hanno attitudine allo scrivere. E così, sfiduciato, rinunciavo per sempre alla letteratura» (I, 211).</p></blockquote>
<p>Niente come questa asserzione mi sembra così dolorosamente familiare<sup>8</sup>. Forse l’unico rimedio è consolarci ritraendoci in «quella che fra tutte le diverse vite parallele che noi viviamo è la più piena di peripezie, la più ricca di episodi, voglio dire la vita intellettuale» (I, 223). Se attivamente (scrivendo) o passivamente (leggendo), poco conta: è la <b>distinzione tra creatore e fruitore</b> che ci fotte.</p>
<small><br /><b>Note:</b></small><ol class="footnotes"><li id="footnote_0_908" class="footnote">Anche Proust non le lesinava in alcuni termini come Tempo o Abitudine. Ma giusto per rimarcare il significato <i>diverso</i> rispetto al solito.</li><li id="footnote_1_908" class="footnote">O forse è solo bipartita tra Lettori (pubblico e critica, poco conta per un Autore) e Scrittori (a loro volta possibili Lettori, se contemporanei e interessati, o metri di paragone, se anteriori nel tempo o sopraelevati nello spazio).</li><li id="footnote_2_908" class="footnote"><a href="http://www.tommydavid.com/2009/04/04/approdai-a-combray/" target="_blank">Ricordate</a>? Cito sempre col numero del volume e quello della pagina dalla mia edizione Mondadori, collana “Oscar Grandi Classici”.</li><li id="footnote_3_908" class="footnote">Non so perché, ma m’è tornato in mente un improbabile <i>Elogio della calvizie</i>, di Sinesio, che avrò letto a tredici anni. Ah, la memoria&#8230;</li><li id="footnote_4_908" class="footnote"><i>Nostro!</i>, cari miei lettori e aspiranti Scrittori anche voi&#8230;</li><li id="footnote_5_908" class="footnote">Più avanti Proust parlerà addirittura della sua noia come «quella sensazione della mia impotenza che avevo provata ogni volta che avevo cercato un argomento filosofico per una grande opera letteraria» (I, 218)&#8230;</li><li id="footnote_6_908" class="footnote">La risposta pare che l’avremo soltanto all’ultimo volume, che avevo follemente pensato di leggere per primo. Sarebbe stata un’idea troppo malvagia?</li><li id="footnote_7_908" class="footnote">A me, a differenza che <a href="http://www.catenotempio.eu/2009/01/24/il-tempo-ritrovato" target="_blank">a Cateno</a>, la vicenda di Swann e Odette non ha procurato alcuna catarsi: semplicemente non cercavo consolazioni a gelosie mai nutrite&#8230;</li></ol>

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		<title>Da leggere e conservare</title>
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		<pubDate>Sat, 06 Sep 2008 15:29:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tommy David</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Uno dei miei più grandi crucci è quello di <b>non avere abbastanza memoria libraria</b> – il che è un eufemismo per dire che è norma ch’io non ricordi un cazzo o quasi di ciò che leggo. La cosa mi addolora non poco, a maggior ragione considerando il numero non irrispettabile di libri posseduti (di cui una quota poco indifferente letti). </p>
<p><img src="http://www.tommydavid.com/blog/images/dlec01.jpg" title="Alcuni verrebbe da buttarli, però." alt="libri gettati" /><br />
Sembra un male incurabile. Intere pagine lette nell’ultima dozzina d’anni sono state inesorabilmente affidate all’oblio, e di quelle notti sui libri è rimasta solo qualche tiepida sensazione, qualche tenue eco dissolta ormai quasi del tutto. Inoltre, come se non bastasse, sono (stato) affetto dall’avversione allo sciupamento dei libri. Non ho mai capito con quali motivazioni la gente si arrogasse il diritto di <b>erigere impalcature di parole proprie su quelle altrui</b>.</p>
<p><img src="http://www.tommydavid.com/blog/images/dlec02.jpg" title="Parole su pagine, costruzioni su impalcature." alt="insegnamento molecolare" /><br />
