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	<title>Tommy David &#187; letture</title>
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	<description>Lo spazio temporale di Davide Tomasello</description>
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		<title>FAQ su lettura e filosofia (e) politica</title>
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		<pubDate>Sat, 22 May 2010 10:31:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tommy David</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Avevo in mente ancora tre scritti da pubblicare a breve, non tutti strettamente sulla Repubblica. Ieri, però, l&#8217;irreparabile &#8211; ciò che spinge comunque a correre ai ripari. Una sfilza di commenti dà voce a una parte dei miei lettori &#8211; quelli che, in un modo o nell&#8217;altro, si sono mostrati indispettiti dalla mia &#8220;virata filosofica&#8221;. [...]


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<li><a href='http://www.tommydavid.com/2010/05/20/la-repubblica-risposte-finali/' rel='bookmark' title='Permanent Link: La Repubblica: risposte finali'>La Repubblica: risposte finali</a></li>
<li><a href='http://www.tommydavid.com/2010/04/16/della-filosofia-politica/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Della filosofia-politica'>Della filosofia-politica</a></li>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Avevo in mente ancora tre scritti da pubblicare a breve, non tutti strettamente sulla <em><a href="http://www.tommydavid.com/tag/repubblica/">Repubblica</a></em>. Ieri, però, <em>l&#8217;irreparabile</em> &#8211; ciò che spinge comunque a correre ai ripari. Una <a href="http://www.tommydavid.com/2010/05/20/la-repubblica-risposte-finali/#comment-12426">sfilza di commenti</a> dà voce a una parte dei miei lettori &#8211; quelli che, in un modo o nell&#8217;altro, si sono mostrati indispettiti dalla mia &#8220;virata filosofica&#8221;. Niente di nuovo: la <a href="http://www.ossidia.it">consorte</a> mi biasima da oltre un mese; figuratevi se potevo prendermela sul serio. Ma non potevo restare silente: non mi andava di dar loro ragione (l&#8217;avessero!) senza la pur minima <em>dialettica</em>. Voglio fermare qua alcuni passaggi sotto forma di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Frequently_asked_questions">FAQ</a>, sempre a disposizione per ogni commentatore impertinente.</p>
<p>DOMANDA &#8211; Leggere Platone, alla luce delle attuali conoscenze, è del tutto inutile &#8211; un po&#8217; come volerne capire di evoluzione leggendo solo Darwin. Non trovi?<br />
RISPOSTA &#8211; No. Dal punto di vista meramente estetico, sarebbe come sostenere che contemplare un dipinto di Caravaggio è inutile, oggi che esiste la fotografia. Ma dal punto di vista (teor)etico, la questione è ancor più complicata. Credo sinceramente che vi siano dei problemi che non sono ‘progrediti’ – la cui risposta, cioè, è ancora oggi <em>aperta</em>. Aperta alle (eventuali) risoluzione future, ma anche ai contributi del passato &#8211; evidentemente non ancora &#8220;passati&#8221;&#8230; Tra questi problemi vi è quello della politica &#8211; o della <em>giustizia</em>, se vogliamo. A maggior ragione considerando che essa include altri problemi non meno aperti (quello della libertà, tra tutti; dunque l’intero campo della morale). Non mi pare sia stato detto nulla di <em>definitivo</em>, in questi campi: non sono (ancora?) territori scientifici, né tanto meno la loro conoscenza è meramente cumulativa (per cui ciò che viene per ultimo include necessariamente ciò che è stato). Il paragone con Darwin, dunque, è del tutto inadeguato. (E comunque puoi davvero dirti &#8216;evoluzionista&#8217; senza aver letto Darwin?)</p>
<p>DOMANDA &#8211; Non puoi paragonare un uomo che è stato in grado di portare un contributo eccezionale alla conoscenza dei meccanismi relativi alla vita attraverso migliaia di ossevazioni e prove documentate e ripetibili, con uno che ha riempito la testa di migliaia (forse milioni) di giovani di idee che non solo sono spesso insulse, ma che risultano con ogni evidenza contrarie ad ogni prova oggi disponibile!<br />
