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	<title>Tommy David &#187; digitale</title>
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	<description>Lo spazio temporale di Davide Tomasello</description>
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		<title>Zoom G2Nu e G2.1Nu</title>
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		<pubDate>Sat, 13 Feb 2010 12:53:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tommy David</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Possiedo già una <a href="http://www.zoom.co.jp/english/products/g21u/">Zoom G2.1u</a>, l’acquisto repentino d’una fredda mattina invernale d’un anno fa nonché la più economica<sup>1</sup> interfaccia chitarra/computer via USB disponibile sul mercato. Visto il prezzo è anche abbastanza versatile; tuttavia non è esente da difetti &#8211; nel senso di vere e proprie <em>mancanze</em>. A livello hardware quello schermino anonimo, con due grosse cifre rosse adattate alla meno peggio ad un uso alfanumerico nonostante i led a sette segmenti, non è il massimo della praticità (ed è poco o punto esplicativo). A livello software, poi, posso lamentare, nell&#8217;ordine: l&#8217;assenza di un compressore <em>serio</em> (l&#8217;unico disponibile fa abbastanza pena ed è scarsamente regolabile); il phaser poco personalizzabile (oltre che criminalmente inserito nel modulo dei wah anziché in quello delle modulazioni); la scarsità di modelli fisici dalle sonorità schiettamente crunch (in compenso è molto versata sulle sonorità hi-gain, discretamente emulate); il cambio dell&#8217;algoritmo diretta/live (cioè per suonare attaccati al mixer o all&#8217;ampli) disponibile solo dentro il modulo di equalizzazione extra; niente phaser nel modulo effetti (l&#8217;ho detto e lo ribadisco); niente emulazione di delay analogico. Ma alla Zoom sembrano avermi sentito, e hanno pensato a <em>tutto</em>.</p>
<p><img src="http://www.tommydavid.com/blog/images/zoomg21nu.jpg" title="Zoom G2.1Nu." alt="pedaliera zoom" /></p>
<p>Non da molto sono stati presentati i nuovi modelli, <a href="http://www.zoom.co.jp/english/products/g2nu/">Zoom G2Nu e G2.1Nu</a>, che andranno a sostituire (ma probabilmente all&#8217;inizio si limiteranno ad affiancare) le attuali pedaliere Zoom di fascia media. Prima grande conquista: anche il modello senza pedale d&#8217;espressione incorporato è provvisto di porta USB. Ciò significa che con un centinaio d&#8217;euro (suppongo) potremo avere già il modello base pronto ad essere collegato al pc. Seconda (ma forse prima per importanza): abbiamo un comodo schermino LCD non avaro d&#8217;informazioni sulle impostazioni che si vanno a smanettare<sup>2</sup>. Finalmente si potrà regolare la pedaliera senza fare riferimento continuamente al manuale d&#8217;istruzioni! Terza: abbiamo ben <a href="http://www.zoom.co.jp/english/products/g2nu/30amp.html">30 modelli</a> di ampli e pedali. Vuoi vedere che finalmente, tra emulazioni di Tube Screamer, RAT, Big Muff e Plexi trovo il suono <em>vintage</em> che più m&#8217;aggrada? Quarta: oltre a nuove simulazioni di ampli, si sono arricchite pure le altre sezioni: tre compressori, chorus e delay &#8220;analogici&#8221;, &#8220;phase&#8221; nel modulo effetti (sarà il phaser che speravo?)&#8230; Quinta: un looper integrato (questa neanche la speravo&#8230;). Sesta: un semplice tastino per passare in modalità &#8220;direct&#8221; (utilissimo per registrare al volo con le stesse patch impostate per l&#8217;ampli!). Settima: Steve Vai c&#8217;ha messo il nome, stavolta (e spero che non l&#8217;abbia sperperato&#8230;). Insomma, le carte per essere una valida alternativa ai vari <a href="http://line6.com/products/pod/">POD</a> <em>adesso</em> mi sembrano esserci tutte<sup>3</sup>. Il suono, vedremo &#8211; anzi, udiremo.</p>
<small><br /><b>Note:</b></small><ol class="footnotes"><li id="footnote_0_2331" class="footnote">Almeno credo. Almeno tra quelle più complete di simulazioni ed effettistica. Almeno tra quelle con un hardware <em>calpestabile</em>.</li><li id="footnote_1_2331" class="footnote">A quanto pare visualizzerà i parametri sui quali si va ad agire. Era ora!</li><li id="footnote_2_2331" class="footnote">Del resto alla Zoom si sono ispirati pesantemente ai prodotti della Line 6&#8230; o è forse il contrario?</li></ol>

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		<title>Brevi note sull&#8217;analogico contro il digitale</title>