Di conseguenza <b>non ho mai sottolineato i libri che ho letto</b>: mi è sempre sembrata una cosa stupida (adesso mi sembra piuttosto vero il contrario), e brutta a vedersi. Ma il mese scorso, forse preso dalla nostalgia delle sottolineature compulsive e coatte di squallide fotocopie indesiderate – attività che m’ha accompagnato per sette lunghi anni universitari – ho cominciato a scalfire lievemente le pagine dei libri che leggevo con qualche timido segnetto a mina. Poi c’ho pure preso gusto. </p>
<p><img src="http://www.tommydavid.com/blog/images/dlec03.jpg" title="Ed è pure sfizioso." alt="mela verde delicious" /><br />
No, non mi sono totalmente ricreduto: detesto ancora i libri orrendamente sfregiati, quelli che qualcuno definisce “vissuti” ma che a me paiono solo orrendi mostri di carta gonfia, spiegazzata, ingiallita, accartocciata e tutta solcata da brutti segnacci oscuri che stuprano l’occhio e oscurano le parole del vero autore (diamine, sono libri – oggetti <i>sacri</i> –, non liste della spesa!). No: lo scopo dei miei segnetti (all’inizio a margine di pagina, poi anche sotto qualche rigo, e domani chissà) è quello di permettermi di rintracciare subito i passi che poi o prima riporterò diligentemente su qualche <b>supporto di memoria esterno</b>, vista la carenza di quella interna. </p>
<p><img src="http://www.tommydavid.com/blog/images/dlec04.jpg" title="La memoria, il tempo, lo spazio... L’uomo." alt="meridiana dello spazio e del tempo" /><br />
Il <a href="http://www.tommydavid.com/2008/07/08/asus-eeepc-900-i-propri-appunti-ovunque/ " target="_blank">computerino</a> l’ho già (anche se in verità lo adopera più <a href="http://www.ossidia.it" target="_blank">Lei</a> che io): si tratta <i>solo</i> di compiere uno sforzo di volontà tra una lettura e l’altra. Cosa che sembra mancarmi totalmente, preso come sono – in questo senso il periodo post-universitario è assai fecondo – dalla <b>frenesia delle letture</b> (forse fisiologico contrappasso alla pochezza, quando non al nulla, di ciò che m’hanno fatto leggere in questi vili anni). </p>
<p><img src="http://www.tommydavid.com/blog/images/dlec05.jpg" title="Non vedevamo l’ora." alt="giovani vecchi laureati" /><br />
Non che legga tanto: non è mai abbastanza. E poi, <b>per leggere roba seria è necessaria la congiuntura</b>. La mente dev’essere fresca, il corpo rilassato (e viceversa). Mica si può riflettere limpidamente sul Bene, sul Bello, sul Vero, sull’Uno e sul Tutto col cane che abbaia senza sosta e i <a href="http://www.tomasello.eu" target="_blank">familiari</a> che sovrastano i canini latrati con le loro emissioni di fiato. </p>
<p><img src="http://www.tommydavid.com/blog/images/dlec06.jpg" title="Miranda è bella (e anche fresca) ma non è vera: è un bene?" alt="miranda quasi in mutanda" /><br />
Il fatto è che (spero “finora”) non riesco poi a sedermi, a riunire le energie, a riaprire il libro e cercare i segni grigi (non neri: mai sia!), sillabarne le righe, ricopiarle al pc, intercalarle con riassunti del non trascritto e inframezzarle di riflessioni più o meno mie, più o meno spontanee: in poche parole <a href="http://www.sitosophia.org/scrivi-una-recensione/ " target="_blank">scrivere una recensione</a>.</p>
<p><img src="http://www.tommydavid.com/blog/images/dlec07.jpg" title="Colpo di scena!" alt="quasi monaca" /><br />
Forse è vero che <b>quel che mi manca è (un) metodo</b>. Forse. O più semplicemente mi manca la pazienza, la lentezza, il respiro (sempre ampio) e tutte le altre amene qualità dell’<i>umanista</i> che commenta, commenta e ancora <a href="http://www.sitosophia.org/forum/viewtopic.php?f=5&#038;t=480" target="_blank">commenta</a>. Quel tipo, insomma, che arriva alla cosiddetta <i>maturità</i> a tarda età, quando la stanchezza, la disillusione e la diafonia cacofonica delle sue letture gli avranno fatto perdere qualsiasi opinione sua (o, peggio, l’avranno incancrenito in sterili idee mutuate dai suoi più illustri predecessori). </p>