RISPOSTA &#8211; Volendo dare davvero un peso <i>corretto</i> alle cose, per prima cosa non potremmo paragonare direttamente Platone a Darwin. Io infatti l&#8217;ho fatto solo relativamente alla loro disciplina (Platone sta alla filosofia come Darwin sta all&#8217;evoluzionismo). Poi dovremmo evitare di fare gli spavaldi col nostro sguardo <i>a posteriori</i>. Anzitutto perché così facendo creeremmo uno spartiacque tra gli scienziati (e non solo) prima di Darwin e quelli dopo (peccato che senza Galilei, e dunque senza Bacone, e quindi senza Aristotele &#8211; per cui senza Platone! &#8211; Darwin stesso non avrebbe mai avuto modo di raccogliere quelle prove&#8230;); secondo, perché l&#8217;anacronismo non rende giustizia a nessuno (Darwin stesso non aveva capito nulla dei geni, e su quell&#8217;argomento ha sparato tante corbellerie; e poi egli stesso credeva in qualcosa di assai simile al <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Demiurgo">Demiurgo</a> platonico, o sbaglio?); terzo, perché rischiamo di rimanere più <em>chiusi</em> di molti filosofi (escluderesti un cambio di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Paradigma">paradigma</a> in ambito evoluzionistico, tale da invalidare non dico tutte, ma parecchie delle osservazioni di Darwin?). Insomma: ognuno &#8211; che sia Platone o Darwin o Hitler o Ratzinger &#8211; riempie la testa dei giovani di idee che egli reputa vere &#8211; o <em>convenienti</em>. Il problema è dunque <em>politico</em>, prima ancora che di conoscenza.</p>
<p>DOMANDA &#8211; Non pensi che Platone sia buono solo per bibliografia per tesi compilative?<br />
RISPOSTA &#8211; A livello universitario probabilmente sì. Tuttavia non leggo Platone per laurearmi &#8211; non più, almeno &#8211; né per prepararmi a corsi e concorsi o sperando di averne futuri remoti vantaggi pecuniari. Lo leggo per il puro piacere della cultura. Lo leggo perché ancora oggi, a distanza di ventiquattro secoli, mi dà occasione di pensare e ripensare la realtà. Lo (ri)leggo perché <a href="http://www.classicitaliani.it/novecent/calvino_01_classici.htm">è un classico</a>, insomma.</p>
<p>DOMANDA &#8211; Va bene, ti piace Platone. Ma c&#8217;è di meglio.<br />
RISPOSTA &#8211; Affermazione oziosa. Cosa intendi per &#8216;meglio&#8217;? Più piacevole, più leggibile, più adatto, più moderno, più vicino alla verità? Ma non complichiamo la situazione. In filosofia, come in arte, è difficile dire che un filosofo sia &#8216;migliore&#8217; di un altro: spesso, poi, la consonanza con un filosofo in particolare è questione di gusti, di affinità di pensiero e di stile. Ma possiamo forse disconoscere a Platone il merito di essere stato il primo (e forse ultimo) grande filosofo? Per un tale, addirittura, tutta la filosofia occidentale non è altro che una serie di glosse a Platone &#8211; e ti assicuro che leggendolo se ne ha fortemente il sospetto. In questo senso senz&#8217;altro Platone è il <em>miglior</em> filosofo.</p>
<p>DOMANDA &#8211; Brutta belva, hai solo voglia di esternare i tuoi ultimi dieci anni di letture.<br />
RISPOSTA &#8211; Ti sbagli: solo l&#8217;ultimo mese. E ti dirò, negli ultimi dieci anni non ho letto un gran ché, di strettamente filosofico. L&#8217;università m&#8217;ha tolto il tempo e la voglia. Non sono più i tempi di Umberto Eco, a cui all&#8217;università facevano leggere <em>direttamente</em> <a href="http://espresso.repubblica.it/dettaglio/I-dottori-del-triennio/2027888/18">tutti i filosofi</a> o quasi. In questo senso, sto cercando di &#8216;recuperare&#8217;: e non “leggendo <em>di</em>”, stavolta.</p>
<p>DOMANDA &#8211; Leggere <del datetime="2010-05-21T22:33:33+00:00">di</del> Platone è a parer mio non avere un cazzo da fare.<br />
RISPOSTA &#8211; <em>Leggere</em> è a parer mio non avere un cazzo da fare; e di ciò dobbiamo esserne sempre lieti! Ma forse tu hai molto da fare, e di più importante. Non posso biasimarti se lo fai per dar da mangiare ai figli (ma cazzi tuoi che hai voluto riprodurti) o per pagarti l&#8217;affitto. Ma ti stanno cannibalizzando il tempo per quei quattro bisogni (non troppo) primari: la tua specificità di animale <em>culturale</em> sta andando a puttane.</p>
