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	<title>Tommy David &#187; formattare</title>
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	<description>Lo spazio temporale di Davide Tomasello</description>
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		<title>Memorie poco instabili</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Oct 2008 20:22:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tommy David</dc:creator>
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<li><a href='http://www.tommydavid.com/2009/12/16/no-internet-no-party/' rel='bookmark' title='Permanent Link: No internet? no party?'>No internet? no party?</a></li>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Mi accingo finalmente (così pare) alla <strong>formattazione</strong> – cosa che rimando da almeno tre mesi, quando avevo pubblicato la lista di <a href="http://www.tommydavid.com/2008/07/23/tutti-i-miei-programmi/" target="_blank">tutti i programmi</a> installati. La fase più noiosa è senz’altro quella che precede il reset: non solo effettuare il <a href="http://backup.comodo.com/" target="_blank">backup</a> di tutti i documenti e dati vari, ma anche salvare in qualche modo le varie impostazioni di parecchi programmi (e ogni software necessita di un metodo differente&#8230;). Nel frattempo ne sto approfittando per fare un po’ di pulizia nel computer, cercando di rimandare il più possibile l’apertura dell’avviso “spazio su D insufficiente” col quale convivo ormai stabilmente. È sorprendente <strong>quanta roba stantia si può trovare nei meandri dell’hard disk</strong>, insinuata tra cartelle più o meno nascoste (magari aiutandosi con un programma come <a href="http://windirstat.info/" target="_blank">WinDirStat</a>): in un’oretta di certosino lavoro si accumulano agevolmente i bit sufficienti a rimpinzare un dvd. Ma soprattutto è doloroso avvertire <b>la potente esattezza delle memorie elettroniche</b>. Così ti ritrovi a fare i conti con roba che era scivolata lentamente nell’oblio, distante dai riflettori dell’immediata cartella “Documenti” – la nostra coscienza virtuale –: scovi pagine internet salvate ai tempi in cui usavi (come tutti agli inizi) Internet Explorer 6; trovi una selva di immagini grossolanamente autoprodotte o astutamente rubacchiate dal web che avevi ormai dimenticato; ti saltano agli occhi svariati file doc sulla cui origine controllata non puoi scommettere. </p>
<p><img src="http://www.tommydavid.com/blog/images/iozozzone.jpg" title="Un'immagine quasi scivolata via dalla mia mente (ma non da quella di Sim)." alt="io e Zozzone" /><br />
Il problema è che <b>i ricordi mentali del nostro cervello sono in continua, tumultuosa trasformazione</b>: la più gran parte scoloriscono al punto che ripescarli risulta arduo anche con l’aiuto altrui; altri risultano sopiti, pronti a saltar fuori nei momenti meno attesi; su quasi tutti, però, non potremmo né dovremmo giurare sull’accuratezza della <i>ricostruzione</i>, nonostante l’impressione di certezza del rievocare. <strong>Un ricordo magnetico invece è lì, dove l’hai lasciato mesi e mesi addietro</strong>, pronto a tormentarti nuovamente coi medesimi (o quasi) carichi di emozioni e sentimenti che aveva suscitato all’inizio. È una traccia di te sulla quale resti titubante se cancellarla senza pietà (Shift &#8211; Canc) o piazzarla in una memoria più piatta e più predisposta alla perdita. (Ritroverai il dvd quando lo cercherai? Dove lo cercherai? Verrà letto? Avrà perso dati causa ossidazione o smagnetizzazione? Ammesso che le precedenti non si rivelino condizioni insormontabili per il recupero mnemonico, in quale celata cartella trovare quelle <b>memorie faticosamente messe da parte</b>?)</p>
<p><img src="http://www.tommydavid.com/blog/images/birr_a.jpg" title="Una delle prime immagini inserita su questo blog. Ancora birra in primo piano; sullo sfondo, stralci della prima tesi." alt="birra e tesi" /><br />
I lettori più arguti capiranno che il problema si pone anche con le tracce che lasciamo su internet, a partire dai nostri blog. Basta mettere, dopo il dominio del mio sito, la cifra di un anno dal 2004 in poi per scovare roba che potrebbe tutt’oggi imbarazzarmi, schifarmi o impietosirmi verso il me passato. Perché <strong>l&#8217;io è un processo incessante e desideroso di coerenza</strong>, che non ama dolorose testimonianze esatte dei propri trascorsi. (Tra l’altro a volte l’uso del nick rende quell&#8217;“io” <i>altro da me</i> – per fortuna!) Forse è questo il motivo per cui, qualche tempo fa, ho cancellato – con sommo vituperio – tutti i miei post passati da <a href="http://www.biuso.it/cybersofia/default.asp" target="_blank">Cybersofia</a><sup><a href="http://www.tommydavid.com/2008/10/21/memorie-poco-instabili/#footnote_0_442" id="identifier_0_442" class="footnote-link footnote-identifier-link" title="Il pensiero di non esserne totalmente proprietario mi turbava non poco.">1</a></sup>. E forse, con lo stesso criterio, potrei un giorno cancellare – o quantomeno rendere privati – parecchi miei post stantii in questo blog; o, più perversamente, ritoccarli ed epurarli in un lavorio potenzialmente lungo una vita. Quel che mi trattiene è la consapevolezza che, davanti agli occhi e dentro la mente, <b>lo spazio si restringe all’essenziale: tutto il resto è tempo perso</b> – momenti andati, scaramucce e cose di pochissimo conto sia per noi che per gli altri.</p>
<small><br /><b>Note:</b></small><ol class="footnotes"><li id="footnote_0_442" class="footnote">Il pensiero di non esserne totalmente <i>proprietario</i> mi turbava non poco.</li></ol>

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</ol></p>]]></content:encoded>
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