<p><img src="http://www.tommydavid.com/blog/images/dlec08.jpg" title="Quanta polvere si accumula invecchiando..." alt="vegliardo imbiancato" /><br />
Stop. Così dicendo svio il discorso. (<i>Del filosofo che – come dio – crea</i> volevo parlarne un’altra volta, più diffusamente. Vi basti il cenno, ora o per sempre.) Il fatto è che, tra i <a href="http://www.tommydavid.com/2008/09/01/auguste-cronache-di-mentalita-croniche/" target="_blank">propositi settembrini</a>, contemplavo segretamente anche quello di avviare quaggiù una <b>sezione dedicata alle mie letture</b>, ai <a href="http://www.tommydavid.com/blog/libri/" target="_blank">libri</a> che mi segnano mentre li segno. Qualcosa che <i>in pratica</i> mi serva essenzialmente a <b>rammemorare rapidamente</b> e comodamente. (Sottovoce, un mero espediente che incrementi ulteriormente il mio ego.)</p>
<p><img src="http://www.tommydavid.com/blog/images/dlec09.jpg" title="Il prossimo passo sarà leccare rane." alt="anfibi psichedelici" /><br />
Ma vi pare che sia finita qui? No, perché <b>sono un filosofo, e dunque sono <i>problematico</i></b> (o forse semplicemente “paranoico” – un po’ <a href="http://www.zeteti.com/blik/?p=226" target="_blank">così</a>, per rendere l’idea<sup>1</sup>). Così – riecco l’usuale autoreferenzialità e una delle mie solite vane richieste d’aiuto al lettore – non so se dedicarmi a qualcosa tipo recensione <a href="http://www.sitosophia.org/archivio/recensioni/" target="_blank">promessa</a>, <a href="http://www.recensionifilosofiche.it/" target="_blank">seria</a> o addirittura <a href="http://lgxserve.ciseca.uniba.it/lei/2r/browse.html" target="_blank">ufficiale</a>, ovvero a qualcosa di più <i>leggero</i> come il <a href="http://www.biuso.it/index.htm#libro" target="_blank">libro del mese</a> o le <a href="http://www.giusepperaciti.eu/letture.htm" target="_blank">letture</a>, per prendere spunto dai nostri <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Opera_dei_Pupi" target="_blank">paladini</a>. Probabilmente però la verità sta in mezzo (come tutto ciò che è d’impaccio)<sup>2</sup>, e dunque mi sembrano ammirevoli gli spunti<sup>3</sup> <i>free</i> dell’<a href="http://www.lestinto.it/archivi/rubriche/recensioni/" target="_blank">Estinto</a>, liberi soprattutto dalla smania di far credere che s’andrebbe creando – pur solo commentando. (Ok, <abbr title="la smesso, lett.: “la taglio”">c’ha tagghiu</abbr>. Ne riparleremo.)</p>
<p><img src="http://www.tommydavid.com/blog/images/dlec10.jpg" title="Mille pensieri. O anche solo venticinque." alt="sguardi dipinti" /><br />
Mah. Nell’attesa di capire che fare delle mie letture, e cercando soprattutto di riprenderle (viste le recenti ore turbate), mi trastullo <strong>sognando gli <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/EBook" target="_blank">ebook</a></strong>. (Sono davvero <a href="http://www.ebook.mondadori.com/ebook/help.jsp" target="_blank">vantaggiosi</a>, convincetevene – anche alla luce dei miei tormenti.)</p>
<p><img src="http://www.tommydavid.com/blog/images/dlec00.jpg" title="Non so cosa c'entri st'immagine (e manco le precedenti). A te, caro lettore, il compito di afferrare il sottile (mica tanto poi) filo rosso che le unisce." alt="dipinto sensualmente kitsch" /></p>
<small><br /><b>Note:</b></small><ol class="footnotes"><li id="footnote_0_306" class="footnote">E così torna tutto, trame <i>svaporate</i> comprese.</li><li id="footnote_1_306" class="footnote">Altro  <a href="http://www.giusepperaciti.eu/volto.htm" target="_blank"><i>ipse dixit</i></a> per la <a href="http://www.tommydavid.com/2008/09/01/auguste-cronache-di-mentalita-croniche/#comment-6517" target="_blank">gioia</a> di <a href="http://www.davidedellombra.it/" target="_blank">Triad</a>&#8230;</li><li id="footnote_2_306" class="footnote">No, gli spuntini su <a href="http://www.anobii.com/" target="_blank">aNobii</a> non li ho considerati.</li></ol>

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