<p>DOMANDA &#8211; Discuterne in salotto è non avere un cazzo da fare.<br />
RISPOSTA &#8211; Magari lo avessi, questo &#8220;cazzo da fare&#8221;! Non c&#8217;è quasi più nessuno che voglia discutere di Platone, né in salotto né tramite internet, come vedi. Ma, in generale, non c&#8217;è quasi più nessuno che voglia discutere <em>platonicamente</em> &#8211; o sia dialetticamente. Siamo buoni solo a lamentarci e a lanciare improperi contro chicchessia (specie se costui ha qualcosa che noi non abbiamo, tipicamente tempo o danaro). Lo faccio anch&#8217;io, contro il governo ladro (come si potrebbe non farlo, a parte essendo stolti o adepti del B.?), ma <em>non è sufficiente</em>. La politica non può essere il campo della distruzione altrui; si deve tentare di <em>costruire</em>. Spero che le mie <a href="http://www.tommydavid.com/2010/04/16/della-filosofia-politica/">letture politiche</a> possano servire anche a questo.</p>
<p>DOMANDA &#8211; Determinare le dinamiche dei propri pensieri sulle idee e percezioni di chi 2000 anni fa viveva nella beata realtà di una Grecia ben diversa da quella di oggi è una grandissima perdita di tempo.<br />
RISPOSTA &#8211; Primo, mi stai prendendo per uomo di un sol libro (quando invece è solo il primo della serie); secondo, aprirsi al pensiero di quei grandi uomini è tutt&#8217;altro che una perdita di tempo; terzo, da quei tempi molto sarà cambiato, ma non la natura umana nei suoi aspetti più basilari (e non solo!). Il computer ci ha resi scimmie volanti, ma politicamente affondiamo ancora nel nostro stesso guano. In conclusione: per me la vera grandissima perdita di tempo è determinare le dinamiche dei propri pensieri sulle idee e percezioni di chi oggi vive nella beata realtà televisiva. E per colpa di questi <em>veri</em> perditempo noi tutti stiamo perdendo il <em>miglior</em> tempo.</p>
<p>DOMANDA &#8211; Posso farti un&#8217;altra domanda su Platone e dintorni?<br />
RISPOSTA &#8211; Fa&#8217; pure. I commenti servono anche a quello.</p>


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		<title>Cinque motivi per cui non recensirò mai un libro</title>
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		<description><![CDATA[I colleghi e amici di Sitosophia m’hanno esortato più d’una volta a scrivere una recensione. Sono riusciti anche a strapparmi qualche mezza promessa, ma si sa: quando hanno a che fare con la mia volontà (scarsissima), le mie sono promesse da marinaio. Così, in questi giorni di rinnovate letture, ho riflettuto a lungo sul perché [...]


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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>I colleghi e amici di <a href="http://www.sitosophia.org/" target="_blank">Sitosophia</a> m’hanno esortato più d’una volta a scrivere una <a href="http://www.sitosophia.org/archivio/recensioni/" target="_blank">recensione</a>. Sono riusciti anche a strapparmi qualche mezza promessa, ma si sa: quando hanno a che fare con la mia volontà (scarsissima), le mie sono promesse da marinaio. </p>
<p>Così, in questi giorni di rinnovate letture, ho riflettuto a lungo sul perché non mi sono mai degnato di recensire un libro – se eccettuiamo quelle <a href="http://www.tommydavid.com/2008/12/11/letture-recenti/" target="_blank">quattro righe</a> mensili che stenderò frettolosamente (e che probabilmente sposterò presto su <a href="http://www.anobii.com/tommydavid/" target="_blank">aNobii</a>) più come promemoria che come (s)consigli di lettura. Ecco quali dubbi mi attanagliano ogni volta al solo pensiero di recensire un libro.</p>
<p>1) <b>Se l’autore ha già detto tutto meglio di me, perché dovrei ripetere quelle cose peggio e in meno spazio?</b><br />
L’autore ha scritto il suo bel libro. Ha ritenuto opportuno dipanare le sue argomentazioni (o le sue corbellerie) in cento, duecento, trecento pagine. Poi arrivi tu e in un paio di pagine al massimo tenti di condensare dei pensieri articolati, aggiungendovi pure le tue considerazioni. A che scopo? Vuoi criticare? Vuoi parassitare il testo? (Vedi interrogativi seguenti.) E perché mai? Vedo solo due (in)credibili giustificazioni: la prima, il tuo relatore ti ha chiesto esplicitamente di recensire i libri che adopererai per la tesi; la seconda, vuoi fare una marchetta all’ultimo libro del tuo migliore amico.</p>