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		<pubDate>Sat, 15 Nov 2008 18:43:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tommy David</dc:creator>
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<li><a href='http://www.tommydavid.com/2008/12/27/un-anno-con-tommy-david/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Un anno con Tommy David'>Un anno con Tommy David</a></li>
</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Devo dire che leggendo <a href="http://hooverine.ilcannocchiale.it/2008/11/15/shopping_a_milano.html" target="_blank">questo post di Hooverine</a> mi sono un po’ sdegnato. Non meno di quanto mi accadeva in certe discussioni con <a href="http://portosepolto.wordpress.com" target="_blank">Galfio</a>, a dire il vero. L’argomento è sempre lo stesso: <b>la disputa dell’analogico contro il digitale</b>, in particolare applicata ai campi della musica (chitarra essenzialmente) e della fotografia. La solfa è sempre quella: <b>tentare di dimostrare la superiorità dell’analogico sul digitale</b>. </p>
<p>Ora, devo dire che in realtà nella fotografia simili discussioni sono meno marcate (almeno ultimamente). A parte quei pochi fortunati fotografi adusi al medio o grande formato, non conosco nessuno<sup>1</sup> che sia rimasto ancorato alle 35 mm a scapito degli attuali marchingegni digitali (da 10 MP in su). E nonostante ciò Galfy una sera insistette a sostenere che “la pellicola è migliore”. Ora, da buon filosofo, la intendo logicamente: <i>tutte</i> le pellicole sono migliori di <i>qualsiasi</i> sensore digitale. (Anche i nostri amici sembrano intenderla in maniera totalizzante, senza sfumature né doverosi distinguo.) È vera una simile asserzione? Non ci giurerei. Tanto più se poi <b>la superiorità dell’analogico sul digitale viene inferita con termini vaghi e vagamente qualitativi</b> (ma oramai in gran parte <i>quantificabili</i>) come “calore”, “profondità” e, non per ultimo, “autenticità”.</p>
<p>Altro termine (ab)usato per descrivere il digitale, in fotografia come in musica, è “finto”. <b>Il digitale appare finto</b>. Ma non è mai chiarito in relazione a cosa. La finzione in senso assoluto infatti è rappresentare qualcosa per mezzo del suo opposto (sempre che si riesca a trovare l’inverso della cosa). Nel nostro caso la finzione è necessariamente verso quelle immagini e quei suoni di riferimento. Sembra che il digitale non riesca (ancora) ad emulare quelle caratteristiche originali e <i>vintage</i><sup>2</sup>, che a me, veramente, appaiono piuttosto come dei <i>limiti</i> delle apparecchiature d’origine. Cosa significa infatti sostenere che i colori delle foto digitali e i suoni delle apparecchiature digitali sembrano finti? Che sono <b><i>divergenti</i> rispetto ai corrispettivi analogici di cui si cerca l’emulazione</b>. È vero? Non ci scommetterei definitivamente. Se anche lo fosse, sarebbe un difetto? È opinabile.</p>
<p>Prima cura per simili monomaniaci: <b>somministrare un test alla cieca</b>. Sarò convinto della bontà delle loro affermazioni solo quando appurerò che riescono a discriminare almeno nel 90% dei casi l’esemplare analogico da uno attentamente artefatto digitalmente. (Celebre antesignano di simili pratiche è il test di Turing; per fornire esempi calzanti, ricordiamo che esiste una messe di aneddoti su pretesi estimatori enologi caduti sul vino in cartone.) </p>
<p>Seconda cura: dopo quella sulla similitudine passare alla riflessione sulla <i>differenza</i>. Far capire che dei suoni particolarmente distorti, o dei colori eccezionalmente saturati (caratteristiche che alcuni ritengono <i>tipiche</i> del digitale, quasi fossero suoi difetti congeniti), non sono necessariamente un male. Sono <b>cose <em>diverse</em> – e sovente inottenibili con tecnologia analogica</b>.</p>
<small><br /><b>Note:</b></small><ol class="footnotes"><li id="footnote_0_497" class="footnote">Nessuno di artisticamente notevole o di professionalmente rilevante, intendo.</li><li id="footnote_1_497" class="footnote">Termine abusatissimo che, non so perché, mi fa venire in mente una sfilza di icone sacre.</li></ol>

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<li><a href='http://www.tommydavid.com/2008/12/27/un-anno-con-tommy-david/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Un anno con Tommy David'>Un anno con Tommy David</a></li>
</ol></p>]]></content:encoded>
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