<p>2) <b>Perché tentare di risplendere di gloria riflessa?</b><br />
Credi che la recensione sia merito tuo? No: dell’autore del libro. Guarda bene: hai saccheggiato il suo pensiero come una sanguisuga del testo; hai citato interi stralci della sua opera – è facile che almeno mezza “tua” recensione sia costituita da brani altrui (e l&#8217;altra mezza da parafrasi e perifrasi&#8230;). Non ti rendi conto che chi ha scovato la tua recensione cercava solo informazioni sul libro? Considera: non sei degno di apporre la tua firma sotto quella dell’autore – eppure lo fai a cuor leggero e con bieco orgoglio, e se hai avuto il culo di venire stampato la rivendichi pure come una tua <i>pubblicazione</i>!</p>
<p>3) <b>Perché sprecare energie a recensire un libro anziché impiegare quel tempo per cominciare a leggerne un altro?</b><br />
Hai finito il libro. Non vedevi l’ora. Presto però l’ora non potrai più vederla. Perché non impieghi quel lasso di tempo per affrontare una nuova lettura? Ah, giusto: le recensioni ti da(ra)nno il pane – briciole, certo, ma ingiustamente trafugate all’autore.</p>
<p>4) <b>Se la recensione deve diventare un’occasione per ribadire sempre i propri stessi pensieri, a che serve?</b><br />
Hai scritto la cara recensione. Credi giustamente di poterla definire tua, visto che l’hai farcita dei tuoi pensieri, dei tuoi tempi persi e dei tuoi luoghi comuni. Rivendichi anche originalità per il tuo prodotto. Bene: che motivo c’era di tirare in ballo il libro e l’autore? Scrivi un articolo, diamine!</p>
<p>5) <b>Chi sono io per criticare?</b><br />
Non solo hai scritto la recensione, ma ti sei anche prodigato a criticare l’autore, come se fosse tuo diritto. Facevi prima a dire: non m’è piaciuto, o sia: ho buttato via tot euri. Ma criticare una persona che quantomeno avrà studiato molto più di te e riflettuto sulle tematiche trattate nell’opera forse già da quando eri appena in fasce (nel caso di autore contemporaneo) è a dir poco iniquo e presuntuoso. Taciamo poi del caso in cui ti sei accanito contro un cadavere senza più diritto di replica né possibilità di ripensamenti&#8230;</p>
<p>Insomma, questi interrogativi ruotano attorno al principale: <b>che senso ha scrivere una recensione?</b> Se ti serve per fermare nello spaziotempo le impressioni che la lettura di quel libro ha suscitato in te, basta una classica schietta <em>schedatura</em>, neutra e obiettiva (potenzialmente costruita da sole citazioni e brevi riassunti), che farai bene a tenere privata. Se invece vuoi gridare al mondo le tue riflessioni (sempre più o meno scaturenti dal libro), puoi benissimo scriverle separatamente – o fare <a href="http://www.giusepperaciti.eu/letture.htm" target="_blank">altrimenti</a>. </p>


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		<title>Da leggere e conservare</title>
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		<pubDate>Sat, 06 Sep 2008 15:29:42 +0000</pubDate>
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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Uno dei miei più grandi crucci è quello di <b>non avere abbastanza memoria libraria</b> – il che è un eufemismo per dire che è norma ch’io non ricordi un cazzo o quasi di ciò che leggo. La cosa mi addolora non poco, a maggior ragione considerando il numero non irrispettabile di libri posseduti (di cui una quota poco indifferente letti). </p>
<p><img src="http://www.tommydavid.com/blog/images/dlec01.jpg" title="Alcuni verrebbe da buttarli, però." alt="libri gettati" /><br />
Sembra un male incurabile. Intere pagine lette nell’ultima dozzina d’anni sono state inesorabilmente affidate all’oblio, e di quelle notti sui libri è rimasta solo qualche tiepida sensazione, qualche tenue eco dissolta ormai quasi del tutto. Inoltre, come se non bastasse, sono (stato) affetto dall’avversione allo sciupamento dei libri. Non ho mai capito con quali motivazioni la gente si arrogasse il diritto di <b>erigere impalcature di parole proprie su quelle altrui</b>.</p>
<p><img src="http://www.tommydavid.com/blog/images/dlec02.jpg" title="Parole su pagine, costruzioni su impalcature." alt="insegnamento molecolare" /><br />
Di conseguenza <b>non ho mai sottolineato i libri che ho letto</b>: mi è sempre sembrata una cosa stupida (adesso mi sembra piuttosto vero il contrario), e brutta a vedersi. Ma il mese scorso, forse preso dalla nostalgia delle sottolineature compulsive e coatte di squallide fotocopie indesiderate – attività che m’ha accompagnato per sette lunghi anni universitari – ho cominciato a scalfire lievemente le pagine dei libri che leggevo con qualche timido segnetto a mina. Poi c’ho pure preso gusto. </p>
<p><img src="http://www.tommydavid.com/blog/images/dlec03.jpg" title="Ed è pure sfizioso." alt="mela verde delicious" /><br />
No, non mi sono totalmente ricreduto: detesto ancora i libri orrendamente sfregiati, quelli che qualcuno definisce “vissuti” ma che a me paiono solo orrendi mostri di carta gonfia, spiegazzata, ingiallita, accartocciata e tutta solcata da brutti segnacci oscuri che stuprano l’occhio e oscurano le parole del vero autore (diamine, sono libri – oggetti <i>sacri</i> –, non liste della spesa!). No: lo scopo dei miei segnetti (all’inizio a margine di pagina, poi anche sotto qualche rigo, e domani chissà) è quello di permettermi di rintracciare subito i passi che poi o prima riporterò diligentemente su qualche <b>supporto di memoria esterno</b>, vista la carenza di quella interna. </p>
<p><img src="http://www.tommydavid.com/blog/images/dlec04.jpg" title="La memoria, il tempo, lo spazio... L’uomo." alt="meridiana dello spazio e del tempo" /><br />
Il <a href="http://www.tommydavid.com/2008/07/08/asus-eeepc-900-i-propri-appunti-ovunque/ " target="_blank">computerino</a> l’ho già (anche se in verità lo adopera più <a href="http://www.ossidia.it" target="_blank">Lei</a> che io): si tratta <i>solo</i> di compiere uno sforzo di volontà tra una lettura e l’altra. Cosa che sembra mancarmi totalmente, preso come sono – in questo senso il periodo post-universitario è assai fecondo – dalla <b>frenesia delle letture</b> (forse fisiologico contrappasso alla pochezza, quando non al nulla, di ciò che m’hanno fatto leggere in questi vili anni). </p>
<p><img src="http://www.tommydavid.com/blog/images/dlec05.jpg" title="Non vedevamo l’ora." alt="giovani vecchi laureati" /><br />
Non che legga tanto: non è mai abbastanza. E poi, <b>per leggere roba seria è necessaria la congiuntura</b>. La mente dev’essere fresca, il corpo rilassato (e viceversa). Mica si può riflettere limpidamente sul Bene, sul Bello, sul Vero, sull’Uno e sul Tutto col cane che abbaia senza sosta e i <a href="http://www.tomasello.eu" target="_blank">familiari</a> che sovrastano i canini latrati con le loro emissioni di fiato. </p>
<p><img src="http://www.tommydavid.com/blog/images/dlec06.jpg" title="Miranda è bella (e anche fresca) ma non è vera: è un bene?" alt="miranda quasi in mutanda" /><br />
Il fatto è che (spero “finora”) non riesco poi a sedermi, a riunire le energie, a riaprire il libro e cercare i segni grigi (non neri: mai sia!), sillabarne le righe, ricopiarle al pc, intercalarle con riassunti del non trascritto e inframezzarle di riflessioni più o meno mie, più o meno spontanee: in poche parole <a href="http://www.sitosophia.org/scrivi-una-recensione/ " target="_blank">scrivere una recensione</a>.</p>
<p><img src="http://www.tommydavid.com/blog/images/dlec07.jpg" title="Colpo di scena!" alt="quasi monaca" /><br />
Forse è vero che <b>quel che mi manca è (un) metodo</b>. Forse. O più semplicemente mi manca la pazienza, la lentezza, il respiro (sempre ampio) e tutte le altre amene qualità dell’<i>umanista</i> che commenta, commenta e ancora <a href="http://www.sitosophia.org/forum/viewtopic.php?f=5&#038;t=480" target="_blank">commenta</a>. Quel tipo, insomma, che arriva alla cosiddetta <i>maturità</i> a tarda età, quando la stanchezza, la disillusione e la diafonia cacofonica delle sue letture gli avranno fatto perdere qualsiasi opinione sua (o, peggio, l’avranno incancrenito in sterili idee mutuate dai suoi più illustri predecessori). </p>
<p><img src="http://www.tommydavid.com/blog/images/dlec08.jpg" title="Quanta polvere si accumula invecchiando..." alt="vegliardo imbiancato" /><br />
Stop. Così dicendo svio il discorso. (<i>Del filosofo che – come dio – crea</i> volevo parlarne un’altra volta, più diffusamente. Vi basti il cenno, ora o per sempre.) Il fatto è che, tra i <a href="http://www.tommydavid.com/2008/09/01/auguste-cronache-di-mentalita-croniche/" target="_blank">propositi settembrini</a>, contemplavo segretamente anche quello di avviare quaggiù una <b>sezione dedicata alle mie letture</b>, ai <a href="http://www.tommydavid.com/blog/libri/" target="_blank">libri</a> che mi segnano mentre li segno. Qualcosa che <i>in pratica</i> mi serva essenzialmente a <b>rammemorare rapidamente</b> e comodamente. (Sottovoce, un mero espediente che incrementi ulteriormente il mio ego.)</p>
<p><img src="http://www.tommydavid.com/blog/images/dlec09.jpg" title="Il prossimo passo sarà leccare rane." alt="anfibi psichedelici" /><br />
Ma vi pare che sia finita qui? No, perché <b>sono un filosofo, e dunque sono <i>problematico</i></b> (o forse semplicemente “paranoico” – un po’ <a href="http://www.zeteti.com/blik/?p=226" target="_blank">così</a>, per rendere l’idea<sup>1</sup>). Così – riecco l’usuale autoreferenzialità e una delle mie solite vane richieste d’aiuto al lettore – non so se dedicarmi a qualcosa tipo recensione <a href="http://www.sitosophia.org/archivio/recensioni/" target="_blank">promessa</a>, <a href="http://www.recensionifilosofiche.it/" target="_blank">seria</a> o addirittura <a href="http://lgxserve.ciseca.uniba.it/lei/2r/browse.html" target="_blank">ufficiale</a>, ovvero a qualcosa di più <i>leggero</i> come il <a href="http://www.biuso.it/index.htm#libro" target="_blank">libro del mese</a> o le <a href="http://www.giusepperaciti.eu/letture.htm" target="_blank">letture</a>, per prendere spunto dai nostri <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Opera_dei_Pupi" target="_blank">paladini</a>. Probabilmente però la verità sta in mezzo (come tutto ciò che è d’impaccio)<sup>2</sup>, e dunque mi sembrano ammirevoli gli spunti<sup>3</sup> <i>free</i> dell’<a href="http://www.lestinto.it/archivi/rubriche/recensioni/" target="_blank">Estinto</a>, liberi soprattutto dalla smania di far credere che s’andrebbe creando – pur solo commentando. (Ok, <abbr title="la smesso, lett.: “la taglio”">c’ha tagghiu</abbr>. Ne riparleremo.)</p>
<p><img src="http://www.tommydavid.com/blog/images/dlec10.jpg" title="Mille pensieri. O anche solo venticinque." alt="sguardi dipinti" /><br />
Mah. Nell’attesa di capire che fare delle mie letture, e cercando soprattutto di riprenderle (viste le recenti ore turbate), mi trastullo <strong>sognando gli <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/EBook" target="_blank">ebook</a></strong>. (Sono davvero <a href="http://www.ebook.mondadori.com/ebook/help.jsp" target="_blank">vantaggiosi</a>, convincetevene – anche alla luce dei miei tormenti.)</p>
<p><img src="http://www.tommydavid.com/blog/images/dlec00.jpg" title="Non so cosa c'entri st'immagine (e manco le precedenti). A te, caro lettore, il compito di afferrare il sottile (mica tanto poi) filo rosso che le unisce." alt="dipinto sensualmente kitsch" /></p>
<small><br /><b>Note:</b></small><ol class="footnotes"><li id="footnote_0_306" class="footnote">E così torna tutto, trame <i>svaporate</i> comprese.</li><li id="footnote_1_306" class="footnote">Altro  <a href="http://www.giusepperaciti.eu/volto.htm" target="_blank"><i>ipse dixit</i></a> per la <a href="http://www.tommydavid.com/2008/09/01/auguste-cronache-di-mentalita-croniche/#comment-6517" target="_blank">gioia</a> di <a href="http://www.davidedellombra.it/" target="_blank">Triad</a>&#8230;</li><li id="footnote_2_306" class="footnote">No, gli spuntini su <a href="http://www.anobii.com/" target="_blank">aNobii</a> non li ho considerati.</li></ol>

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